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Mentre il solito noto, ormai un volto che conosciamo bene, cerca di ostacolarci con manovre più o meno trasparenti, noi restiamo completamente focalizzati su ciò che conta davvero: ascoltare il personale e portare avanti proposte concrete per migliorare le loro condizioni.

Questi tentativi di boicottaggio, questi attacchi incessanti, non ci intimidiscono. Anzi, ogni volta che ci provano, diventano solo un’opportunità per crescere, per andare oltre, per costruire un futuro migliore per tutti.

La UIL non si sottrae mai al confronto. Il nostro impegno è e rimarrà sempre rivolto verso i lavoratori, per difendere i loro diritti, per far sentire la loro voce nei luoghi che contano. Non ci fermeremo di fronte a chi prova a metterci

welfare sanita

Il 58° Rapporto Censis evidenzia i crescenti problemi del welfare e della sanità in Italia, mettendo in luce disuguaglianze e sfide sociali.

Dal 2013 al 2023, la spesa sanitaria privata pro-capite è aumentata significativamente rispetto a quella pubblica, mentre le retribuzioni dei medici nel Servizio Sanitario Nazionale sono diminuite. Questo ha portato a un crescente ricorso al settore privato, con un terzo degli italiani che, per superare le lunghe liste di attesa, si rivolgono a prestazioni a pagamento, indipendentemente dal reddito. Questo alimenta la percezione di una sanità a due velocità, in cui i più benestanti possono permettersi cure migliori.

In parallelo, emerge la sensazione che il welfare pubblico stia

gestione risorse umane a cosa serve

La UILPA INPS ha effettuato una valutazione approfondita del Regolamento di attuazione del decentramento territoriale dell’Istituto, evidenziando le potenzialità di questo approccio strategico, ma anche alcuni aspetti critici che richiedono una riflessione.

Il Regolamento si propone di ottimizzare la rete territoriale dell’Istituto, con un focus sull’analisi delle caratteristiche socio-economiche e demografiche dei vari territori, al fine di garantire una presenza dell’Istituto che risponda alle esigenze locali. In particolare, vengono adottati dodici parametri per identificare le aree più fragili e vulnerabili, con l’intento di bilanciare le necessità di prossimità fisica con la crescente digitalizzazione

mancano i soldi

In questi giorni, una sigla sindacale, non sapendo più come giustificare la firma apposta sul recente contratto nazionale di lavoro delle funzioni centrali, è arrivata addirittura a tirare in ballo la giornalista Milena Gabanelli e il suo Dataroom, trasmesso su La 7, sul mancato contratto della sanità, per criticare la nostra legittima decisione di non firmare il contratto delle funzioni centrali.

Un atteggiamento veramente ridicolo e inusitato.

Come avrebbe detto qualcuno anni fa: “Ma che c’azzecca?” E in effetti, non c’azzecca assolutamente niente. Accostare le due vicende non fa altro che mettere in evidenza un comportamento di basso livello, sia dal punto di vista politico che sindacale. Un tentativo maldestro

logo uil inps

In questi giorni, alcune dichiarazioni emerse da certe sigle sindacali, anziché favorire il confronto e il dialogo costruttivo, sembrano spingere verso un approccio divisivo che rischia di compromettere l’intero processo di trattativa. Un atteggiamento che non solo non risponde alle reali necessità dei lavoratori, ma che mina anche quel clima di fiducia e collaborazione che dovrebbe essere alla base di ogni trattativa sindacale.

Alcuni sindacati sembrano voler stabilire la propria

inflazione

L’inflazione degli ultimi anni è diventata una vera emergenza per gli italiani e per molti lavoratori delle funzioni centrali.

Nel contesto economico attuale, l’inflazione rappresenta una sfida significativa per tutti i lavoratori. Quando i contratti non riescono a tenere il passo con l’inflazione, le conseguenze sono disastrose, soprattutto per coloro che già vivono con redditi limitati.

L’incapacità di adeguare i salari all’aumento del costo della vita significa che i lavoratori