Il progressivo pensionamento di tanti colleghi che hanno lasciato l’Istituto, i cambiamenti legati alle necessità della spending review quali l’accorpamento dei bacini territoriali, le nuove normative sociali e alcuni processi riorganizzativi che non hanno mai veramente preso il volo, hanno privato l’INPS di importanti professionalità. 

Una “perdita” che si è verificata anche presso altri uffici pubblici, come nel caso del MIBAC, e alla quale è stato posto rimedio attraverso una specifica deroga alla normativa vigente.

Volere è potere, dunque, e si stenta pertanto a comprendere perché nei riguardi dell’INPS non si manifesti analoga volontà e, soprattutto, la stessa

Sì, perché bisogna essere davvero piccoli per arrivare ad attaccare sul piano personale pur di definirsi differenti e difendere le proprie convinzioni. Ma forse questo è il punto, alcuni pseudo sindacalisti dell’aria fritta non sono così convinti delle loro argomentazioni e adottano questa tattica bieca, senza neanche avere il coraggio di firmare le castronerie che scrivono. Poi i codardi sarebbero gli altri…

Ma veniamo ai fatti.  Costoro invocano l'applicazione dell'art. 43, comma 12, del D.Lgs.165/2001 in materia di informativa sindacale. Purtroppo, nello stesso decreto, all'art. 9 si prevede espressamente che: "Fermo restando quanto previsto all'art. 5, comma 2, i contratti collettivi nazionali

Nei giorni scorsi abbiamo ampiamente rendicontato a proposito dei rilievi effettuati dai ministeri vigilanti a proposito del CCNI 2018 che aveva costituito equo riconoscimento delle molteplici attività svolte in Istituto nell’inseguimento delle recenti innovazioni normative in materia di pensioni e sostegno alla povertà.

L’Istituto che in passato era mito e riferimento per l’innovazione nell’ambito del parastato, mito e riferimento per l’informatica pubblica, si trova oggi imbrigliato da logiche “ministeriali” non correlate alla quantità di lavoro richiesto e gestito per fronteggiare le iniziative politiche in materia di pensioni e sostegno al reddito.

Nel rivendicare che l’autonomia della contrattazione integrativa di Ente abbia la

Ieri si è tenuta la trattativa per dare finalmente il via alle progressioni verticali nel rispetto della legge “Madia”, la norma che consente all’Amministrazione di dar luogo al passaggio tra aree qualora si sia in possesso dei titoli di studio necessari secondo la legge “Brunetta”.

La nostra organizzazione sindacale ha, da sempre, rivendicato con forza la necessità di progettare e garantire una progressione di carriera per tutto il personale che, sempre, a prescindere dall’inquadramento professionale, ha collaborato a realizzare i disegni delle varie riorganizzazioni anche quando sembravano strampalati. Anche oggi, ad esempio, si sta chiedendo ai colleghi di aree inferiori di esercitare funzioni di tutoraggio ai colleghi neoassunti in

Abbiamo raccolto, da fonti ministeriali, diverse manifestazioni di disappunto in merito agli esiti del contratto integrativo 2018 siglato nei mesi scorsi.

Si tratta di voci autorevoli, poiché espressione di soggetti deputati alla certificazione del nostro CCNI delle aree relativo al 2018, sul quale abbiamo lavorato alacremente.

Malgrado ciò registriamo, a malincuore, forti osservazioni su alcuni istituti contrattuali che, ormai da anni, rappresentano una certezza all’interno

Dopo l’ennesimo tavolo di trattativa sui passaggi verticali sembrerebbe che l’avventura incredibile dei lavoratori “INVISIBILI” delle aree A e B dell’Istituto, grazie alla determinazione della UILPA Inps, potrà concludersi positivamente, superando i blocchi delle diversità finora evidenziate; infatti, dopo l’incontro di oggi, la lieta notizia è che i posti messi a bando (una volta verificati i pensionamenti legati a quota 100 fino a tutto il 2019) potranno incrementarsi oltre le 500 unità. La