BUONI PASTO: ORA SERVE UN AUMENTO REALE, NON SOLO FISCO

L’innalzamento della soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici a 10 euro, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, è un intervento positivo sul piano fiscale. Tuttavia, è necessario dirlo con chiarezza: non basta.
Alle lavoratrici e ai lavoratori dell’INPS non serve un beneficio solo teorico; serve un aumento reale del valore nominale del buono pasto. In assenza di un incremento concreto dell’importo riconosciuto, l’esenzione fiscale rischia di rimanere una misura vuota, incapace di incidere sul potere d’acquisto e di rispondere all’aumento reale del costo dei pasti e della vita quotidiana.
Da anni il personale del pubblico impiego, e dell’INPS in particolare, è penalizzato da una normativa che
L’anno che verrà

Il nuovo anno nel mondo del lavoro INPS nasce sotto l’auspicio del segno… della Lumaca. Avanza lentamente, lascia poche tracce e quando sembra arrivare da qualche parte, spesso torna indietro.
I segnali, purtroppo, sono sempre gli stessi: pagelline costantemente al ribasso, differenziali economici ridotti all’osso e una mobilità interna ormai affossata da regole rigide e scelte organizzative che sembrano studiate più per bloccare che per valorizzare.
Il sistema di valutazione
Meno Male che Doveva Cambiare l’Approccio…

Ora che le valutazioni intermedie sono state distribuite, con la stessa casualità con cui si pescano i numeri in una tombola, cosa emerge dai dipendenti dell’Istituto?
Emergono emozioni di ogni tipo: sorpresa, incredulità, e, soprattutto, frustrazione. Voti che arrivano con mesi di ritardo, colloqui intermedi promessi e mai realizzati, e classificazioni così neutre da trasformare chi lavora con impegno in un semplice numero “in linea”.
È un po’ come aprire un pacco regalo di
Accordi AULA, sicurezza e lavoro agile: richiesta di chiarimenti all’Amministrazione

Il Coordinamento UILPA INPS prende formalmente in carico le segnalazioni e le preoccupazioni espresse dalla RSU di Torino in merito al mancato rinnovo automatico degli accordi AULA per il personale facente parte delle squadre di emergenza.
Dalle informazioni pervenute emerge una situazione che appare caratterizzata da evidenti elementi di criticità, in quanto il mancato rinnovo degli accordi determinerebbe una disparità di trattamento tra lavoratrici e lavoratori
Smart Working: non fermate ciò che funziona

In alcune sedi dell’Istituto stanno emergendo pratiche gestionali inaccettabili e retrograde, vere e proprie imposizioni oscurantiste che limitano — senza alcuna giustificazione — la concessione del lavoro agile.
Queste decisioni, prese in modo arbitrario e privo di trasparenza, contraddicono apertamente quanto stabilito dai contratti, quanto illustrato nei seminari ufficiali, e quanto dichiarato dagli stessi vertici dell’Istituto, che hanno più volte riconosciuto il lavoro agile
Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance Individuale 2026 – “Cambiare tutto perché nulla cambi”

Nel leggere il documento sull’impianto di Misurazione e Valutazione della Performance 2026 proposto dall’Amministrazione nell’incontro odierno, non possiamo evitare di sorridere – amaramente – ricordando il celebre romanzo Il Gattopardo. Come diceva Tancredi al principe di Salina:
“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.”
Ecco: sembra proprio che lo spirito dell’opera di Tomasi di Lampedusa abbia guidato la stesura del nuovo modello.
Un po’ di
Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance Individuale 2026 – “Cambiare tutto perché nulla cambi”

Nel leggere il documento sull’impianto di Misurazione e Valutazione della Performance 2026 proposto dall’Amministrazione nell’incontro odierno, non possiamo evitare di sorridere – amaramente – ricordando il celebre romanzo Il Gattopardo. Come diceva Tancredi al principe di Salina:
“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.”
Ecco: sembra proprio che lo spirito dell’opera di Tomasi di Lampedusa abbia guidato la stesura del nuovo modello.
Un po’ di
In alcune realtà dell’Istituto arriva la Befana… ma porta divieti, non dolciumi

Pare che in alcune realtà dell’Istituto la Befana abbia deciso di anticipare la sua visita, e invece della solita calza abbia portato una curiosa “novità”: l’idea che entro il 6 gennaio i lavoratori non dovrebbero avere più di 10 giorni di ferie residue del 2025.
Peccato che questa trovata non abbia nulla di magico, né tantomeno di normativamente fondato.
La UILPA INPS deve infatti rilevare che un’indicazione del genere non esiste nel CCNL Funzioni Centrali, nelle norme
Rivedere la Rotta: Quando Le Ferie e Le Valutazioni Intermedie Non Rispecchiano i Diritti dei Lavoratori

Le valutazioni delle performance intermedie sono uno strumento cruciale per monitorare il progresso dei dipendenti e favorire un miglioramento continuo. Tuttavia, in molte situazioni, le modalità di valutazione adottate non rispecchiano pienamente l’efficacia che ci si aspetterebbe. In particolare, sembra che alcuni direttori si concentrino più sul ridurre le aspettative piuttosto che sul riconoscere i risultati concreti ottenuti dai collaboratori.
Da alcuni feedback che
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