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Costituzione Gruppo Aziendale UIL FP – Direzione Generale INPS

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Si informano le colleghe e i colleghi che, nel percorso di riorganizzazione e unificazione avviato dagli organismi statutari di UIL FPL, UIL PA e UIL Organi Costituzionali, si è costituita la nuova struttura unitaria della UIL Funzione Pubblica.

La nascita della UIL FP rappresenta un passaggio volto a rafforzare la capacità di rappresentanza nel comparto pubblico, attraverso una presenza più coesa e strutturata nei luoghi di lavoro, nel rispetto della continuità giuridica, politica e organizzativa definita dagli Statuti e dai Regolamenti vigenti.

In questa prospettiva, si è aperta la fase congressuale finalizzata alla costituzione dei nuovi organismi dirigenti della UIL FP.

In data 29 gennaio 2026 si è svolto il 1° Congresso del Gruppo Aziendale UIL FP della Direzione Generale INPS, che ha portato all’elezione dei segretari responsabili del Gruppo Aziendale: Carlo Bernardini, Stefano Moriga e Massimo Marcucci.

I segretari del Gruppo Aziendale sono a disposizione delle colleghe e dei colleghi per ogni informazione o segnalazione di eventuali esigenze o problematiche, nella volontà di assicurare un costante punto di riferimento sindacale all’interno della Direzione Generale, in coerenza con i valori di rappresentanza e tutela che caratterizzano la storia della UIL Funzione Pubblica.

Roma, 23 febbraio 2026

Claudio Furiati

                                                                   (Segretario Uilpa Roma e Lazio)

PIAO 2026/2028: prima riunione tra OO.SS. e delegazione trattante, confronto sull’attuazione e sui temi ancora aperti

interrogativo

Ieri si è svolta la prima riunione tra le OO.SS. e la delegazione trattante con all’ordine del giorno il PIAO 2026/2028 dell’INPS. Il confronto, atteso da tempo, si è tuttavia inserito in un quadro già definito, poiché il Piano era stato nel frattempo deliberato dal CdA e formalmente adottato dall’Amministrazione. Tale circostanza ha inevitabilmente ristretto gli spazi di intervento sul testo, orientando la discussione prevalentemente verso la fase attuativa.

La UILPA INPS ha pertanto concentrato il proprio intervento sugli aspetti operativi, ribadendo che la credibilità del PIAO si misurerà nella sua concreta capacità di incidere sull’organizzazione del lavoro e di rafforzare realmente le sedi sul territorio.

In questo quadro, abbiamo chiesto un cronoprogramma chiaro e vincolante delle assunzioni previste per il 2026, con l’indicazione puntuale delle tempistiche di immissione in servizio, nonché un aggiornamento dettagliato sullo stato delle procedure concorsuali già bandite. In assenza di tempi certi e verificabili, ogni programmazione rischia infatti di rimanere una previsione meramente teorica.

Parallelamente, abbiamo sollecitato una ricognizione puntuale delle carenze di personale, articolata per sede e provincia, così da disporre di una fotografia fedele delle reali esigenze dei territori. Tale analisi non può ridursi a un esercizio statistico, ma deve costituire il passaggio propedeutico indispensabile per l’avvio di un percorso strutturato di mobilità interna, come già avvenuto in passato. Solo a partire da una mappatura trasparente e condivisa dei fabbisogni sarà possibile attivare una mobilità equa ed efficace, in grado di ridurre gli squilibri organizzativi e garantire una distribuzione delle risorse coerente con le effettive necessità delle sedi.

Conclusa la trattazione dell’ordine del giorno, il confronto è proseguito con un approfondimento più ampio e diretto con l’Amministrazione. In questa fase, le Organizzazioni Sindacali hanno sottoposto al Capo del Personale le numerose questioni rimaste in sospeso da mesi, chiedendo chiarimenti puntuali e un aggiornamento trasparente sullo stato di avanzamento di diverse procedure che, allo stato attuale, risultano prive di sviluppi concreti o di comunicazioni ufficiali.

In particolare, sono stati richiesti:

chiarimenti sullo stato di avanzamento delle progressioni verticali e sulla graduatoria relativa ai differenziali economici, con l’indicazione delle relative tempistiche di definizione;
un aggiornamento sulle procedure di comando attualmente in essere e su quelle di mobilità già bandite, anche alla luce delle esigenze organizzative emerse nel corso della riunione;
informazioni sul concorso interno per 10 dirigenti amministrativi e 3 dirigenti informatici, bandito oltre sei mesi fa, per il quale non risultano ancora pubblicati gli elenchi degli ammessi alla fase successiva della procedura;
chiarimenti in merito all’avvio degli interpelli e dei bandi per le posizioni organizzative;
indicazioni sulla disciplina e sul rinnovo dei contratti di telelavoro e di lavoro da remoto, anche alla luce delle scadenze in essere e delle esigenze di conciliazione vita-lavoro del personale;
un richiamo alla necessità di rivedere alcuni aspetti del sistema di misurazione e valutazione della performance, con particolare riferimento alle tempistiche delle verifiche intermedie e alla coerenza complessiva dell’impianto valutativo, che deve essere realmente orientato al miglioramento dell’organizzazione e non ridursi a un adempimento formale.
 

Rispetto ai punti sollevati nel corso del confronto, si è convenuto di programmare una serie di incontri specifici, finalizzati ad affrontare ciascuna delle questioni evidenziate in maniera più puntuale e approfondita, definendo un percorso di lavoro strutturato e tempi certi di verifica. Solo attraverso un confronto continuo e calendarizzato sarà possibile dare seguito concreto agli impegni assunti e garantire che il PIAO si traduca in risultati effettivi per il personale e per il funzionamento dell’Istituto.

Roma, 18 febbraio 2026

                                                                              Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                                                 Sergio Cervo

Generazione Talento: apprezzamento per l’impostazione del Direttore Generale. Ora coerenza e piena applicazione sui territori

 

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Accogliamo con favore le dichiarazioni del Direttore Generale dell’INPS, Valeria Vittimberga, in occasione del Tavolo normativo “Generazione Talento” svoltosi presso l’Accademia INPS di Palazzo Mazzoni.

L’impostazione illustrata – fondata sulla valorizzazione delle competenze maturate dai lavoratori senior, sulla promozione di un autentico patto generazionale e sul riconoscimento del valore dell’esperienza come patrimonio strategico per l’Istituto e per il sistema Paese – rappresenta un segnale importante e condivisibile.

È particolarmente significativo che si affermi con chiarezza come il talento non si generi solo ex novo, ma debba essere riconosciuto, valorizzato e messo a sistema, soprattutto in una fase storica caratterizzata da profonde trasformazioni tecnologiche e organizzative. L’esperienza, le competenze consolidate, la capacità di trasferire conoscenze alle nuove generazioni costituiscono un capitale umano che non può essere disperso.

Tuttavia, proprio alla luce di queste importanti affermazioni, riteniamo indispensabile che tale visione trovi piena e coerente applicazione anche a livello territoriale.

Nella realtà quotidiana delle sedi, troppo spesso le competenze maturate in anni di servizio non vengono adeguatamente riconosciute. Le recenti schede di valutazione rilasciate ne sono, purtroppo, un esempio evidente: professionalità costruite nel tempo, responsabilità di fatto esercitate e contributi determinanti al funzionamento delle strutture non sempre trovano riscontro in valutazioni coerenti e realmente valorizzanti.

Se vogliamo davvero parlare di “Generazione Talento”, occorre partire da qui:

dal riconoscimento oggettivo delle competenze acquisite;
da sistemi di valutazione trasparenti e aderenti alla realtà del lavoro svolto;
da percorsi che consentano ai lavoratori senior di svolgere un ruolo attivo di accompagnamento e trasferimento delle conoscenze, senza essere marginalizzati o considerati residuali.
L’allungamento volontario della permanenza al lavoro, la flessibilità in uscita e le forme di staffetta generazionale possono funzionare solo se fondati su una reale valorizzazione delle persone e non su mere dichiarazioni di principio.

Apprezziamo quindi l’apertura del Direttore Generale e l’intenzione dell’Istituto di mettere a disposizione dati, competenze e capacità di elaborazione per offrire proposte al decisore politico. Allo stesso tempo, chiediamo che l’INPS sia coerente al proprio interno, assicurando che la cultura della valorizzazione del talento senior sia concretamente praticata in ogni struttura territoriale.

Il talento c’è già.

Va riconosciuto, rispettato e messo nelle condizioni di continuare a dare valore all’Istituto e alle nuove generazioni.

Roma, 11 febbraio 2026

                                                                              Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                                                 Sergio Cervo

Quando si guida senza conoscere la strada, il risultato è prevedibile

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C’è un vecchio principio, valido tanto per la guida quanto per la contrattazione: se il conducente non conosce il percorso e decide comunque di partire senza navigatore, prima o poi si perde.

E, spesso, a pagare il prezzo non è chi sta al volante, ma chi è seduto dietro.

È ciò che sta accadendo con gli effetti del CCNI 2025, che sta producendo nuove e inattese applicazioni nel sistema indennitario dell’Istituto.

Questa volta a farne le spese è la famiglia professionale degli infermieri. Un’attività che, per sua natura comporta responsabilità, carichi di lavoro e condizioni di particolare disagio, era stata riconosciuta in modo uniforme nel precedente assetto contrattuale. Oggi, invece, l’indennità viene subordinata a criteri più ristretti e applicati retroattivamente, con il possibile risultato – che ci auguriamo non si concretizzi – di escludere lavoratrici e lavoratori che, nel corso dell’anno, hanno svolto funzioni pienamente coerenti con il profilo sanitario, così come avvenuto negli anni precedenti, ma non perfettamente sovrapponibili a quanto rigidamente e pedissequamente previsto dal CCNI 2025.

A danno ormai prodotto da chi ha sottoscritto l’accordo, la cosiddetta “patata bollente” viene ora scaricata sulle strutture regionali, chiamate a “ricostruire” ex post chi abbia svolto determinate attività e in quale misura. In assenza di una corrispondenza puntuale con quanto previsto dal contratto, il rischio concreto è che qualcuno possa perdere migliaia di euro annui per effetto di una norma contrattuale introdotta in modo quanto meno discutibile, forse da un guidatore distratto in fase di sottoscrizione.

Purtroppo, guidare senza mappa non conduce mai alla destinazione giusta. E, soprattutto, non è accettabile che a pagare gli errori di rotta siano sempre gli altri.

Roma, 4 febbraio 2026

                                                                       Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                                        Sergio Cervo

 

PIAO INPS: alcune riflessioni in attesa dell’informativa dell’Amministrazione

integrazione

In attesa dell’informativa da parte dell’Amministrazione sul PIAO, la UILPA INPS ritiene utile condividere alcune prime riflessioni che saranno oggetto di specifico confronto con il Capo del Personale nei prossimi incontri.

Come UILPA INPS ribadiamo che il PIAO deve necessariamente tradursi in azioni concrete, verificabili e tempestive, superando la dimensione degli annunci e dei dati aggregati. Riteniamo infatti indispensabile entrare nel merito dell’attuazione del Piano, con particolare riferimento ai tempi, alle modalità e ai criteri che governeranno il piano assunzionale.

In questa prospettiva, appare prioritario disporre di un cronoprogramma vincolante delle assunzioni, che indichi con chiarezza il numero delle unità previste in ingresso nel corso del 2026 e la relativa tempistica di immissione in servizio. Al contempo, riteniamo essenziale procedere a una mappatura puntuale delle carenze di personale, articolata per singola sede e/o provincia, in grado di restituire un quadro realistico delle effettive necessità organizzative dell’Istituto.

Tale mappatura dovrà necessariamente tenere conto anche delle mobilità interne previste o programmabili, al fine di evitare il ripetersi di squilibri già noti e garantire una distribuzione del personale coerente con i fabbisogni reali. Su questo specifico tema, la UILPA INPS ha già richiesto l’attivazione, nel breve periodo, di un’apposita riunione di confronto.

Le riflessioni sopra esposte rappresentano per la UILPA INPS una base di lavoro imprescindibile per avviare un confronto serio e costruttivo con l’Amministrazione, nella convinzione che solo attraverso scelte chiare, condivise e trasparenti sia possibile rafforzare l’organizzazione del lavoro e rispondere concretamente alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Istituto.

Roma, 4 febbraio 2026

                                                                       Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                                        Sergio Cervo

27 gennaio – Giornata della Memoria

27 gennaio

La Giornata della Memoria non è solo un anniversario da ricordare, ma un dovere da rinnovare ogni anno. Ricordare la Shoah significa dare un nome e un volto a milioni di persone perseguitate, deportate e uccise, ma anche interrogare le nostre coscienze sul presente.

La memoria non serve se resta rituale: serve se ci aiuta a riconoscere i segnali dell’odio, dell’indifferenza, della discriminazione, anche quando si presentano in forme nuove e più subdole.

Come UILPA INPS crediamo che il lavoro pubblico, fondato sui valori della dignità, dell’uguaglianza e dei diritti, abbia anche una responsabilità civile: custodire la memoria per difendere ogni giorno la democrazia, la solidarietà e il rispetto della persona.

Perché ricordare non è guardare indietro, ma scegliere da che parte stare, oggi.

Roma, 27 gennaio 2026

Il Coordinamento Nazionale UILPA INPS

Gestione informatica, privacy e diritti: serve chiarezza

privacy

L’inchiesta trasmessa dalla trasmissione Report il 25 gennaio 2026 ha acceso i riflettori sull’installazione del software informatico ECM su circa 40.000 computer del Ministero della Giustizia. Una notizia che non può lasciare indifferenti e che pone interrogativi legittimi anche rispetto a quanto avviene all’interno dell’INPS.

Dall’inchiesta emerge che ECM è un software commerciale di Microsoft, utilizzato per la gestione centralizzata dei sistemi informatici e per il controllo remoto dei dispositivi. Non si tratta di un virus né di un trojan, ma lo stesso produttore evidenzia come il suo utilizzo richieda attenzione, cautele e misure di sicurezza adeguate, soprattutto quando viene impiegato in contesti che trattano dati estremamente delicati e che, potenzialmente, possono incidere anche sulle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa.

Ogni giorno l’INPS gestisce una quantità enorme di informazioni personali, previdenziali e sanitarie dei cittadini, oltre ai dati legati all’attività lavorativa di migliaia di lavoratrici e lavoratori. In presenza di strumenti che consentono la gestione e il controllo remoto dei sistemi, diventa quindi fondamentale chiarire se e in che modo possano essere monitorate, anche indirettamente, le attività lavorative quotidiane del personale.

Per questi motivi è importante fare chiarezza e sapere:

se il software ECM, o strumenti simili di gestione e controllo remoto, siano presenti sui sistemi informatici dell’Istituto;
quali misure di sicurezza siano state adottate e quale livello di tutela della privacy venga concretamente garantito;
se tali strumenti rispettino pienamente la normativa vigente, in particolare il Regolamento UE 2016/679 (GDPR), le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali e la normativa a tutela dei lavoratori;
se siano stati effettuati controlli, audit o valutazioni di impatto sull’utilizzo di questi software.
Chiedere trasparenza non è una formalità, ma un atto di responsabilità verso i cittadini e verso chi lavora ogni giorno nell’INPS. La protezione dei dati, la privacy e la dignità delle persone non possono essere messe in secondo piano.

Si resta in attesa di risposte chiare, complete e rassicuranti.

Roma, 26 gennaio 2026

Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                                                    Sergio Cervo

Quarta Area INPS: una attesa storica che può finalmente diventare realtà

 Logo INPS positivo ORIZZONTALE

Ci auguriamo che questo sia finalmente l’anno giusto per dare concreta attuazione, in INPS, a un istituto contrattuale da tempo previsto ma mai realmente decollato: quello della Quarta Area. Un tema che negli anni è stato più volte richiamato, senza però trovare una reale traduzione operativa, assumendo così i contorni di una sorta di chimera, sempre evocata e mai raggiunta.

L’introduzione della Quarta Area non rappresenterebbe soltanto un necessario aggiornamento dell’assetto ordinamentale, ma offrirebbe soprattutto opportunità reali di crescita professionale per il personale, valorizzando competenze ed esperienze già presenti nell’Istituto. Si tratterebbe di un passaggio fondamentale per costruire percorsi di sviluppo credibili e motivanti.

Rispetto al passato, oggi sembrano maturare condizioni diverse, anche in termini numerici, più coerenti e adeguate alle esigenze organizzative dell’INPS e alle aspettative legittime dei lavoratori, superando le ipotesi limitate e poco incisive prospettate negli anni scorsi.

Rendere operativa la Quarta Area significherebbe investire sul capitale umano e rafforzare l’efficienza complessiva dell’Istituto, dando un segnale chiaro di attenzione e di fiducia verso il personale.

Questa richiesta sarà certamente da noi rappresentata il prossimo 27, in occasione dell’incontro con il nuovo Capo del Personale, con l’obiettivo di avviare un confronto serio e costruttivo su un tema che non può più essere rinviato.

 

Roma, 22 gennaio 2026

                                                                                                                                    Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                                                                                                         Sergio Cervo

 

SPORTELLO IN VIDEOCHIAMATA: A CHE PUNTO È LA SPERIMENTAZIONE? CHIAREZZA SU ORGANIZZAZIONE, TUTELE E PROSPETTIVE

 

Nel mese di giugno scorso la UILPA INPS aveva già espresso forti perplessità in merito all’avvio della sperimentazione dello sportello in videochiamata, evidenziando una serie di criticità rimaste allora prive di risposte adeguate da parte dell’Amministrazione.

La sperimentazione, avviata il 1° luglio 2025, risulta oggi ancora in essere, senza che sia mai stata comunicata formalmente la sua conclusione né tantomeno gli esiti. Dopo oltre sette mesi, riteniamo non più rinviabile un chiarimento sullo stato dell’arte del progetto.

Nel frattempo, ci risulta che in alcune sedi, il servizio venga garantito attraverso la individuazione di un numero limitato di lavoratrici e lavoratori, provenienti da diversi reparti, chiamati a gestire appuntamenti in videochiamata nei giorni di competenza, senza alcuna agevolazione organizzativa o riconoscimento economico.

Ci viene inoltre comunicato che il personale coinvolto è spesso tenuto a rispondere su materie non proprie, mentre l’abilitazione alla videochiamata non risulta estesa in modo omogeneo, ma riservata a pochi dipendenti, con evidenti disparità di trattamento e ricadute sull’organizzazione del lavoro.

Alla luce di quanto sopra, la UILPA INPS chiede con forza all’Amministrazione:

  • se la sperimentazione debba considerarsi ancora in corso e, in caso affermativo, fino a quando;
  • quali risultati siano stati finora rilevati e con quali criteri di valutazione;
  • se sia prevista un’estensione strutturale del servizio o una sua revisione;
  • quali misure si intendano adottare in termini di organizzazione del lavoro, tutele del personale e riconoscimento economico dell’attività svolta.

Non è accettabile che una sperimentazione si trasformi, nei fatti, in una modalità ordinaria di lavoro, senza regole chiare, senza adeguate tutele e senza un confronto preventivo con le Organizzazioni Sindacali.

Ribadiamo un principio per noi imprescindibile:

a parità di responsabilità devono corrispondere pari diritti, anche quando il servizio è erogato da remoto.

La UILPA INPS chiede pertanto un immediato confronto e risposte puntuali alle criticità più volte segnalate, riservandosi ogni ulteriore iniziativa a tutela della dignità, della sicurezza e della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Istituto.

Roma, 20 gennaio 2026

Il Coordinatore Generale UILPA INPS

               Sergio Cervo

 

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