Come più volte richiesto fin dalla definizione dei protocolli per il contrasto del contagio da COVID-19, finalmente l’amministrazione ha fatto un piccolo passo verso la messa a disposizione del personale dei test antigenici mini invasivi disponibili. Infatti, con il messaggio Hermes 3680 emesso in data odierna, il datore di lavoro della Direzione Generale, nel rispetto del diritto alla privacy dei dipendenti e secondo le prescrizioni del medico competente nell’ambito della sorveglianza sanitaria attiverà la somministrazione dei test tramite l’affidamento del servizio, presumibilmente, alla società che eroga attualmente il pronto intervento medico.

Lo screening dei lavoratori che, in alcuni casi potrebbe essere anche ripetuta

Per la nona settimana consecutiva il COVID-19 continua la sua lenta ma costante crescita. Rispetto al lock-down, i focolai sono ampiamente distribuiti sul territorio nazionale e, sebbene la crescita non sia esplosiva, gli ospedali cominciano a riscontrare le prime difficoltà, come testimoniano i casi di decesso avvenuto in attesa di posti disponibili nelle rianimazioni di prossimità.

A prescindere dalle nostre ormai note posizioni rispetto al protocollo della salute e sicurezza del 3 giugno scorso che non siglammo pur avendo contribuito alla redazione perché ci sembrava troppo blando, ci duole dover dire che avevamo ragione. Quando chiedevamo un sistema di gestione della salute e della sicurezza standard secondo la legge, lo facevamo

Non è una novità che gli oltre duemila focolai attivi nel nostro Paese stanno portando la pandemia vicino a ognuno di noi, così come l’incremento dei casi più gravi sanciti dai ricoveri e dal lento crescere dei decessi stanno portando le regioni ad incrementare le misure di contrasto confermando che è necessario mantenere il distanziamento sociale e l’uso più accorto dei dispositivi di prevenzione individuale. E così, mentre la curva dei contagi da COVID-19 continua a crescere ed i media continuano ad attaccare l’Istituto con futili motivi, questa volta puntando il dito contro la retribuzione del nostro Presidente e, indirettamente, contro tutti i suoi dipendenti per i lamentati ritardi nella concessione delle prestazioni, si sta lasciando

Caro Presidente,

mi è doveroso rappresentarti lo sgomento e l’amarezza di gran parte del personale del Tuo Istituto (rectius, dell’Istituto della gente e del popolo, mai come in questi mesi drammatici ed emergenziali), al leggere, venerdì scorso, determinazioni e messaggi imperativi in assoluta controtendenza non solo con la produzione degli eccellenti e miracolosi risultati ma anche, e soprattutto, con la linea di contagi in preoccupante risalita in tutto il Paese.

Le “famiglie Inps” che hanno rinunciato alle festività, ai fine settimana, alle ferie, che si sono autorganizzate in fasce orarie per non aggravare le linee e che hanno fatto corse contro il tempo per tentare, peraltro riuscendoci egregiamente (i numeri delle Tue statistiche

Da settimane stiamo chiedendo di iniziare il percorso di discussione in merito al lavoro agile nel rispetto della circolare 3 del Ministro della PA. Lo stavamo facendo non per vezzo ma perché eravamo e siamo sinceramente preoccupati degli strascichi della pandemia che ci hanno rafforzati nelle nostre convinzioni che ci avevano portato a non firmare in solitudine su tutti i territori nazionali il protocollo di giugno (lo giudicammo troppo blando, infatti), perché  avremmo voluto evitare il

Tra pochi minuti si terrà l’audizione parlamentare del Presidente Tridico in merito alla deplorevole ed odiosa situazione generata dalla richiesta di benefici da parte di amministratori pubblici e parlamentari.

Per come è stata presentata la vicenda dai media, sembrerebbe che alcune forze politiche vogliano tenere sulla graticola il nostro Presidente per la gestione dei sussidi emergenziali continuando a ricordare che vi sono casi di cittadini ancora in attesa delle