DG, la fabbrica di San Pietro e la mancata pianificazione
Mentre il nostro Istituto è attraversato da una grande riorganizzazione, in un processo che guarda all’imminente creazione della 3-i SpA, in vista dell’uscita dei bandi regionali e nazionale di mobilità che porterà qualche ulteriore collega in DG, nel rispetto della normativa vigente di contenimento del consumo energetico, è lecito chiedersi cosa si stia preparando per i lavoratori per il prossimo futuro anche in materie di minor rilevanza.
Mentre numerosi, piccoli cantieri si muovono tra i vari plessi, il più grande cantiere della DG aspetta da anni di vedere la luce; il palazzetto di via Civiltà del Lavoro ha vissuto, infatti, almeno otto anni di ritardi, rinvii e ripensamenti.
A prescindere dal fatto che l’adeguamento alla normativa antincendio richiederà almeno altri due anni di lavori e sebbene ci piacerebbe che qualcuno ci spiegasse perché la sostituzione degli infissi già assegnata sia stata stralciata dal progetto, indigna come il completamento del cantiere dei servizi igienici dello stabile da quasi un anno non abbia ancora visto l’apertura di neppure un bagno nei piani dello stabile frequentati dai lavoratori, segno di una novella “fabbrica di San Pietro”. È di qualche giorno fa, invece, la chiusura dell’unico servizio per disabili del piano terra che oggi ha un solo gruppo bagni con un solo servizio per uomini e due per donne a fronte di circa 150 lavoratori che afferiscono alla struttura.
Anche se qualcuno preferirebbe che nello stabile ci siano più fantasmi che dipendenti, a civiltà del lavoro sono stabilmente impiegati dipendenti e fornitori esterni che presidiano le attività di conduzione sistemistica 24 ore su 24; per questo proponiamo che si tenga conto anche di questa situazione per consentire un ricorso marcato al lavoro agile e da remoto anche per questi lavoratori, richiesta condivisa con altre organizzazioni sindacali ai tavoli di trattativa con l’amministrazione.
Da più parti, nei vari plessi, ci pervengono segnalazioni relative alla scarsa efficienza degli impianti di condizionamento e riscaldamento, talora come eccessi di calore anche nelle strutture ove esistono fancoil e split con regolazioni individuali, segno che qualcosa non sta funzionando nel controllo degli impianti.
È di qualche giorno fa la notizia della riapertura parziale della mensa di via Ballarin che farebbe piacere se non fosse che da mesi gli RLS chiedono di visionare i locali della stessa e che sembrerebbe versino in condizioni non migliori di quelle che furono denunciate anni fa.
Nell’ottica di welfare aziendale, la chiusura del nido per figli dei dipendenti sito in via Ballarin avvenuta per carenza di bambini non può che lasciarci basiti sia perché si tratta di un servizio che potrebbe essere necessario vista l’assunzione di nuovi e giovani colleghi sia perché porta ad un arretramento dei servizi resi ai lavoratori.
La navigazione a vista potrebbe essere pericolosa in tempo di tempesta anche se l’Istituto ha tanti capitani coraggiosi.
Roma, 22 novembre 2022
p. IL COORDINAMENTO UILPA - INPS DG
Claudio Checcherini
3-I, PAGELLINE E LAVORO AGILE: ANCORA UN INCONTRO INTERLOCUTORIO
Si è tenuta ieri una riunione dell’amministrazione con le organizzazioni sindacali che si preannunciava interminabile vista l’immensa lista ed il peso specifico degli argomenti all’ordine del giorno (Società 3-I SpA, Nuovo Ordinamento delle funzioni centrali e territoriali, Piano delle assunzioni, Schede di valutazione 2021 e Sistema di valutazione della performance individuale, Sistema di classificazione del personale e norme di prima applicazione per il CCNL).
Ma niente paura, la riunione si è ridotta a poco di fatto.
Oltre all’attendibile stop all’operazione 3-i SpA necessario per il nuovo Esecutivo che deve esprimere uno dei membri del CdA, il presidente, la discussione ha preso una direzione diversa rispetto ai temi previsti privilegiando quelli urgenti del momento e si è chiusa anzitempo per l’impegno della delegazione trattante con il CdA dell’Istituto.
Premesso che l’abbondanza dei temi da discutere non può trovare accoglimento soltanto nella convocazione di riunioni senza dedicarvi, da parte dell’amministrazione, il tempo necessario ammesso che si voglia effettivamente procedere a contrattazione e non si vogliano sprecare le opportunità di valorizzazione del personale, la discussione di ieri, in maniera scomposta, si è indirizzata verso:
- rinvio della chiusura del ciclo delle pagelline posto che, in molti casi, non si sono ancora tenuti i colloqui richiesti tra valutatori e valutati;
- proroga dei termini di completamento delle domande di lavoro agile ed uniformità di comportamento nei vari ambiti.
In breve, rispetto alle contestazioni ed alle richieste di colloqui, l’amministrazione ha consentito ad un breve rinvio pur nella necessità di avviare le valutazioni intermedie dell’anno 2022. Dal nostro punto di vista, e l’amministrazione già conosce la nostra posizione, occorrerebbe una revisione del sistema metrico pensato per le valutazioni che permetta una maggiore trasparenza delle stesse ed una effettiva possibilità di crescita al personale.
Rispetto al secondo punto, l’amministrazione ha fatto presente che, tecnicamente, la procedura AULA resterà aperta sebbene, terminato il periodo emergenziale, sia necessaria quanto prima la copertura del lavoro agile con un contratto di lavoro individuale. Abbiamo contestato all’amministrazione la troppa difformità di comportamento su numero delle giornate in presenza e delle ore di contattabilità all’interno dei territori e nell’ambito delle stesse direzioni. In questo ambito, resta aperto il tema, altrettanto urgente, del lavoro da remoto per le categorie di lavoratori escluse dal lavoro agile che, dopo anni di attesa, merita una migliore regolamentazione ed una semplificazione.
Ci auguriamo una revisione delle priorità ed una calendarizzazione di incontri più consona alle urgenze del momento.
Noi ci siamo. L’amministrazione?
Roma, 25 ottobre 2022
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IL COORDINATORE GENERALE |
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UILPA-INPS |
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Sergio Cervo |
LE PROPOSTE NON INCLUSIVE!
Si è aperto venerdì scorso ufficialmente il tavolo di contrattazione nazionale relativo al CCNI 2022 che dovrà affrontare una serie di nodi ad iniziare dalle riqualificazioni professionali del personale, progressioni orizzontali e verticali, a legislazione vigente ed in prospettiva con l’applicazione delle nuove ed innovative norme sull’ordinamento professionale che il CCNL del comparto Funzioni Centrali 2019/2021 detta per il futuro, come ad esempio la destinazione di una quota del fondo, da destinare alla contrattazione integrativa, ipotesi su cui dovremo ragionare e che ci vede favorevoli.
La discussione si è subito incentrata sulle progressioni orizzontali a legislazione vigente, per le quali l’Amministrazione ha preannunciato una proposta di riqualificazione professionale che coinvolgerebbe solo il 30% del personale potenzialmente interessato ai passaggi all’interno delle aree professionali (circa 4.200 colleghi su 13.944) con l’esclusione di una vasta platea di colleghi, il 70%, ai quali sarebbe preclusa tale prospettiva nell’ambito dell’attuale ordinamento professionale.
Rispetto a tale proposta abbiamo chiarito che le progressioni orizzontali a legislazione vigente devono abbracciare tutto il personale all’interno delle aree A, B e C, senza alcuna esclusione, al netto del personale apicale per il quale, in attesa dell’applicazione delle nuove regole sui differenziali stipendiali ex CCNL 2019/2021, vanno individuate soluzioni economiche, già sperimentate con successo in passato, tali da compensare la riduzione del salario incentivante derivante dal finanziamento dei passaggi il cui onere finanziario, lo ricordiamo, è a carico del Fondo di Ente. L’idea, proposta da altri, di diluire nel tempo le progressioni, spalmandole su più annualità con un CCNI 2022/2023, come ha precisato l’Amministrazione nel corso del “confronto”, non è tecnicamente applicabile in ragione del passaggio, dal prossimo 1° novembre, dall’attuale ordinamento professionale ad un nuovo assetto che cambia radicalmente il quadro normativo di riferimento. Del resto, siglare un CCNI biennale oggi, alla luce dei recenti orientamenti dell’Agenzia delle Entrate in materia di tassazione del salario accessorio, orientamenti esplicitati nel corso del 2022, significherebbe falcidiare con la tassazione corrente, rispetto alla più conveniente tassazione separata, i saldi incentivanti 2022 e 2023 relativi ad un salario accessorio negoziato lo stesso anno di imputazione o addirittura l’anno precedente!
Esprimiamo qualche perplessità rispetto all’ipotesi di cumulare i fabbisogni assunzionali previsti nel P.T.F.P. 2022/2024 sulle progressioni verticali che, lo ricordiamo, prevede già per le progressioni verso l’area C in conto 2022 904 progressioni verticali, 751 sul 2023 e 499 sul 2024 (numeri ai quali aggiungere i residui delle progressioni verticali in corso ex art.22, comma 15, del D.lgs. n.75/2017), mentre per le progressioni verso l’area B 585 passaggi in conto 2022 e 64 in conto 2023. Su tale versante occorrerebbe forse procedere progressivamente con i numeri contemplati nel P.T.F.P. 2022/2024 man mano che arriveranno le autorizzazioni ministeriali e cogliere le opportunità offerte dal nuovo CCNL che prevede la possibilità entro il 31 dicembre 2024 di attivare i passaggi di area in deroga al titolo di studio previsto per l’accesso all’area superiore sulla base di procedure valutative semplificate che valorizzano l’esperienza maturata, i titoli di studio e le competenze professionali.
Altri temi solo accennati e non oggetto di approfondimento sono stati quello delle famiglie professionali trasversali alle aree che il CCNL affida non più al confronto, bensì alla contrattazione integrativa e quello della quarta area o area delle elevate professionalità il cui finanziamento va contestualizzato nel quadro di un fabbisogno di personale i cui numeri rischierebbero una contrazione, per cui si rende necessario trovare un giusto equilibrio: su tali argomenti l’Amministrazione non ha ancora formulato alcuna proposta, limitandosi a un’illustrazione di carattere generale e rinviando ad una fase successiva la formalizzazione di eventuali proposte sulle quale potersi confrontare e discutere.
Il “confronto” proseguirà in settimana per verificare la disponibilità dell’Amministrazione a rivedere le proposte minimali fatte al tavolo di contrattazione.
Roma, 17 ottobre 2022
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FP CGIL Antonella Trevisani |
CISL FP Paolo Scilinguo |
UIL PA Sergio Cervo |
ILLEGITTIMO ILLOGICO E IRRAZIONALE
Una lunga notte senza giorno! È quanto sta accadendo nella vigilanza ispettiva. Ogni provvedimento assunto dall'amministrazione, piuttosto che snellire e velocizzare la operatività di una attività già molto complessa, crea solo confusione incertezza e ulteriori intralci nella quotidiana pratica lavorativa degli ispettori. È appena il caso di sottolineare che la circolare n.86 sulle missioni ha ulteriormente ingessato tale attività costringendo gli ispettori a raggiungere le località per effettuare le verifiche attraverso percorsi obbligati, tempi di percorrenza, e perché no, anche la velocità da tenere in autostrada, previo naturalmente esibizione dei tickets autostradali, la cui mancata esibizione comporta il non rimborso dei km effettuati con mezzo proprio. Tale provvedimento è sicuramente illegittimo. Infatti, dando per assunto che l'ispettore si reca nelle diverse località per raggiungere le aziende ove effettuare la programmata verifica in nome per conto dell'Istituto, l'Amministrazione non può in maniera molto semplicistica dire ...non ti pago, non ottemperando a liquidare i dovuti rimborsi spese, in quanto in tal caso beneficerebbe di un indebito arricchimento. E questo per legge non è consentito. Lasciamo al collega la facoltà di scegliere il percorso che ritiene più idoneo e sicuro per sé stesso. Considerato che tale situazione ha trovato conferma anche dal confronto che abbiamo avuto con i nostri legali, i quali hanno ribadito la illegittimità di un comportamento che riteniamo anche illogico e irrazionale, invitiamo i colleghi interessati, in presenza di tali provvedimenti vessatori e coercitivi, a presentare eventuale immediato ricorso. Nell'intanto sarà valutato dai vertici nazionali l'opportunità di presentare anche un ricorso per le vie legali. Siamo davvero al paradosso, l'Istituto manda in giro gli ispettori per garantire il rispetto dei diritti e delle tutele dei lavoratori e poi si contraddice in maniera così clamorosa.
In merito poi alla regionalizzazione dell'attività ispettiva, tenuto conto che il trasferimento delle competenze gerarchiche e amministrative ha determinato una perdita secca di una quota di incentivo per gli ispettori, considerato che dai territori sono giunte numerose recriminazioni da parte degli stessi , si richiede ai vertici dell'Amm.ne la convocazione di un incontro per effettuare una verifica in merito agli effetti operativi amministrativi e gerarchici determinati dalla suddetta regionalizzazione, che per quanto ci riguarda abbiamo sempre considerato di natura sperimentale. In merito alle problematiche evidenziate in assenza di risposte esaustive, questa O.S si riserva di adottare tutte le necessarie azioni legali e di protesta.
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Il Delegato Nazionale Vigilanza Ispettiva UILPA-INPS Alberto Fruccio |
Il Coordinatore Generale UILPA-INPS Sergio Cervo |
Riorganizzazione: ritorno al futuro?
Il Presidente ha introdotto l’incontro informativo odierno vantando i meriti della prima riorganizzazione del 2019 ed evidenziando i limiti emersi anche alla luce degli eventi che si sono susseguiti; limiti che si intendono correggere con una “manutenzione evolutiva” che l’amministrazione intende attuare in questi giorni.
Il Direttore Generale ha precisato che la riorganizzazione riguarda l’intero Istituto, è finalizzata al miglioramento dei servizi erogati al Paese e sarà attuata a partire dal primo gennaio 2023 con l’allineamento temporale delle assegnazioni degli incarichi di responsabilità di prima e seconda fascia.
Il documento di sintesi presentato oggi è indubbiamente un ottimo lavoro che, in linea di principio, è condivisibile. Alcuni elementi marginali ci hanno lasciato tuttavia perplessi.
È innegabile che il fulcro della riorganizzazione verta sulla nuova organizzazione dell’Informatica che, si è dimostrato negli ultimi due anni, è fondamentale nella realizzazione strategica degli obiettivi dell’Istituto anche nel rispondere agli eventi esogeni.
Su questo tema, riteniamo assolutamente importante individuare quali intenzioni abbia l’amministrazione per la totalità dei colleghi della DCTII, non soltanto per quelli impiegati nelle linee di prodotto e con quali tempistiche e su questo si sono concentrate le nostre domande.
Nella replica, il Presidente ha rassicurato rispetto al fatto che parte della DCTII, i colleghi associati alle “procedure” specifiche delle direzioni di prodotto, saranno riallocati presso le direzioni centrali di prodotto pur mantenendo la dipendenza dalla DCTII secondo una struttura matriciale che sarebbe stata portata avanti a prescindere dall’istituzione della 3-I SpA. Peraltro, dopo l’abbondante immissione di nuovo personale informatico, l’amministrazione intende valorizzare le competenze e le capacità informatiche del personale.
La motivazione dei dipendenti verrà anche accresciuta attraverso il CCNI 2022 che il Presidente ha preso l’impegno di portare a trattativa con le organizzazioni sindacali quanto prima.
Il Direttore Generale ha inoltre preso l’impegno a rivedere l’organizzazione delle sedi territoriali (clusterizzazione) rispetto ai carichi di lavoro: alcune agenzie complesse potrebbero essere elevate a filiali, alcune, come ad esempio la filiale metropolitana di Milano potrebbero essere divise e, in virtù di queste, sarà possibile effettuare una revisione del reassessment organizzativo al fine di eliminarne le criticità.
VIGILANZA: TANTO TUONO’ … CHE PIOVVE
Eppure lo avevamo detto e ridetto in tutte le salse che il trasferimento della gestione amministrativa economica e gerarchica degli ispettori in capo alle sedi regionali avrebbe determinato notevoli problemi, et voilà …. oggi una nuova tegola si abbatte sull’Amministrazione.
Infatti, il trasferimento tout court degli ispettori presso le sedi regionali ha determinato la perdita di una quota del salario accessorio. Ma non potevano pensarci prima? Non hanno valutato appieno gli effetti di quei provvedimenti? Oppure ha prevalso la logica del chi se ne frega?
Un bel grattacapo che si aggiunge alle problematiche che abbiamo più volte rappresentate legate anche alla difformità di comportamenti delle sedi regionali in merito alla corretta interpretazione delle circolari delle missioni.
Nel ravvisare la necessità di coprire diversi territori totalmente scoperti, noi avevamo chiesto di regionalizzare la sola attività ispettiva.
Purtroppo le nostre sono state parole al vento.
L’Amministrazione ha proseguito in maniera pervicace ed ostinata nel suo intento, creando notevoli difficoltà agli ispettori nella pratica e quotidiana attività.
Comunque, senza dilungarci troppo in chiacchiere, chiediamo ai vertici dell’Amministrazione un incontro al fine di effettuare una verifica di percorso sulle problematiche determinate dalla regionalizzazione dell’attività ispettiva con particolare riferimento al pagamento dei compensi incentivanti, ed alla uniformità di comportamenti e interpretazioni su tutto il territorio delle diverse strutture regionali.
In effetti anche l’ultima circolare, la n. 86, relativa alle missioni appena pubblicata, è troppo restrittiva in alcuni suoi aspetti e potrebbe creare atteggiamenti vessatori da parte di qualche dirigente regionale con evidente ricaduta sulla concreta e pratica attività ispettiva.
Si resta in attesa di Vostro sollecito riscontro.
Non vorremmo aggiungere il danno alla beffa.
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Il Delegato Nazionale Vigilanza Ispettiva UILPA-INPS Alberto Fruccio |
Il Coordinatore Generale UILPA-INPS
Sergio Cervo |
3i S.p.A. – Houston, abbiamo un problema…
Si è tenuto ieri l’atteso incontro tra i sindacati ed i vertici degli Enti costituenti (INPS, INAIL ed ISTAT) della 3I SpA, la società di informatica che collaborerà a consolidare ed integrare le banche dati degli enti mettendole a disposizione della PA secondo i mandati istituzionali dei singoli enti.
Rispetto a quanto già sentito e riportato a valle del precedente incontro con il nostro Presidente, poco è cambiato, anzi. Gli interventi dei vertici di INAIL e ISTAT hanno spostato l’attenzione sulle attività da assegnare alla 3I SpA come connesse alle problematiche di sicurezza dei singoli sistemi informatici evocando il recente passato di Regione Lazio, RFI e Pentagono USA che sono stati fronteggiati soltanto grazie agli esperti di una società specializzata di Houston. Ancora, hanno raccontato di una PA vecchia, troppo vecchia per rincorrere le evoluzioni tecnologiche e confidato che, almeno nei progetti, la 3I SpA non sarà un’azienda per vecchi.
Ricordavamo invece come in un precedente incontro di aprile, il nostro Presidente avesse parlato di 3I SpA come di una “centrale unica” di acquisto (monopsonio nel mondo del welfare pubblico) che produrrà delle economie di scala, internalizzerà la produzione di software e indirizzerà un sistema di PA in cloud che farà da argine ai sistemi esterni gestiti da grandi player privati controllati da multinazionali, tutela per il personale in forza agli enti senza passaggi forzati né “spintanei”, argomenti ripresi nuovamente ieri per aggiustare il tiro dopo le rimostranze delle organizzazioni sindacali.
A nostro parere, la sicurezza informatica di INPS ha mostrato che anche in situazioni estreme (il 1° aprile 2020 per tutti), i servizi, a prescindere dall’attacco hacker subito, non hanno avuto perdita o furto di dati; sarà stata l’architettura tecnologica custodita sotto la nostra direzione generale ad essere stata intrinsecamente sicura o sarà stata la competenza dei nostri funzionari informatici esperti forse più di certi trentenni reperiti sul mercato da certi fornitori privati, sottopagati e gettati all’INPS a farsi le ossa sulle spalle di vecchi funzionari prima di spiccare il volo presso altri lidi meglio pagati.
Sul reperimento di giovani, il recente concorso per informatici potrebbe fare scuola per rapidità.
Infine, sulla capacità di reperire e trattenere esperti, non solo informatici, la contrattazione integrativa, opportunamente dotata di fondi, potrebbe essere efficacemente usata con sistemi premiali soltanto volendolo.
Nel nostro intervento, oltre a quanto sopra, abbiamo detto che questo progetto nasce da un decreto che è stato scritto in fretta dal Governo senza la partecipazione dei principali contributori ai fondi di INPS ed INAIL: i lavoratori e le aziende.
Molto dipenderà dallo statuto che sembrerebbe essere in avanzata fase di scrittura e dal conseguente piano industriale.
Pur volendo riconoscere al nostro Presidente ed al nostro Direttore Generale una fiducia già meritata sul campo, vorremmo augurarci che, al contrario della missione dell’Apollo 13, quella che originò la famosa frase del nostro titolo, qui non occorra la spettacolare abilità di provetti astronauti per portare a termine la missione ma basti la collaborazione sincera tra generazioni senza segreti e trabocchetti.
E questa può ottenersi soltanto con un confronto aperto fatto ora e alla pari sullo statuto e, successivamente, sul piano industriale.
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Coordinamento Nazionale |
IL COORDINATORE GENERALE |
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Informatici UILPA-INPS |
UILPA-INPS |
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Claudio Checcherini |
Sergio Cervo |
Covid-19: sospensione o prevenzione?
Si è tenuto ieri pomeriggio un confronto tra l’amministrazione e le organizzazioni sindacali rispetto alla modifica delle misure di contrasto della pandemia.
L’amministrazione ha proposto, come anticipato in un nostro precedente comunicato, di rivedere l’accordo del 3 giugno del 2020 che non firmammo perché, all’epoca, lo ritenevamo troppo blando. Da allora, non sono stati presentati dati complessivi ed esaustivi rispetto ad eventuali focolai di infezione in tutte le sedi dell’Istituto che ci potessero tranquillizzare; si sono poi contate altre vittime tra i colleghi e innumerevoli contagi la cui pubblicità è stata qualche volta dubbia ma vogliamo pensare che l’assenza di procedure ben organizzate fin dal primo momento sia stata causa di qualche errore.
Oggi, nel medesimo stile del 3 giugno 2020, abbiamo riscontrato una fuga in avanti dell’amministrazione che, tra gli altri, vorrebbe mandare in pensione la segnalazione dei casi di positività e di contatto stretto (salvo lasciare ai singoli lavoratori gli obblighi di auto-sorveglianza ed autoisolamento) ed interrompere la sanificazione periodica degli uffici.
Se ora il Covid-19 fa meno paura di due anni fa, con l’andamento tendenziale della pandemia che conta circa 40.000 contagi giornalieri e circa 70 decessi giornalieri, la “sospensione” delle misure di contrasto appare quanto meno azzardata soprattutto perché il rischio biologico e le conseguenze del covid sono relativamente note e una sottovalutazione del rischio, oggi, sarebbe imperdonabile e costituirebbe indifendibile responsabilità dei datori di lavoro.
Per noi salute e la sicurezza fanno rima con prevenzione, non con sospensione.
Come già detto in un precedente comunicato, siamo convinti che le procedure rodate e finalmente funzionanti dopo tanto tempo non vadano interrotte fintanto che dalla pandemia non si esca davvero.
Abbiamo più volte denunciato come il sistema dei tanti datori di lavoro non coordinati abbia costituito sedi e lavoratori di serie A e sedi e lavoratori di serie B rispetto alla sicurezza; al pari, abbiamo più volte denunciato la scarsa trasparenza di alcune sedi nella segnalazione dei casi di positività e nell’evidenziazione dei potenziali focolai di contagio.
Oggi, il nuovo direttore centrale Benessere Organizzativo Sicurezza e Logistica, dott. Diego De Felice, ha detto di voler ricondurre ad unità il comportamento dei datori di lavoro INPS: registriamo con favore le buone intenzioni ma non vogliamo che sia rivista al ribasso la salute e la sicurezza dei lavoratori di ogni sede d’Italia.
Abbiamo riscontrato con piacere che anche le sigle sindacali che il 3 giugno 2020 firmarono il protocollo della sicurezza riaprendo al pubblico le sedi dell’Istituto, oggi hanno condiviso la nostra posizione e ripreso pedissequamente le casistiche che abbiamo indicato come foriere di alto rischio per contagio.
L’amministrazione ha preso del tempo per rivedere le proprie indicazioni e pubblicherà a breve un messaggio Hermes con le prescrizioni datoriali. Confidiamo nel buon senso e nella responsabilità dei datori di lavoro.
Roma, 16 giugno 2022
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Struttura di Coordinamento |
IL COORDINATORE GENERALE |
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Tutela salute, sicurezza e ambiente |
UILPA-INPS |
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UILPA-INPS |
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Claudio Checcherini |
Sergio Cervo |
Lavoro agile e da remoto: si comincia?
Oggi è previsto il confronto tra l’amministrazione e le organizzazioni in materia di lavoro agile e da remoto. A prescindere dalla documentazione predisposta dall’amministrazione a base della discussione, riteniamo fin da ora necessario un cambio di passo.
L’Istituto ha fronteggiato la pandemia grazie ad uno slancio partito dal Direttore Centrale della Tecnologia Informatica, l’attuale Direttore Generale, che è stato seguito dal personale con uno spirito di collaborazione che raramente si incontra nel mondo del lavoro nella più grande sperimentazione del lavoro agile che ha avuto esiti tanto positivi quanto evidenti.
Se il CCNL disciplina le varie forme di lavoro a distanza stabilendo la volontarietà dell’adesione, l’alternanza tra le prestazioni eseguite nei locali aziendali e quella agile, la concreta esigibilità del diritto alla disconnessione al fine di evitare abusi così come la parità di genere e degli altri diritti dei lavoratori in materia di formazione e sviluppo professionale.
Tuttavia, come già detto in altri comunicati, è quanto mai necessario ed opportuno calare il disposto del CCNL nella realtà specifica dell’Istituto che, tra le amministrazioni pubbliche, è una delle maggiormente informatizzate e rende semplice l’adozione di queste forme di lavoro che sono state ampiamente consolidate durante il periodo emergenziale.
Oltre al riconoscimento del buono pasto, al superamento naturale del criterio temporaneo della cosiddetta “prevalenza”, riteniamo urgente iniziare a ragionare con un paradigma di Istituto diffuso a prescindere dalle consuete limitazioni geografiche regionali e prevedere, a richiesta del personale, di esercitare il lavoro da remoto anche oltre i vincoli regionali della sede di assegnazione così come renderlo applicabile a tutte le categorie dei lavoratori, non solo gli amministrativi, dagli informatici agli infermieri, dagli ispettori ai geometri includendo anche la dirigenza.
Siamo fiduciosi che oggi sia il momento per costruire un accordo che soddisfi le esigenze del personale e dell’amministrazione.
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