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PROGRESSIONI VERTICALI: ENNESIMO RINVIO!

Contrariamente a quanto anticipato da qualche sigla sindacale nei giorni scorsi, la gestione presidenziale di ieri, gestione che avrebbe dovuto licenziare la nuova determina sulle progressioni verticali a modifica della precedente determinazione presidenziale n.177/2018, non ha “partorito” il provvedimento che il Presidente aveva promesso di adottare entro il 30 settembre!

       Ignoriamo le ragioni di questo ulteriore ennesimo rinvio che disattende non solo quanto verbalmente affermato dal Presidente in occasione dell’ultimo incontro sull’argomento, ossia il 31 luglio scorso, ma si traduce anche in una mancata attuazione del verbale di intesa sottoscritto dall’Amministrazione a ottobre 2017.

       Ricordiamo al prof. Tridico che l’adozione della determinazione presidenziale, atto con il quale definire la disciplina delle progressioni verticali attraverso il meccanismo delle selezioni interne, rappresenta il presupposto per attivare la procedura dei passaggi di area e non vorremmo che passasse ulteriore tempo visto che la deroga legislativa al Testo Unico del pubblico impiego in materia scade nel 2020!

Roma, 7 novembre 2019   

 FP CGIL/INPS

Matteo ARIANO

Antonella TREVISANI

CISL FP/INPS

Paolo SCILINGUO

UIL PA/INPS

Sergio CERVO

REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE PROFESSIONALE

Si è svolta oggi la riunione della commissione paritetica nel corso della quale l’Aran ha formalizzato una ipotesi di lavoro per la revisione del sistema di classificazione in allegato.
Tale documento segna, finalmente, un momento di concretezza del dibattito che ci consiglia di promuovere un approfondimento sul tema.
Si tratta di una valutazione che vogliamo condividere e che ci deve consentire di ipotizzare proposte utili a risolvere i problemi che gli attuali ordinamenti professionali presentano.
Per parte nostra abbiamo evidenziato il fatto che nell’ambito delle analisi delle criticità non si faccia menzione al problema più grave che ci affligge: il mansionismo.
Trattandosi di una prima bozza siamo fiduciosi che si possano approfondire le tematiche ed individuare una architettura contrattuale non soltanto coerente ma anche utile a dare le risposte che i lavoratori attendono.

                                                   IL SEGRETARIO GENERALE

                                                                   Nicola Turco

Allegati:
File
 Revisione del sistema di classificazione

Rischio sicurezza all’INPS – quanto dobbiamo aspettare ancora per soluzioni concrete?

E’ nella cronaca di ieri l’ennesima aggressione nella sede di Macerata per la quale un cittadino, sembrerebbe per la seconda volta nell’ultimo anno, dopo aver discusso animatamente con un collega, ha tentato di disarmare la guardia giurata prima di essere arrestato. 

Ancora una volta, la professionalità del vigilante (al quale, probabilmente, non è demandata alcuna funzione di mantenimento dell’ordine pubblico nella sede) e la prontezza dei colleghi hanno evitato il peggio.

A prescindere dalle motivazioni e dalla dinamica incerta della colluttazione un fatto certo resta: il problema di sicurezza degli operatori di sede che è quotidiano.

Quanto dobbiamo attendere prima di ottenere riscontri tangibili delle iniziative annunciate a favore dei colleghi addetti ai rapporti con l’utenza? Quante volte si è parlato di stress lavoro correlato senza aver avuto riscontro alcuno da parte datoriale? Ora che lo stress non è più soltanto un concetto connesso al senso di frustrazione per il carico e l’organizzazione del lavoro ma è anche indotto dalla paura dell’utenza, dobbiamo vederlo trasformare in terrore prima di intraprendere azioni positive tangibili?

In occasione della contrattazione del CCNI avevamo chiesto di introdurre misure incentivanti per chi svolgesse lavoro agli sportelli a prescindere dal livello A, B o C. Ora non basta più.

Occorrono interventi immediati per ridurre un rischio che è sempre più probabile.

Comprendiamo bene che l’accordo-convenzione con il Ministero dell’Interno stipulato lo scorso anno necessita di tempo prima di vedere la luce in pratica ma l’esigenza della sicurezza fisica dei lavoratori non può più attendere.

In attesa di azioni più ampie come ad esempio il riconoscimento del ruolo di pubblico ufficiale per i dipendenti attraverso un raccordo con il Prefetto, perché non “copiare” la buona (ed economica) pratica applicata in molte amministrazioni pubbliche con una comunicazione che tenda a dissuadere dall’azione violenta? 

Ad esempio, tra gli altri, perché non diffondere subito una cartellonistica (anche in più lingue straniere) che informi l’utenza che “GLI OPERATORI DELL’INPS SONO AL TUO FIANCO, OFFENDERLI O AGGREDIRLI E’ UN REATO”?

Struttura di Coordinamento Nazionale
   Tutela salute, sicurezza e ambiente
                    UILPA-INPS
           (Claudio Checcherini)

Adesione alla campagna: “Non raccontiamoci favole, sul lavoro non c’è sempre il lieto fine”

L’ANMIL ha organizzato, con il patrocinio del Presidente della Repubblica, la 69esima giornata per le vittime del lavoro per spingere alla riflessione sulla guerra silenziosa che viene combattuta ogni giorno al lavoro.

Di fronte al dramma sociale non possiamo restare indifferenti, i numeri sono un dato statistico che forse non rende pienamente chiara la dimensione dell’evento: in periodo di pace 17.000 persone hanno perso la vita. I dati crescono ulteriormente se si aggiungono gli incidenti in itinere. E crescono, su base annua, del 6% rispetto allo scorso anno.

Non possiamo dunque restare silenti o, peggio, limitarci alla commemorazione delle vittime.

Oltre a non consentire contrattazione sulla sicurezza dei lavoratori, abbiamo il dovere di sviluppare, insieme, iniziative di promozione della conoscenza, stimolare tutti i lavoratori a forme e metodi ed azioni che nella realtà lavorativa siano capaci di incidere per generare il cambiamento di mentalità: insieme possiamo cambiare, non arrendiamoci al fatto che le stragi al lavoro siano un dato ineluttabile.

L’iniziativa “Prevenzione 2020” condotta con INAIL, Fondazione Di Vittorio e altre organizzazioni sindacali, ad esempio, prevede la condivisione di buone pratiche tra settori produttivi, conoscenza condivisa della norma e dei pericoli in modo che i lavoratori guadagnino una maggiore consapevolezza dei rischi corsi al lavoro e contribuiscano alla definizione di un circuito virtuoso condiviso della valutazione dei rischi e delle possibili contromisure attivando un percorso di azione-reazione cosciente e responsabile affinché chi ha ruolo, responsabilità e titolo all’azione la eserciti.
La UILPA INPS aderisce anche alla campagna “Non raccontiamoci favole, sul lavoro non c’è sempre il lieto fine” nella quale è prevista, tra l’altro, la diffusione di informazioni in materia a cominciare dalla  normativa italiana che, nel nostro caso, declineremo nella realtà della Pubblica Amministrazione in pillole di sicurezza.

Struttura di Coordinamento Nazionale
   Tutela salute, sicurezza e ambiente
                     UILPA-INPS
             Claudio Checcherini

PATROCINIO LEGALE ED EVENTUALE RIMBORSO DELLE SPESE PER I DIPENDENTI L’AMMINISTRAZIONE FACCIA UN PASSO AVANTI

La difesa dei dipendenti pubblici è un tema complesso, ancora oggetto di dibattito soprattutto in materia di passaggio del contenzioso al giudice ordinario.

Pur non volendo entrare nel merito di aspetti meramente tecnici, la UILPA-INPS ritiene che l’Amministrazione dovrebbe valutare la possibilità, attraverso le opportune modalità da stabilire, di mettere a disposizione dei propri dipendenti un team di assistenza legale ad hoc, rimborsando ai lavoratori le spese affrontate per pagare gli avvocati nei casi di assoluzione o estraneità rispetto alle accuse contestate.

Una significativa battaglia in termini di civiltà che, di certo, potrebbe rendere migliore la qualità della vita dei dipendenti, inserendosi, a buon diritto, in quel clima di cambiamento che il Presidente Pasquale Tridico ha affermato di volere instaurare già a partire dal proprio insediamento.                                                                                                                                                                                   

L’INPS CAMBIA PASSO: SPERIAMO NON SIA QUELLO DEL GAMBERO!

È trascorso più di un mese da quando, era lo scorso 31 luglio, l’Amministrazione incontrò le organizzazioni sindacali per affrontare il tema delle procedure selettive per le progressioni verticali ed illustrare lo stato dell’arte dell’iter di certificazione dell’ipotesi di CCNI 2018 delle aree professionali.

Ad oggi tutto tace ed ignoriamo il motivo di tale silenzio: non sappiamo se ciò sia dovuto al progetto di riorganizzazione dell’Istituto (sarebbe la terza riorganizzazione in cinque anni!) illustrato nelle sue linee di indirizzo nel corso della conferenza della dirigenza lo scorso 10 settembre che tante energie sembra debba assorbire oppure sia legato ad un fattivo operare dietro le quinte.

Nel frattempo i problemi permangono e ci limitiamo in questa sede, senza che l’elenco abbia la pretesa di essere di per sé esaustivo, a fare “la lista della spesa” in attesa che l’Amministrazione calendarizzi una serie di incontri per affrontare temi ed argomenti che interessano tutto il personale:

stato dell’arte dell’iter di certificazione dell’ipotesi di CCNI 2018 delle aree professionali e relative iniziative intraprese dall’Istituto;

progressioni verticali (il Presidente aveva preannunciato l’adozione a settembre di una determina di modifica della det.177/2018 alla luce delle osservazioni formulate dalle organizzazioni sindacali nel corso della riunione del 31 luglio u.s.;

completamento delle progressioni orizzontali all’interno delle aree;

confronto con le organizzazioni sindacali sul progetto di riorganizzazione dell’Istituto di cui si conoscono le linee generali, ma si ignorano i contenuti di dettaglio;

completamento delle assunzioni a tempo indeterminato e full-time del personale assunto a tempo determinato e part-time;

problematica dei colleghi di area B vincitori dell’ultimo concorso pubblico per l’assunzione degli ex 967 C1;

cambi di profilo;

istanze motivate di riassegnazione dei neo-assunti;

mobilità infra-regionale dei colleghi assunti nel 2017 ed esclusi in prima battuta dai processi di mobilità a domanda all’interno delle Regioni/Coordinamenti Metropolitani;

Considerata l’importanza degli argomenti elencati, attendiamo specifiche convocazioni da parte dell’Amministrazione!

Roma, 12 settembre 2019

         

 FP CGIL/INPS

Matteo ARIANO

Antonella TREVISANI

CISL FP/INPS

Paolo SCILINGUO

UIL PA/INPS

Sergio CERVO

SE L’ACQUA E’ POCA, LA PAPERA NON GALLEGGIA: PRONTI ALLA MOBILITAZIONE NAZIONALE

“Se l’acqua è poca, la papera non galleggia”: recita così un vecchio detto partenopeo, mai tramontato, che ben sintetizza le difficoltà di chi ha iniziato un progetto ma non riesce a portarlo a compimento a causa dell’assenza di condizione adeguate, che di fatto ne impediscono la realizzazione.

            Il proverbio rappresenta efficacemente l’attuale situazione nella quale versano l’INPS e i lavoratori dell’istituto stesso.

Il contratto integrativo 2018 è rimasto impantanato nelle nebbie ministeriali e non è stato ancora certificato, con il rischio incombente dello stravolgimento del TEP, istituto che negli anni ha garantito un adeguato riconoscimento ed una giusta crescita professionale a tutti i dipendenti; la serenità del clima aziendale è compromessa dal nodo mai sciolto rappresentato dal mansionismo, un tema sul quale l’Amministrazione non si è mai resa parte veramente attiva per individuare una soluzione, anche attraverso una deroga alle norme attuali, in grado di restituire serenità e prospettiva di crescita professionale alle migliaia di lavoratori delle aree A e B.

            Al contempo, è arrivato il momento in cui l’amministrazione è chiamata, con coraggio e determinazione, a farsi carico dei tanti responsabili di posizioni organizzative che, quotidianamente, contribuiscono a rendere efficienti le nostre strutture sul territorio, ricevendo quasi nulla in cambio, rispetto ai molteplici compiti attribuiti.

            Senza dimenticare altre vecchie questioni, ovvero, quella relativa ai profili specialistici geometri/periti, agli informatici, al personale sanitario, agli ispettori di vigilanza e al personale addetto all’attività del contenzioso in materia di invalidità civile, che da anni attendono risposte concrete in termini organizzativi.

            Se in merito a queste istanze cruciali e alle molteplici richieste che da tempo abbiamo inoltrato non riceveremo risposte adeguate, metteremo in atto tutte le forme di protesta sindacale possibili, a partire dalla mobilitazione, al fine di ottenere gesti e risposte concrete da parte dell’amministrazione nell’esclusivo interesse di tutti i lavoratori.

                                                                                 IL COORDINATORE GENERALE 

                                                                                                UILPA-INPS

                                                                                              (Sergio CERVO)

PRESIDENTE TRIDICO, VOLERE È POTERE. SI METTA IN ATTO UNA DEROGA SPECIFICA ALLA NORMATIVA VIGENTE COME HA FATTO IL MIBAC

Il progressivo pensionamento di tanti colleghi che hanno lasciato l’Istituto, i cambiamenti legati alle necessità della spending review quali l’accorpamento dei bacini territoriali, le nuove normative sociali e alcuni processi riorganizzativi che non hanno mai veramente preso il volo, hanno privato l’INPS di importanti professionalità. 

Una “perdita” che si è verificata anche presso altri uffici pubblici, come nel caso del MIBAC, e alla quale è stato posto rimedio attraverso una specifica deroga alla normativa vigente.

Volere è potere, dunque, e si stenta pertanto a comprendere perché nei riguardi dell’INPS non si manifesti analoga volontà e, soprattutto, la stessa sensibilità verso 6 mila unità che, quotidianamente, svolgono mansioni di livello superiore a prescindere dall’area di appartenenza, e che hanno maturato nel tempo competenze e professionalità.

La UILPA INPS ha chiesto in precedenti occasioni, e continua a chiedere, una deroga legislativa specifica come accaduto nel caso del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per consentire anche a coloro che non sono in possesso di titolo di laurea, di vedere appagate le proprie legittime aspettative professionali, in considerazione delle peculiarità proprie dell’Istituto. 

Presidente, tragga spunto dall’esempio virtuoso del MIBAC e, con la stessa determinazione, promuova una specifica deroga alla normativa vigente anche per l’INPS: è questa la strada da seguire per valorizzare il patrimonio professionale dell’Ente. 

 

PIÙ PICCOLI DI COSÌ SI MUORE

Sì, perché bisogna essere davvero piccoli per arrivare ad attaccare sul piano personale pur di definirsi differenti e difendere le proprie convinzioni. Ma forse questo è il punto, alcuni pseudo sindacalisti dell’aria fritta non sono così convinti delle loro argomentazioni e adottano questa tattica bieca, senza neanche avere il coraggio di firmare le castronerie che scrivono. Poi i codardi sarebbero gli altri…

Ma veniamo ai fatti.  Costoro invocano l'applicazione dell'art. 43, comma 12, del D.Lgs.165/2001 in materia di informativa sindacale. Purtroppo, nello stesso decreto, all'art. 9 si prevede espressamente che: "Fermo restando quanto previsto all'art. 5, comma 2, i contratti collettivi nazionali disciplinano le modalità e gli istituti della partecipazione".  E cosa prevede il CCNL del comparto Funzioni centrali al quale la legge demanda? Per quanto attiene l'informazione, l'art. 4, comma 3, di detto CCNL espressamente prevede che "L'informazione deve essere data nei tempi, nei modi e nei contenuti atti a consentire ai soggetti sindacali di cui all'art. 7, comma 3, di procedere a una valutazione approfondita del potenziale impatto delle misure da adottare ed esprimere osservazioni e proposte". I soggetti ai quali questa norma contrattuale si riferisce sono le OO.SS. che hanno sottoscritto il CCNL.

Dura lex, sed lex che piaccia o no.

Combattete una norma che considerate sbagliata nella sede giusta, non pretendetene la disapplicazione perché non è così che funziona in uno stato di diritto.

Quindi, cari anonimi, siete soltanto dei sindacalisti dell’aria fritta. A prescindere dalla calura di questi giorni, approfittate della pausa estiva per acquistare un compendio che contempli tutte le norme visto che qualcuna vi sfugge e, come siete abituati a fare firmando i vostri comunicati, studiatelo in gruppo.

A noi, legittimati dalla norma, lasciate fare il nostro lavoro a difesa dei supremi diritti e delle aspettative dei lavoratori del nostro prezioso Ente.

Il Coordinatore Generale

UILPA INPS

(Sergio Cervo)

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