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Decurtazione sullo stipendio per malattia ed effetti collaterali del Covid-19: emerge l’iniquità della norma

Nel secondo decreto sicurezza che sta per essere varato dal Governo dovrebbe trovare spazio una norma salva-stipendi per i dipendenti pubblici costretti all’assenza dagli effetti collaterali dell’emergenza sanitaria; emergenza che ha come effetto positivo il riesame, almeno temporaneo, dell’iniqua norma Brunetta che riduce le competenze accessorie durante la malattia.

Infatti, è emerso come, data l’esiguità delle buste paga, i dipendenti tendano a presentarsi al lavoro anche in condizioni di salute precarie diventando poi fonte di contagio, in caso di malattie trasmissibili, e creando più danni alla collettività dei risparmi attesi.

L’insana norma, ora che ne è emersa la pericolosità sociale, a prescindere dal Corona Virus, dovrebbe essere definitivamente cassata: confidiamo nel buon senso del Governo che, alla luce dell’incontro con le OO.SS. dei giorni scorsi, potrebbe inserire la norma nel prossimo decreto.

IL COORDINATORE GENERALE UILPA-INPS

(Sergio CERVO)

CORONAVIRUS - INCONTRO CON I VERTICI DELL’ISTITUTO

Come già annunciato, si è tenuto ieri, in presenza del Presidente, del Direttore Generale e della delegazione trattante, un incontro in merito alle problematiche connesse alla diffusione del Corona virus (COVID 19).

E’ stata presentata la bozza di Hermes uscito nella serata di ieri che implementa una ripartizione delle sedi in zone Rossa (aree soggette a restrizione), Gialla (sedi in zone prossimali ai focolai di infezione come ad esempio la Lombardia ed il Veneto) e Verde.

La disposizione, oltre a richiamare le indicazioni di comportamento per l’igiene individuale, a specificare una generica attività di sanificazione straordinaria degli uffici e prevedere la futura consegna di dispositivi di protezione individuale (mascherine, disinfettanti, separatori in plexiglass) stabilisce che:

  1. le sedi nella zona “gialla” sospenderanno tutte le attività di accoglienza del pubblico ad eccezione degli sportelli veloci e delle criticità indifferibili per gli utenti gestendo attraverso altri canali l’utenza di linea e la consulenza. Saranno attivate numerazioni telefoniche che smisteranno verso le task force provinciali le chiamate.
  2. I centri medico legali sospenderanno tutte le visite ad eccezione di quelle prioritarie a’ sensi della L.80 e quelle di controllo domiciliari.
  3. Le attività ispettive, sospese nelle zone “rosse”, nelle zone “gialle”, saranno condotte prevalentemente in esterna senza convocare i lavoratori controllati in sede.
  4. Saranno sospese le missioni da e verso le regioni “rosse” e “gialle” mentre le riunioni saranno effettuate in modalità remota.
  5. Saranno agevolate le consegne di computer portatili nei limiti della disponibilità e la configurazione di pc di proprietà al fine di consentire il lavoro a distanza.

Le sedi in zona “verde” non saranno interessate da variazioni al funzionamento attuale. La lista delle sedi e la relativa ripartizione sarà soggetta a revisione periodica in occasione di eventi segnalati dagli enti deputati alla salute pubblica.

Per quanto ci riguarda, questa ripartizione non ci trova d’accordoin quanto, pur senza inutili allarmismi, la tutela della salute del personale sembra passare in secondo piano per non voler intraprendere ogni azione volta al contenimento del rischio benché in ordine di gravità sul territorio.

A nostro parere tutto il territorio nazionale, eccezion fatta per le zone “rosse”, merita la medesima attenzione e può qualificarsi come “giallo” così come non si dovrebbero trattare in maniera dissimile le sedi all’interno di una stessa regione.

Come si potrebbero distinguere gli utenti una volta arrivati alla sede e quale perdita di immagine si avrebbe rimandando indietro quelli non servibili perché non “veloci”? Immaginiamo già ulteriori rischi di ordine pubblico e pericoli di aggressione.

La responsabilità della sottovalutazione dei rischi ricade, ovviamente, sul datore di lavoro motivo per cui chiediamo da tempo l’introduzione di un sistema di gestione della sicurezza che distingua nettamente titolo, ruolo e responsabilità, ma questa è una straordinaria opportunità per verificare come i sistemi di lavoro a distanza siano efficaci al pari della multicanalità nell’erogazione dei servizi. 

Ancora una volta, l’INPS potrebbe tornare ad essere l’Ente più innovativo del Paese.

La salute del personale non è a colori, non mettiamoci pezze, agiamo per tempo.

Struttura di Coordinamento Nazionale

IL COORDINATORE GENERALE

Tutela salute, sicurezza e ambiente

UILPA-INPS

UILPA-INPS

 

Claudio Checcherini

Sergio Cervo

 

QUESTIONARIO VALUTAZIONE SERVIZIO MENSA DEL PLESSO DI VIA BALLARIN: I RISULTATI

Mercoledì 4 dicembre 2019 nel plesso della Direzione generale di via Ballarin, è stata condotta una rilevazione sulla valutazione individuale (soggettiva) del servizio di mensa da parte dei frequentatori abituali.

La rilevazione ha riguardato un campione di 253 colleghi presenti a mensa dai quali sono stati esclusi dei colleghi del Coordinamento Generale Legale in quanto non frequentatori abituali del servizio.

Complessivamente, il 70% dei partecipanti alla rilevazione manifesta un giudizio non positivo del servizio di mensa. Unica nota positiva è la confortevolezza dei locali della mensa (domanda 3), infatti il 66% la ritiene buona, il 13% ottima, l’uno per cento pessima e il rimanente mediocre.

Il questionario si articolava su 12 domande a risposta chiusa che si riporta di seguito con risultati sintetizzati in forma grafica.

Allegati:
File
Scarica questo file (2020_01_10_RISULTATI_QUESTIONARIO_MENSADG.pdf)Risultati questionario valutazione mensa Ballarin

ANNO NUOVO, VECCHI PROBLEMI. LE QUESTIONI IRRISOLTE CHE CHIEDIAMO DI AFFRONTARE

Il 2020 è appena iniziato e la UILPA INPS è già a lavoro su due fronti: la risoluzione definitiva delle criticità ereditate dall’anno passato e la costruzione, giorno dopo giorno, di un futuro migliore per tutte le colleghe e tutti i colleghi che con il loro operato quotidiano fanno grande l’Istituto.

Per farlo, abbiamo già pronto un “cronoprogramma” che detti la linea per affrontare con metodicità le questioni ancora irrisolte.

La nostra tabella di marcia prevede, in primis, l’apertura immediata delle trattative che afferiscono al CCNI 2019: lo abbiamo detto più volte, non ci stanchiamo di ripeterlo, la contrattazione integrativa è un passaggio fondamentale per affrontare con serenità e ottimismo il nuovo anno, con tutto il “carico” di sfide che esso racchiude.

Passando in rassegna tutte le problematiche da risolvere con urgenza, una delle necessità più stringenti è senza dubbio legata alla circolare 103, in merito alla quale non si può che sottolineare il colpevole ritardo con il quale, ad oggi, è stato affrontato il tema delle aperture pomeridiane degli sportelli.

Un ritardo particolarmente grave, se si tiene conto delle ricadute che una simile disposizione avrà sui dipendenti e sulla loro vita lavorativa e personale: la circolare entrerà in vigore il 3 febbraio prossimo, e il tempo a disposizione per incontrare l’Amministrazione e condividere possibili soluzioni è veramente esiguo.

In cima alla nostra agenda, continuano a figurare, e sarà così fino a quando non si perverrà a un risultato concreto, le istanze legate alle progressioni verticali, a partire dalla pubblicazione dell’archivio dei quiz per consentire ai colleghi di affrontare le prove senza disagi e penalizzazioni.

Sul front office, poi, la questione rimane più che mai aperta: chiediamo senza se e senza ma che tutti i colleghi che sono impiegati in questo tipo di attività ricevano la maggiorazione oraria della retribuzione, al di là del loro inquadramento.

Neppure sui “tutor” possiamo attendere, e chiediamo che venga emanato un bando ad hoc per la loro eliminazione.

Anche in tema di welfare aziendale, abbiamo le idee chiare sulla necessità di procedere alla revisione urgente degli istituti a partire dai tassi di interesse su mutui e prestiti: lo chiediamo dal 23 settembre dello scorso anno, ovvero da quando proponemmo la riattivazione della “Commissione per i benefici socio assistenziali” per adeguare prontamente le provvidenze a favore dei dipendenti alle esigenze del personale.

La nostra attenzione si concentra, in particolare, sull’acquisto della prima casa, per la quale chiediamo, in caso di mutui, la riduzione del tasso di interesse.

Noi abbiamo le idee chiare, attendiamo tutte le convocazioni necessarie per ottenere tutte quelle risposte che i colleghi attendono da troppo tempo ormai.

                                                                     

                                                                                                                                                      IL COORDINATORE GENERALE
                                                                                                                                                                       UILPA-INPS
                                                                                                                                                                     (Sergio Cervo)

CCNI 2019, IL 2020 SI APRA CON L’AVVIO IMMEDIATO DELLE TRATTATIVE. LA UILPA INPS CHIEDE INCONTRO URGENTE ALL’AMMINISTRAZIONE PER SIGLARE VERBALE D’INTESA SU FRONT OFFICE

Lo abbiamo detto l’anno scorso e continuiamo a dirlo nel 2020: il contratto integrativo del 2019 rappresenta un momento fondamentale per affrontare con serenità tutte le sfide che riguardano la riorganizzazione complessiva dell’Ente. 

 

L’anno è appena iniziato e la UILPA INPS chiede l’avvio immediato delle trattative per fare il punto della situazione sulle diverse questioni ancora aperte sul tavolo nazionale. 

 

Rimangono ancora da sciogliere alcuni nodi tra i quali i passaggi verticali, per esempio, e anche la maggiorazione oraria prevista dall’articolo 14, comma 2 , lettera K, per le attività di front office che, al momento, viene concessa solo al personale con profilo amministrativo.

 

Chiediamo che tutti i colleghi quotidianamente impegnati nelle attività di front office possano beneficiare della maggiorazione oraria della retribuzione. 

 

A tal proposito, chiediamo all’Amministrazione una riunione immediata per procedere alla firma di un verbale d’intesa che renda subito esigibile, con decorrenza ottobre 2019, la maggiorazione riconosciuta dal CCNI 2018. 

 

La UILPA INPS chiede una risposta immediata che si traduca in un atto concreto per tutti i colleghi al di là del loro inquadramento e profilo.

VERSO IL 2020, TRA NUOVE SFIDE E CONSOLIDAMENTO DEI RISULTATI OTTENUTI. UILPA INPS AUGURA BUON ANNO A TUTTI I COLLEGHI

Il 2019 è ormai andato via e la UILPA INPS può tracciare con soddisfazione un bilancio dell’attività svolta, nell’esclusivo interesse delle colleghe e dei colleghi che, ogni giorno, profondono le migliori energie per garantire il mantenimento dell’elevata qualità dei servizi dell’Istituto, una delle gemme del welfare del nostro Paese.

Anche quest’anno, siamo stati in prima linea, senza praticare sconti a nessuno, sul versante delle progressioni verticali da A a B e da B a C: la firma della determinazione 184 del 18 dicembre del 2019 ha aperto un nuovo capitolo nella definizione dei passaggi tra le aree, e la UILPA INPS può tranquillamente affermare che si tratti di un traguardo realizzato anche con il nostro contributo in termini di volontà e perseveranza.

Lo abbiamo voluto fortemente a partire dal 10 ottobre 2017, data che ha sancito l’avvio di un preciso impegno da parte dell’Amministrazione, al quale ha fatto seguito un ulteriore esito, ovvero la rivisitazione da parte del presidente Pasquale Tridico dei contenuti della determina presidenziale n.177 /2018 adottata dal predecessore Tito Boeri.

Altra battaglia che abbiamo condotto strenuamente ha riguardato la risoluzione dell’annoso problema del mansionismo, una questione sulla quale non abbiamo mai mollato: siamo felici di condividere con i colleghi  e le colleghe gli esiti positivi di un percorso che, ad oggi, ha condotto all’individuazione di una possibile soluzione in deroga alle previsioni dell’articolo 52, comma 1 bis, del decreto legislativo 165 del 2001, che permetta per il triennio 2020 – 2022 di procedere alle progressioni verticali in Area C.

Ma ancora non ci basta e rivolgiamo la nostra attenzione a tutti i colleghi in possesso di diploma di scuola media superiore ai quali attualmente è negato l’accesso all’Area Superiore così come ai colleghi in area A in possesso della laurea. 

Nel 2019, abbiamo siglato il contratto integrativo del 2018, che ha visto l’aumento del TEP, i cui esiti sono stati visibili già nelle busta paga di novembre con i relativi arretrati a decorrere dal 1 giugno 2018, e la maggiorazione oraria del 20% per il personale impiegato nel front end.

E, in un momento storico come questo, così delicato per le progressioni verticali, continuiamo a chiedere con forza che venga messa in atto la pubblicazione dell’archivio dei quiz per dare modo ai colleghi di affrontare una prova densa di implicazioni emotive e aspettative con estrema serenità.

Tra le “conquiste” delle quali andiamo più fieri, figura la 42 bis, da noi sempre affrontata nei tavoli nazionali: la nostra determinazione ha pagato, poiché l’anno si è concluso con la firma della determinazione che, di fatto, ha dato l’avvio al ricongiungimento di tanti lavoratori e lavoratrici ai loro figli e familiari, autorizzando l’applicazione di una norma orientata al sostegno dei nuclei familiari e dei bambini in tenera età. 

Ci sono altre questioni ancora sul “tappeto”, come la produttività: abbiamo vigilato e continueremo a vigilare con la massima attenzione affinché nessun lavoratore sia penalizzato in merito all’erogazione di fondi concessi solo al raggiungimento degli obiettivi prefissati e la cui eventuale assenza non può certamente essere addebitata a scelte che non competono il personale.

IL COORDINATORE GENERALE
UILPA-INPS
(Sergio CERVO)

O GRANDE FRETTA O TEMPI BIBLICI

Nell’avvicinarci al Natale, molte persone sono prese dalla frenesia (dei regali, degli acquisti, delle cene, e così via). Così è accaduto anche all’Inps, dove in dieci giorni la commissione ha vagliato tutte le candidature e Direttore generale e Presidente hanno conferito gli incarichi, dando solo cinque giorni ai nominati per prendere servizio, a volte a centinaia di chilometri da casa.

Eppure, dando a Cesare quel che è di Cesare, per mesi si era seguito un percorso di partecipazione e condivisione aperta del progetto, sicuramente innovativa rispetto a precedenti esperienze in cui le decisioni venivano prese nelle segrete stanze.

Però verso la fine si è stati presi dalla fretta, non consentendo alle Organizzazioni sindacali, sia direttamente che tramite il Civ, di partecipare in maniera ponderata al processo di riorganizzazione. Vogliamo ricordare, a tutti, che le Organizzazioni sindacali non rappresentano solo il Personale dell’Istituto; esse rappresentano tutti i lavoratori che(insieme alle aziende) sono i principali finanziatori della previdenza italiana (o gli azionisti come amava dire un indimenticato esponente Uil che per anni ha fatto parte del Civ) e rappresentano tutti i lavoratori e pensionati che (insieme alle aziende) sono gli utenti dell’Istituto. È quindi doveroso che, in queste occasioni, le Organizzazioni sindacali siano chiamate a discutere degli assetti organizzativi ed è buona norma che si attendano le linee guida del Civ.

Definito l’assetto, le nomine sono state, come tre anni fa, piene di sorprese: tre anni fa i direttori di Personale, Organizzazione, Bilanci e Vigilanza uscirono dalla Direzione generale per assumere incarichi territoriali; questa volta i direttori di Personale, Organizzazione e sistemi informativi e Pianificazione sono stati riassegnati sul territorio. Non sarebbe preferibile che i criteri alla base di tali scelte siano previamente chiariti, magari nel regolamento sugli incarichi? Non è anche questa trasparenza?

Mentre questa partita si è chiusa in grande fretta, su altre questioni si procede al rallentatore.

Ormai è svanita la speranza di avere il CCNI 2019. E qui dobbiamo ricordare al Presidente che forse sarebbe stato meglio aderire alla proposta della Uil di stipulare in brevissimo tempo un contratto 2019 “fotocopia” del 2018, per discutere con calma il 2020.

Analogamente, si sono perse le tracce delleprogressioni verticali: chi le ha viste? è troppo chiedere chiarezza sul punto?

Non siamo soliti fare il copia e incolla di notizie di stampa, peraltro piene di “sarebbero” o “si apprende” o “si dice”. Certi metodi non ci appartengono. Le nostre battaglie le conduciamo a viso aperto ed a viso aperto diciamo che pretendiamo rispetto e partecipazione!

Caro Presidente, caro Direttore, il medesimo impegno e rapidità che avete impiegato per i dirigenti generali lo pretendiamo per tutte le altre questioni che preoccupano il Personale!

                                                                                                                             IL COORDINATORE GENERALE

                                                                                                                                                UILPA-INPS

                                                                                                                                             (Sergio CERVO)

E POI VERRANNO A DIRCI DI APRIRE GLI SPORTELLI ANCHE DI NOTTE

Mentre noi siamo sempre più indignati ed esasperati di fronte ad aggressioni agli operatori, a procedure malfunzionanti, a carichi di lavoro sempre più gravosi, chi governa il nostro Istituto, pur di blandire il potere politico di turno, non ha altro a cui pensare se non a vecchi e superate modalità di rapporti con il cittadino (aperture pomeridiane, appuntamenti, incontri personalizzati ..)!

Eppure basterebbe avere maggiore attenzione a quello che succede nei nostri territori!

Quella che vogliamo raccontare è l’esperienza vissuta in prima persona dagli operatori della Direzione Provinciale di Latina. Questa non è una favola ma la semplice realtà di chi non vuole fare spot pubblicitari ma solo risolvere i problemi venendo incontro all’utenza.

Nell’estate 2018, la responsabile dei prodotti legati alla non autosufficienza, prende atto dell’emergenza dello sportello del suo ufficio, gravoso non solo per quell’utenza appartenente ad una fascia debole, ma anche per gli stessi operatori che venivano distolti dalla produzione. E allora grazie all’aiuto dei suoi collaboratori e coinvolgendo attivamente i Patronati, si progetta con il dirigente Area Prestazioni e Servizi Individuali della sede di Latina un sistema, questo si rivoluzionario!

  • ·Si attivano per 5 mattine a settimane due linee telefoniche dedicate all’invalidità civile, con operatori che si limitano a segnalare le problematiche su una cartella condivisa;
  • ·La cartella crea, quindi, un contatto immediato con gli operatori di back office, che vengono a conoscenza in tempo reale delle problematiche esposte al telefono;
  • ·Si procede a lavorare immediatamente le pratiche dandone pronto riscontro all’utenza, o qualora non fosse possibile, si contatta subito il cittadino per eventuali chiarimenti e/o integrazioni.

Insomma, avuta l’approvazione del Direttore Regionale, il 1° aprile 2019 inizia la sperimentazione e ben presto discopre che non si tratta di un PESCE DI APRILE!

RISULTATO?

-          Tranne rarissime eccezioni, si registra un azzeramento pressochè totale dell’utenza che si reca allo sportello;

-          Aumenta la produzione, perché il collega esperto, invece di essere occupato a ricevere il cittadino allo sportello, si dedica a tempo pieno alla definizione delle pratiche,

-          Si evita lo stress al cittadino che deve fare file snervanti agli sportelli o passare attraverso contact center, spesso slegati dalla realtà produttiva delle sedi senza risolvere le problematiche.

Insomma, non solo la sperimentazione ha dato ottimi frutti in termini di produzione, ma fa lavorare più serenamente i colleghi dell’invalidità civile di Latina, che non vivono più lo stress da sportello e soprattutto soddisfa pienamente l’utenza che non è più costretta a recarsi nella Sede.

Una breve storia ma densa di significato e chissà quante ne potrebbero venire dal territorio.

Certo si dovrebbe uscite dai ”pensatoi” e fare un bagno di umiltà rivolgendosi a chi sul territorio ogni giorno vive a stretto contatto con i cittadini!

Bisognerebbe che al nostro stesso interno la smettessero di considerarci fannulloni!

Bisognerebbe creare veramente una sinergia costruttiva con i nostri stakeholder!

Diciamo allora a coloro che governano il nostro Istituto, che invece di cercare soluzioni di puro effetto mediatico, dessero maggior spazio a idee forse meno scenografiche ma di più sicuro effetto pratico!

 

 

                                                                                                                                                             IL COORDINATORE GENERALE

                                                                                                                                                                            UILPA-INPS

                                                                                                                                                                         (Sergio CERVO)

INSEDIARE SUBITO LA COMMISSIONE PER SEPARARE LA SPESA ASSISTENZIALE DA QUELLA PREVIDENZIALE

News dall’ufficio stampa UIL: Insediare subito la Commissione per separare la spesa assistenziale da quella previdenziale per evidenziare come la spesa per pensioni in Italia sia sotto la media europea.

L’affermazione del Presidente dell’Inps, che quantifica la spesa previdenziale al 12% del PIL, conferma questo dato. È quanto mai necessario insediare immediatamente, una volta approvata la Legge di Bilancio, la Commissione istituzionale per separare la spesa assistenziale da quella previdenziale.

Questa Commissione deve realizzare, in tempi ragionevoli, il lavoro che consentirà di attuare una “operazione verità” sui conti previdenziali, così da permettere al Governo di portare in Europa e all’Ocse dati rispondenti al vero.

Ciò consentirà di varare, nel confronto avviato con il Governo, un pacchetto di provvedimenti quali la flessibilità diffusa di accesso alla pensione, Quota 41, la valorizzazione del lavoro di cura e la maternità delle donne, la futura pensione dei giovani, il completamento delle salvaguardie degli esodati e la rivalutazione piena delle pensioni.

Finalmente così potranno reintrodursi principi di equità e giustizia nel sistema previdenziale italiano.

                                                                                                                                 IL COORDINAMENTO UIL PA INPS

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