BASTA FIRME SOLITARIE , SI AL CONFRONTO VERO . Un integrativo che esclude non rappresenta il personale

Basta la firma di un solo sindacato – che rappresenta appena il 33,35% dei consensi RSU 2025 – per approvare l’integrativo INPS 2025?
Se la risposta è sì, allora chiamiamo le cose col loro nome:
questa non è democrazia. È una scorciatoia contrattuale.
Il contratto integrativo 2025 riguarda tutti i lavoratori dell’Istituto, ma è stato approvato da una sola sigla, che da sola non rappresenta la maggioranza.
Non la maggioranza dei voti.
Non la maggioranza delle istanze.
Non la maggioranza delle persone.
Un atto formalmente legittimo, forse, ma politicamente fragile e socialmente inaccettabile.
È INACCETTABILE CHE:
- Una minoranza contrattuale decida per tutti;
- La pluralità delle rappresentanze venga ignorata o
IL PATTO DI FERRO ERA DI CARTA: L’INTEGRATIVO 2025 sottoscritto da una sola sigla sindacale

Il tavolo di trattativa sul Contratto Integrativo INPS 2025 si chiude nel modo peggiore: senza un’intesa condivisa, senza una visione comune, senza rispetto per chi lavora ogni giorno per far funzionare l’Istituto.
Il tanto decantato “patto di ferro” tra i firmatari del CCNL 22/2024 si è rivelato per quello che era: una costruzione fragile, montata sulla sabbia, crollata al primo vero banco di prova.
Dopo settimane di incontri, bozze, promesse, rinvii e giri a vuoto, l’unico fatto certo è che
Si è conclusa la Fiera dell’Arbitrarietà: grazie a tutti per aver partecipato!

Anche quest’anno, tra fanfare invisibili e applausi registrati, si è ufficialmente conclusa la stagione delle valutazioni. Un evento ormai entrato nel folklore istituzionale, che potremmo tranquillamente ribattezzare “Festival dell’Arbitrarietà”.
Un appuntamento fisso, come le zanzare a giugno o le dichiarazioni “ce lo chiede l’Europa”. Solo che qui non si balla, non si canta e, soprattutto, non si premia il merito. Si distribuiscono giudizi come coriandoli al
INPS: NESSUNA CONVOCAZIONE AI SINDACATI NON FIRMATARI. MA NOI NON CI FERMIAMO

A distanza di mesi dalla firma del contratto nazionale di lavoro , dobbiamo con rammarico constatare che Presidente e Direttore Generale dell’INPS non hanno ancora ritenuto opportuno convocare i sindacati non firmatari, nonostante questi rappresentino una quota rilevante, pari a circa la metà dei dipendenti dell’Ente.
Un silenzio istituzionale che non può essere giustificato né da ragioni tecniche né da motivazioni politiche. Si tratta, a nostro avviso, di una grave mancanza di rispetto nei
Performance 2024: si sollecita la relazione per chiudere l’iter e procedere ai pagamenti

La nostra organizzazione sindacale sollecita con urgenza l’Amministrazione alla trasmissione della relazione sulla performance relativa all’anno 2024, passaggio indispensabile affinché l’OIV possa esprimere in tempi brevi il proprio parere e si possa così concludere l’iter previsto per l’erogazione del saldo dell’incentivo alla performance 2024.
Ricordiamo che la tempestiva approvazione della relazione da parte dell’OIV è fondamentale per garantire il pagamento del saldo
Carenza di personale, carichi di lavoro e clima aziendale cresce il malessere nelle sedi INPS

Cresce, giorno dopo giorno, il grido di allarme per la cronica carenza di personale che affligge ormai quasi tutte le sedi territoriali dell’Istituto. Una situazione che, oltre a generare forti disagi organizzativi, produce un inevitabile aggravio dei carichi di lavoro per il personale in servizio, già da tempo sottoposto a ritmi insostenibili.
A questo impegno straordinario non corrisponde un adeguato riconoscimento: le valutazioni individuali, infatti, oscillano – se va bene –
FERIE IMPOSTE: UN’ASSURDA STRETTA CHE DANNEGGIA I LAVORATORI

Il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ha introdotto una gestione delle ferie degna di un orologio svizzero: programmazione rigida e vincoli assurdi.
Questa imposizione è ridicola oltre che dannosa, pensare alle ferie è diventato uno stress altro che riposo, programmare con tanto anticipo le ferie fino alla fine dell’anno presuppone di avere di fronte degli indovini non dei lavoratori!
L’Amministrazione allora si organizzi per dare in dotazione ai lavoratori anche una
La stagione delle valutazioni: benvenuti al Festival dell’Arbitrarietà

Ogni anno, puntuale come le zanzare e le dichiarazioni del “ce lo chiede l’Europa”, torna il grande classico: la valutazione del personale. Un rito antico, ormai tradizionale, che non smette mai di stupire – o forse solo di irritare. È la stagione delle schede, delle sorprese al ribasso e delle domande retoriche: “Ma davvero il mio lavoro vale così poco?”
Nel nostro Istituto, la valutazione non è uno strumento di crescita. È più una specie di talent show al
DIFFERENZIALI ECONOMICI 2024: QUESTI SCONOSCIUTI

Cinque mesi. Tanti ne sono passati da quando i colleghi hanno presentato domanda per l’attribuzione del differenziale economico. Da allora, silenzio assoluto. Della graduatoria finale nessuna traccia, nessuna notizia, neanche un indizio: come se fosse un mistero degno di una serie TV, ma senza suspense. Solo noia e frustrazione.
Nel frattempo, si accumulano i “grandi classici” dell’Istituto:
- la riorganizzazione fantasma,
- i differenziali scomparsi,
- il TEPI rimasto nei
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