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La UIL Non Si Ferma: Per Ogni Attacco, Cresciamo Più Forti

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Mentre il solito noto, ormai un volto che conosciamo bene, cerca di ostacolarci con manovre più o meno trasparenti, noi restiamo completamente focalizzati su ciò che conta davvero: ascoltare il personale e portare avanti proposte concrete per migliorare le loro condizioni.

Questi tentativi di boicottaggio, questi attacchi incessanti, non ci intimidiscono. Anzi, ogni volta che ci provano, diventano solo un’opportunità per crescere, per andare oltre, per costruire un futuro migliore per tutti.

La UIL non si sottrae mai al confronto. Il nostro impegno è e rimarrà sempre rivolto verso i lavoratori, per difendere i loro diritti, per far sentire la loro voce nei luoghi che contano. Non ci fermeremo di fronte a chi prova a metterci in difficoltà, a chi tenta di calpestare la dignità di chi lavora ogni giorno con impegno e dedizione.

Continueremo a sfidare chiunque sul piano delle idee, a proporre iniziative concrete e utili, a costruire un sindacato che non ha paura di alzare la testa. Ogni tentativo di fermarci, di minare la nostra forza, diventa per noi un segnale chiaro di quanto siamo sulla strada giusta.

La UIL guarda avanti. La nostra forza è il nostro impegno per il benessere di ogni lavoratore. E a chi cerca di creare ostacoli, ricordiamo una cosa: le nostre idee sono la nostra forza. Ogni attacco ci rende più determinati, ogni ostacolo ci dà più energia. E’ questa la nostra storia. 

La UIL va avanti con forza e determinazione per il futuro dei lavoratori, per un domani più giusto e per difendere con orgoglio i loro diritti!

Roma, 3 febbraio 2025

 

 

                                               Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                       Sergio Cervo

Analisi sintetica sul welfare e la sanità in Italia

welfare sanita

Il 58° Rapporto Censis evidenzia i crescenti problemi del welfare e della sanità in Italia, mettendo in luce disuguaglianze e sfide sociali.

Dal 2013 al 2023, la spesa sanitaria privata pro-capite è aumentata significativamente rispetto a quella pubblica, mentre le retribuzioni dei medici nel Servizio Sanitario Nazionale sono diminuite. Questo ha portato a un crescente ricorso al settore privato, con un terzo degli italiani che, per superare le lunghe liste di attesa, si rivolgono a prestazioni a pagamento, indipendentemente dal reddito. Questo alimenta la percezione di una sanità a due velocità, in cui i più benestanti possono permettersi cure migliori.

In parallelo, emerge la sensazione che il welfare pubblico stia riducendo la sua copertura, costringendo molte persone a ricorrere a polizze assicurative private e a risparmi per proteggersi dai rischi sociali, come sanità e pensioni. L’84,2% degli italiani ritiene che i più ricchi abbiano accesso a cure migliori, mentre il 63,4% esprime sfiducia nel Servizio sanitario nazionale.

Sul fronte sociale, l’Italia presenta alti tassi di povertà, con il 27,2% della popolazione a rischio di povertà prima dei trasferimenti sociali, e un ampio ricorso al supporto familiare, con il 37% che riceve regolarmente aiuti economici. Questo riflette un quadro di crescente disagio economico e sociale, con fenomeni come la povertà alimentare, energetica e oculistica che colpiscono una parte significativa della popolazione.

Infine, il rapporto tocca anche il tema della pensione, sottolineando la richiesta di maggiore libertà di scelta per i pensionati, che vorrebbero poter andare in pensione anticipatamente o continuare a lavorare se lo desiderano, sebbene la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale resti una preoccupazione centrale per la maggioranza degli italiani.

Roma, 15 gennaio 2025

                                                                        Ufficio Studi Coordinamento UILPA INPS

Analisi della UILPA INPS sul Regolamento di Attuazione del Decentramento Territoriale dell’Istituto

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La UILPA INPS ha effettuato una valutazione approfondita del Regolamento di attuazione del decentramento territoriale dell’Istituto, evidenziando le potenzialità di questo approccio strategico, ma anche alcuni aspetti critici che richiedono una riflessione.

Il Regolamento si propone di ottimizzare la rete territoriale dell’Istituto, con un focus sull’analisi delle caratteristiche socio-economiche e demografiche dei vari territori, al fine di garantire una presenza dell’Istituto che risponda alle esigenze locali. In particolare, vengono adottati dodici parametri per identificare le aree più fragili e vulnerabili, con l’intento di bilanciare le necessità di prossimità fisica con la crescente digitalizzazione dei servizi.

Punti di Forza:

  1. Centralità dell’utente e supporto alle aree fragili: Il Regolamento pone un forte accento sulla necessità di mantenere una presenza fisica nelle aree più vulnerabili, come quelle isolate o con alto digital divide. Questo è un aspetto positivo che garantisce il diritto all’accesso ai servizi per le persone maggiormente a rischio di esclusione sociale, proteggendo così le fasce più deboli della popolazione.
  2. Approccio basato su parametri oggettivi: L’utilizzo di una griglia di parametri (ad esempio, disoccupazione, livello di istruzione, accesso alle tecnologie) consente una gestione delle risorse più trasparente e basata su dati concreti, riducendo il rischio di scelte arbitrarie e permettendo di calibrare l’offerta dei servizi in modo mirato.
  3. Flessibilità e adattamento alle specificità locali: Il Regolamento si distingue per la sua flessibilità nel rispondere alle esigenze locali, senza imporsi con soluzioni rigide. Le decisioni relative alla creazione, chiusura o trasformazione delle agenzie vengono adattate alle particolarità socio-economiche di ogni territorio, consentendo un uso più oculato delle risorse.

Aree di Criticità:

  1. Soglie dei parametri e potenziale disuguaglianza territoriale: L’impostazione delle soglie di fragilità potrebbe risultare troppo rigida e non tenere conto delle vulnerabilità locali che non raggiungono i valori soglia stabiliti. In territori con una bassa popolazione ma con alti tassi di povertà o invecchiamento, la valutazione potrebbe non cogliere completamente le reali necessità, con il rischio di non garantire una presenza fisica adeguata dove sarebbe più necessaria.
  2. Mancanza di enfasi sulla qualità del servizio e formazione del personale: Sebbene il Regolamento enfatizzi la presenza fisica delle agenzie, non approfondisce sufficientemente le modalità di miglioramento della qualità dei servizi offerti né come il personale debba essere formato per rispondere adeguatamente alle sfide emergenti in territori complessi. Il rischio è che la qualità del servizio non sia commisurata alle nuove esigenze, pur con una rete fisica di sportelli attivi.
  3. Dipendenza dai parametri tecnologici: Il parametro relativo all’accesso a SPID e CIE potrebbe penalizzare quelle categorie di utenti con bassi livelli di alfabetizzazione digitale, che, pur non avendo accesso a tecnologie avanzate, potrebbero aver bisogno di un supporto fisico. Questo evidenzia un possibile limite nell’integrazione tra i servizi digitali e quelli fisici, creando disuguaglianze nell’accesso alle prestazioni.
  4. Sostenibilità economica della trasformazione delle agenzie: La razionalizzazione della rete attraverso la chiusura o la trasformazione delle agenzie in Punti INPS può, in alcuni casi, risultare controproducente. L’eventuale riduzione di punti di accesso fisici potrebbe allontanare l’Istituto dalle popolazioni vulnerabili, compromettendo l’immediatezza e la qualità dei servizi, soprattutto in aree già svantaggiate. È quindi necessario considerare con maggiore attenzione la sostenibilità economica di queste trasformazioni rispetto al rischio di creare disservizi nelle aree più isolate.

Conclusioni:

Il Regolamento di attuazione del decentramento territoriale si configura come una risposta equilibrata alle sfide della digitalizzazione e alla complessità dei territori, ma la sua attuazione richiede un continuo monitoraggio e aggiustamento.

La UILPA INPS sottolinea che, per evitare disuguaglianze e inefficienze, l’applicazione dei parametri e delle decisioni relative alla rete delle agenzie non deve essere meccanica, ma accompagnata da un’analisi qualitativa che tenga conto delle specificità locali e delle reali necessità della popolazione. In particolare, nelle aree più fragili e vulnerabili, l’attenzione deve essere costante per garantire un’efficace inclusione sociale.

La flessibilità nell’adattamento alle dinamiche socio-economiche locali e l’aggiornamento continuo delle politiche in base alle necessità emergenti saranno determinanti per il successo di questa strategia.

L’obiettivo è ottimizzare l’organizzazione e i servizi offerti, assicurando che rispondano alle reali esigenze dei cittadini, con tempestività, competenza e una forte attenzione alla qualità del servizio.

Roma, 13 gennaio 2024

       I Componenti OPI                                                                     Il Coordinatore Generale UILPA INPS

Claudio Furiati, Carla Del Bono                                                                                         Sergio Cervo

                                              

UN TENTATIVO DI DISTRAZIONE E SMINUIMENTO

mancano i soldi

In questi giorni, una sigla sindacale, non sapendo più come giustificare la firma apposta sul recente contratto nazionale di lavoro delle funzioni centrali, è arrivata addirittura a tirare in ballo la giornalista Milena Gabanelli e il suo Dataroom, trasmesso su La 7, sul mancato contratto della sanità, per criticare la nostra legittima decisione di non firmare il contratto delle funzioni centrali.

Un atteggiamento veramente ridicolo e inusitato.

Come avrebbe detto qualcuno anni fa: “Ma che c’azzecca?” E in effetti, non c’azzecca assolutamente niente. Accostare le due vicende non fa altro che mettere in evidenza un comportamento di basso livello, sia dal punto di vista politico che sindacale. Un tentativo maldestro di sviare l’attenzione e di gettare fango su chi ha agito con onore e dignità.

Purtroppo, si arriva anche a queste bassezze pur di sminuire il valore di chi ha legittimamente rifiutato i miseri “spicci” messi sul tavolo durante la trattativa in ARAN. Una scelta, quella di non firmare, che non è stata solo una questione economica, ma un atto di coerenza e responsabilità verso i lavoratori e i principi di equità.

Invitiamo tutti a concentrarsi sui fatti concreti e a non farsi distrarre da polemiche sterili, che non fanno altro che abbassare il livello del dibattito.

 

Roma, 30 gennaio 2025

                                               Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                    Sergio Cervo

La necessità di un sindacalismo inclusivo e pluralista

logo uil inps

In questi giorni, alcune dichiarazioni emerse da certe sigle sindacali, anziché favorire il confronto e il dialogo costruttivo, sembrano spingere verso un approccio divisivo che rischia di compromettere l’intero processo di trattativa. Un atteggiamento che non solo non risponde alle reali necessità dei lavoratori, ma che mina anche quel clima di fiducia e collaborazione che dovrebbe essere alla base di ogni trattativa sindacale.

Alcuni sindacati sembrano voler stabilire la propria superiorità sulla legittimità delle altre sigle e sulle modalità di conduzione delle trattative. Un simile approccio è non solo ingiustificato, ma addirittura dannoso per tutti coloro che ogni giorno si impegnano a garantire e migliorare i servizi pubblici. La pretesa di diventare guardiani esclusivi delle relazioni sindacali non solo nega il principio fondamentale di pluralismo sindacale, ma limita anche la possibilità di trovare soluzioni condivise, in grado di rispondere concretamente alle necessità di tutti i lavoratori.

Le leggi e i regolamenti sono strumenti che devono garantire l’equità e la giusta rappresentanza di tutti i lavoratori, indipendentemente dalla sigla sindacale a cui aderiscono. È fondamentale che le trattative restino aperte e inclusive, affinché ogni voce venga ascoltata e ogni esigenza possa essere adeguatamente presa in considerazione. Escludere una parte delle sigle sindacali non fa che alimentare divisioni e conflitti interni, senza apportare reali benefici al progresso del settore pubblico.

Il nostro appello è rivolto a tutti i sindacati, affinché si concentri su ciò che veramente conta: la tutela dei diritti di ogni lavoratore, senza divisioni né esclusioni. È fondamentale promuovere una cooperazione sincera, che sappia rispettare le diversità e lavorare insieme per un obiettivo comune: un contratto che risponda alle necessità di tutti i dipendenti pubblici, migliorando concretamente le loro condizioni di lavoro.

Il sindacato ha il compito di rappresentare tutti i lavoratori, di ascoltare e comprendere le esigenze di chi, con anni di esperienza alle spalle, ha bisogno di certezze, di un riconoscimento per il proprio impegno e di opportunità di crescita professionale. Il nostro settore pubblico ha bisogno di un sindacato che agisca con concretezza, che sappia superare le divisioni e lavorare per il bene di tutti, senza rincorrere l’esclusività o il protagonismo.

È ora di unire le forze per costruire un futuro professionale migliore, più stabile e dignitoso per chi, ogni giorno, lavora per il bene comune.

È il momento di ripartire, verso un obiettivo che sia veramente vantaggioso per ogni lavoratore del settore pubblico.

Roma, 29 gennaio 2025

                                                                                      Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                                                                 Sergio Cervo

L’inflazione: un’emergenza per i lavoratori delle funzioni centrali

inflazione

L’inflazione degli ultimi anni è diventata una vera emergenza per gli italiani e per molti lavoratori delle funzioni centrali.

Nel contesto economico attuale, l’inflazione rappresenta una sfida significativa per tutti i lavoratori. Quando i contratti non riescono a tenere il passo con l’inflazione, le conseguenze sono disastrose, soprattutto per coloro che già vivono con redditi limitati.

L’incapacità di adeguare i salari all’aumento del costo della vita significa che i lavoratori perdono potere d’acquisto. In termini pratici, ciò comporta una riduzione della qualità della vita: spese quotidiane come cibo, affitto e utenze diventano sempre più difficili da sostenere.

Quando i salari rimangono stagnanti mentre i prezzi aumentano, i lavoratori affrontano un vero e proprio impoverimento. Questo fenomeno può portare a una serie di problematiche sociali ed economiche, tra cui l’aumento della povertà.

È fondamentale che i negoziati contrattuali tengano conto dell’inflazione e prevedano adeguamenti salariali che permettano ai lavoratori di mantenere il loro potere d’acquisto.

Le organizzazioni sindacali serie e i veri rappresentanti dei lavoratori devono lavorare per garantire che i contratti riflettano adeguatamente le condizioni economiche reali. Solo attraverso un impegno concertato possiamo assicurare che tutti i lavoratori, specialmente quelli più vulnerabili, ricevano la giusta retribuzione per il loro lavoro.

Purtroppo, tutto questo non è presente in questa preintesa contrattuale.

 

Roma, 8 novembre 2024                                               

 

                                                                        Il Coordinatore Generale UILPA INPS  

                                                                                             Sergio Cervo

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