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Valutazioni individuali: l’amministrazione rispetti gli impegni

È da poco trascorso un mese dall’ultimo incontro dell’amministrazione con le organizzazioni sindacali in materia di valutazioni individuali. Nell’incontro si era dimostrato scientificamente, grazie ad un prezioso lavoro del coordinamento generale statistico, attraverso lo studio della correlazione tra i valori di produttività misurati e le valutazioni soggettive della dirigenza che, a dir poco, le valutazioni soggettive preliminari non erano state effettuate in modo accurato.

Riteniamo che la valutazione intermedia, a prescindere dal fatto che NON avesse rilevanza ai fini della retribuzione del TEPI, sia stato un ottimo banco di prova per dimostrare che il sistema meriti un’approfondita fase di rodaggio e presenti amplissimi margini di miglioramento.

Avevamo rappresentato alla delegazione trattante che, a nostro parere, i valutatori andassero formati specificamente ed opportunamente per evitare di ottenere l’effetto contrario sia sulla retribuzione del TEPI sia, soprattutto, sulla produzione generando disaffezione e malcontento. Disaffezione e malcontento che oggi riguardano gran parte del personale per tacere delle importanti difficoltà riscontrate nell’applicazione del reassessment, elemento che potrebbe essere causa di performance negative.

Le valutazioni definitive dovrebbero essere completate a breve ma non è dato di sapere cosa sia stato fatto per migliorare le performance soggettive dei colleghi che avessero ricevuto le valutazioni peggiori.

Già abbiamo detto che non è possibile imputare ai colleghi valutazioni negative se chi, essendo a conoscenza di lacune evidenziate nella valutazione soggettiva, non abbia fatto nulla per migliorarle.

È stata fatta formazione approfondita sui lavoratori? Sono stati formati i valutatori per rendere uniforme la tassonomia a livello nazionale? È stato aggiustato il modello di reassessment per adeguarlo alle possibilità effettive delle nostre sedi?

Quanto dovremo attendere per risposte univoche?

Il personale ha mandato avanti l’Istituto nei momenti bui della pandemia in condizioni estreme e non merita ulteriori mortificazioni.

IL COORDINATORE GENERALE

UILPA-INPS

 

Sergio Cervo

Al via il confronto per il lavoro agile e da remoto, anzi no

Oggi avrebbe dovuto iniziare il confronto tra l’amministrazione e le organizzazioni il confronto in materia di lavoro agile e da remoto. Purtroppo, l’incontro è stato rinviato a data da destinarsi.Il CCNL disciplina le varie forme di lavoro a distanza stabilendo la volontarietà dell’adesione, l’alternanza tra le prestazioni eseguite nei locali aziendali e quella agile, la concreta esigibilità del diritto alla disconnessione al fine di evitare abusi così come la parità di genere e degli altri diritti dei lavoratori in materia di formazione e sviluppo professionale.Tuttavia, come già detto in altri comunicati, è quanto mai necessario ed opportuno calare il disposto del CCNL nella realtà specifica dell’Istituto che, tra le amministrazioni pubbliche, è una delle maggiormente informatizzate e rende semplice l’adozione di queste forme di lavoro che sono state ampiamente consolidate durante il periodo emergenziale.
Oltre al riconoscimento del buono pasto, al superamento naturale del criterio temporaneo della cosiddetta “prevalenza” che torna a porre il quesito di come considerare le giornate di assenza per le imminenti votazioni referendarie e amministrative di fronte ad un diritto-dovere civico, riteniamo necessario ragionare con un paradigma di Istituto diffuso a prescindere dalle consuete limitazioni geografiche regionali e prevedere, a richiesta del personale, di esercitare il lavoro da remoto anche oltre i vincoli regionali della sede di assegnazione.
Confidiamo che il rinvio sia opportunità per costruire un accordo che meglio soddisfi le esigenze del personale e dell’amministrazione.

 

IL COORDINATORE GENERALE UILPA INPS

                    SERGIO CERVO

Al via il confronto per il lavoro agile e da remoto

Il prossimo 27 maggio prenderà il via il confronto tra l’amministrazione e le organizzazioni sindacali in materia di lavoro agile e da remoto.

Il CCNL che ha appena superato il suo complesso iter disciplina le varie forme di lavoro a distanza stabilendo la volontarietà dell’adesione, l’alternanza tra le prestazioni eseguite nei locali aziendali e quella agile, la concreta esigibilità del diritto alla disconnessione al fine di evitare abusi così come la parità di genere e degli altri diritti dei lavoratori in materia di formazione e sviluppo professionale.

Tuttavia, è quanto mai necessario ed opportuno calare il disposto del CCNL nella realtà specifica dell’Istituto che, tra le amministrazioni pubbliche, è una delle maggiormente informatizzate e rende semplice l’adozione di queste forme di lavoro che sono state ampiamente consolidate durante i periodi emergenziali.

Oltre al superamento naturale del criterio temporaneo della cosiddetta “prevalenza”, riteniamo necessario ragionare con un paradigma di Istituto diffuso a prescindere dalle consuete limitazioni geografiche regionali e prendere in considerazione l’opportunità, a richiesta del personale, di esercitare il lavoro da remoto anche oltre i vincoli regionali della sede di assegnazione.

IL COORDINATORE GENERALE

UILPA-INPS

Sergio Cervo

Valutazioni individuali: gli errori dei valutatori sono certificati

 

Si è appena tenuto l’incontro tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione in materia di valutazioni individuali fortemente richiesta dalle OO.SS. a seguito della valutazione del periodo intermedio. Da un’indagine condotta dal coordinamento generale statistico attuariale sui dati delle valutazioni intermedie, quelle che attualmente non hanno effetti sul TEPI, è stato certificato che, in media, le valutazioni soggettive non sono state corrispondenti agli obiettivi di produzione raggiunti. Ora, se le valutazioni soggettive date dai dirigenti dipendono da parametri di abilità individuali che non sono del tutto corrispondenti al risultato della produzione, ne devono essere indicatori indiretti e leve strumentali; a meno che la valutazione soggettiva non sia ben eseguita a prescindere dalle condizioni a contorno.

Sono emersi, infatti, alcuni casi nei quali le valutazioni dei dirigenti sono inverse rispetto alla media del livello di produzione raggiunta dalla struttura nella quale i valutati lavorano. In altri casi le valutazioni sono assai differenti a seconda della sede di lavoro disegnando ancora una volta un Istituto “federale” e non Nazionale. Un motivo in più per rivedere ed aggiustare il tiro in vista della valutazione definitiva che verrà fatta nei prossimi mesi.

Il primo giudizio tratto dall’incontro tecnico è che i valutatori non sono sempre stati adeguati al compito assegnato perché la tassonomia usata non è stata eguale per tutti i colleghi del paese in tutte le occasioni. In secondo luogo, quali azioni sono state intraprese dall’amministrazione dal momento della valutazione intermedia ad oggi per ottenere un miglioramento delle performance individuali dei colleghi con le valutazioni peggiori? Non sarà possibile imputare a quei colleghi lacune non colmate da chi ne era evidentemente a conoscenza.

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IL COORDINATORE GENERALE

UILPA-INPS

 

Sergio Cervo​


 

CCNI 2021 MEDICI: RITORNIAMO AL PUNTO DI PARTENZA

Il 28 aprile c’è stato un ulteriore incontro con l’Amministrazione per discutere la bozza sul rinnovo del CCNI 2021 per il personale dell’Area Medica dell’Istituto, iniziato il 23 febbraio u.s.

Visionando la prima parte della bozza sembrava che fossero state accolte le nostre richieste di stralciare dal documento tutte le indennità previste per gli incarichi, deleghe ed interim assegnati “ad personam”.

Abbiamo pensato che l’Amministrazione avesse recepito anche quanto espresso dal Direttore Generale in occasione di precedenti incontri sul riconoscimento illegittimo di incarichi conferiti senza alcuna selezione. Ci siamo anche ricordati di quanto riferitoci in altra occasione dall’Amministrazione che il CCNI 2021 dei medici sarebbe stata la fotocopia di quello del 2020 e che tutte le questioni legate alle deleghe e agli interim sarebbero state discusse e affrontate per il CCNI 2022 e forse superate dalla indizione di concorsi e bandi di interpello.

Arrivati all’articolo 7 ci siamo dovuti ricredere e constatare che quanto si era fatto uscire dalla porta lo si è cercato di far rientrare dalla finestra. Infatti abbiamo riscontrato la presenza di una sezione aggiunta e non presente nella precedente bozza: “Per il solo anno 2021, ai medici cui sia stato affidato uno o più incarichi di coordinamento ad interim per la copertura di posti vacanti è corrisposta una maggiorazione della retribuzione di risultato del 20%, limitatamente al periodo di copertura di detto incarico”.

Al fine di avere argomentazioni oggettive su cui dibattere, abbiamo richiesto il numero di tali incarichi ad interim al fine di definire il “quantum” economico della richiesta. Ci è stato risposto che il provvedimento avrebbe interessato un numero di medici tra le 30-35 unità. Ci è stato chiesto quindi di avallare il pagamento di una funzione non prevista contrattualmente attingendo a somme non oggettivamente quantificate ma che riteniamo non trascurabili, dal fondo medici a scapito dei tanti medici che non sono stati “unti dal Signore”. Oltre la beffa il danno.

Come al solito è stata invocata la necessità di conferire tali interim e deleghe in relazione all’emergenza creatasi nella gestione di molti CML e funzioni apicali. Non abbiamo potuto fare a meno di rimarcare che la crisi dei medici è stata da noi denunciata ed era prevedibile da svariati anni.

Non sarebbe stato più trasparente e corretto bandire il concorso per medici di II fascia funzionale negli anni passati come da anni stiamo chiedendo?

Non sarebbe stato più trasparente e corretto indire procedure di interpello per la copertura delle troppe U.O.S. a tutt’oggi ancora vacanti come da anni stiamo chiedendo?

Abbiamo anche ricordato, quale condizione pregiudiziale, quanto riportato nella dichiarazione congiunta riportata nel CCNI medici del 2020 con la quale si dichiarava esplicitamente che gli incarichi di coordinamento per il personale dell’Area Medica ad interim sarebbero stati erogati “laddove vi siano risorse aggiuntive derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale e da disposizioni di legge, sul Fondo rispetto alla consistenza del CCNI 2020”.

Come prevedibile nulla è stato aggiunto al Fondo, anzi nel 2021 è prevista una riduzione del fondo per la retribuzione accessoria di circa 1.350.000 euro così come sono diminuite di circa 71.500 euro le risorse destinate alla retribuzione di risultato rispetto al 2020.

Riteniamo giusto e corretto rimarcare, come già fatto in altri comunicati, che il problema degli incarichi e degli interim nulla ha a che fare con il livello di professionalità dei medici ai quali tali incarichi sono stati assegnati ma entra nella profonda sostanza della irregolarità contrattuale e procedurale della loro assegnazione.

E’ stata riconosciuta dall’Amministrazione l’eliminazione della dicitura “in fase di affiancamento” per i colleghi della Croce Rossa che oramai svolgono da anni tutte le attività legate al ruolo con innegabile professionalità. Non abbiamo avuto nulla da eccepire al riconoscimento del coefficiente 115 della retribuzione di risultato ai pochi medici (6/7) di II fascia provenienti della CRI che, loro malgrado, sono stati tenuti in ruoli subalterni.

L’incontro si è concluso con un rinvio a prossima riunione confidando nel raggiungimento di una soluzione condivisa fra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali.

FP CGIL INPS

Antonella Trevisani

Francesco Reali

UILPA INPS

Sergio Cervo

Gian Paolo Cioccia

   

 

Comunicazione Flash: CCNI presaldo incentivo ad aprile ed altro

A margine della riunione con la delegazione trattante in materia di unità organizzativa di supporto all’area medica della quale uscirà presto una informazione dettagliata, c’è stata una breve sessione di domande e risposte delle quali vi diamo notizia:

presto verrà siglato un accordo nel quale si tratterà la situazione dei dipendenti conviventi con soggetti fragili per garantire una tutela specifica nella coda della pandemia;

entro pochi giorni, l’amministrazione convocherà le organizzazioni sindacali in materia di mobilità, dipendenti beneficiari di L.104 e art. 42 bis;

entro il corrente mese di aprile verrà erogato il presaldo dei compensi incentivanti.

Roma, 11 aprile 2022

 

IL COORDINATORE GENERALE

 

UILPA-INPS

 

 

 

Sergio Cervo

  1. Conviventi di soggetti fragili e ipovedenti – Una soluzione c’è
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