QUANDO SI PERDE IL LUME DELLA RAGIONE!
Con una nota inviata tramite PEI lo scorso 3 febbraio ai direttori provinciali dell'Emilia Romagna, il direttore regionale, adducendo quale motivazione l'esigenza "di porre in atto misure capaci di prevenire i conflitti di interesse" e senza far riferimento ad un preciso dettato normativo, invita i responsabili delle sedi provinciali non solo "ad evitare l'assegnazione di funzionari legati da vincoli di coniugio, ovvero di parentela/affinità fino al secondo grado nell'ambito della medesima Agenzia/Linea di prodotto servizio/Unità organizzativa", ma anche ad evitare che i funzionari legati dai suddetti vincoli siano "assegnati alla medesima struttura territoriale".
Dopo la finanza creativa, di tremontiana memoria, ci troviamo oggi davanti ad un caso di diritto creativo visto che il tema del conflitto di interessi e del conseguente obbligo di astensione è regolato in casa INPS dal codice di comportamento, adottato con determinazione commissariale n.181 del 7 agosto 2014, che richiama quanto previsto dal D.P.R. n.62 del 16 aprile 2013 "Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell'articolo 54 del D.lgs. 30 marzo 2001,n.165".
Leggendo i due testi si evince chiaramente che il tema del conflitto di interessi attiene alla possibilità che il dipendente, il coniuge, il convivente oppure parenti ed affini entro il secondo grado, abbiano instaurato o instaurino rapporti "con soggetti che abbiano interessi in attività o decisioni inerenti all'ufficio, limitatamente alle pratiche ... affidate": è di tutta evidenza che in questi casi vige l'obbligo di astenersi dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività suscettibili di parzialità.
Tale lettura è confermata dallo stesso "Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione 2015-2017" dove non si trova in alcun modo traccia di un'interpretazione fantasiosa qual è quella prefigurata dal dott. Quattrone.
Alla luce di tali considerazioni chiediamo ai vertici dell'Istituto l'immediato ritiro della direttiva INPS.6800.03/02/2016.0024842 impartita dal Direttore regionale dell'Emilia Romagna.
FP CGIL/INPS
Oreste CIARROCCHI
CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO
UIL PA/INPS
Sergio CERVO
Cgil Cisl Uil: "TOC TOC? Amministrazione ci sei?"
Dopo la riunione lampo dello scorso 4 dicembre sul C.C.N.I. 2015, quando la Delegazione di parte pubblica si è irrigidita su una posizione inaccettabile, azzerando di fatto quanto fin qui mediato, a tutt'oggi non ci sono stati segnali da parte dell'Amministrazione di voler riprendere il filo del dialogo negoziale interrotto.
Cosa succede? State giocando oppure si pensa di rinviare tutto al nuovo anno?
Il C.C.N.I. 2015 e l'avvio delle procedure per le selezioni interne alle Aree professionali sono argomenti troppo importanti per essere oggetto di prese di posizione infantili, chiusura totale su tutti i fronti (è stato un equivoco o è questa la reale volontà dell'Istituto?), o peggio, essere sottovalutati da chi rappresenta l'Inps.
Qui si gioca con la vita di 30.000 persone (da qui a fine anno si ridurranno a meno di 29.000) e dello loro famiglie: l'Amministrazione dia una risposta seria e credibile rispetto alle richieste che abbiamo formulato al tavolo negoziale (vedi nostro comunicato del 27 novembre u.s.) e ci dica se vuole davvero investire nel futuro del nostro Ente impegnando energie e risorse sul capitale umano che rappresenta il fattore di crescita più importante in qualsiasi organizzazione aziendale o comunità di lavoro che dir si voglia.
Ci dica qual è il progetto che gli attuali vertici hanno in testa sul futuro dell'Istituto e ci si confronti con le Organizzazioni Sindacali che qualche titolo ce l'hanno per formulare proposte, suggerire idee ed evitare che la macchina vada a sbattere contro il muro dell'insuccesso (mutatis mutandis la Legge Fornero non ha insegnato nulla?).
Noi siamo qui con il nostro senso di responsabilità che ci ha sempre caratterizzato, fermi sui principi e nello stesso tempo consapevoli del fatto che giocare con la vita lavorativa altrui non è degno di un datore di lavoro.
FP CGIL/INPS
Oreste CIARROCCHI
CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO
UIL PA/INPS
Sergio CERVO
CORTO CIRCUITO :ALL’ AMMINISTRAZIONE SALTANO I FUSIBILI!
Una riunione lampo quella di questa mattina tra Delegazione di parte datoriale ed Organizzazioni Sindacali: ci siamo presentati al Tavolo negoziale per ascoltare la risposta dell'Amministrazione rispetto alla nostra proposta illustrata nel comunicato dello scorso 27 novembre e la replica è stata la seguente:
- 50% dei passaggi per il personale dell'Area A nel 2015 con riconoscimento di 45,00 € di maggiorazione TEP da riassorbire in caso di passaggio per il restante 50%;
- rinvio sine die per i passaggi all'interno delle Aree B e C da legare al nuovo modello organizzativo di là da venire (un modello a tutti ignoto!).
È evidente che la posizione dell'Ente rappresenta una netta chiusura da parte di chi, vertice politico e gestionale, cerca di riversare sul personale dell'Istituto frustrazioni per l'incapacità dimostrata nelle sedi parlamentari e governative di far valere in termini di risorse e di attenzione politico-legislativa la specificità dell'Inps.
Qualsiasi datore di lavoro degno di questo nome considererebbe la crescita del proprio personale non un costo ma una risorsa sulla quale investire per il futuro.
Altro che discontinuità nelle relazioni industriali!
Se i vertici ponessero maggiore attenzione allo stato di disagio del personale su tutto il territorio nazionale, un personale i cui carichi di lavoro aumentano in modo esponenziale con un'Amministrazione dal volto arcigno, pronta a colpire con sanzioni disciplinari al primo errore o disattenzione, e non fosse distratto dall'organizzazione di convention o seminari fatti ad uso e consumo della promozione dell'immagine del "principe", ne guadagnerebbero in dignità e stima anche da parte della cosiddetta opinione pubblica di cui si temono i severi giudizi.
Giudizi talmente severi che si continuano ad elargire incarichi esterni per l'esercizio di funzioni rispetto alle quali abbiamo le professionalità interne ed in 18 mesi (Accordo di programma 2014/2016 sottoscritto il 29 maggio 2014), a differenza di altre realtà del pubblico impiego, non si è stati in grado di portare al Tavolo nazionale uno straccio di piano di risparmi che prevedesse reinternalizzazioni di attività ed efficientamenti tali da generare risorse da destinare in parte al salario accessorio del personale.
Se queste sono le premesse chiameremo alla mobilitazione il personale dell'Inps.
FP CGIL/INPS
Oreste CIARROCCHI
CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO
UIL PA/INPS
Sergio CERVO
IL RICATTO E LA CONTROPROPOSTA!
Riunione interlocutoria quella che si è svolta oggi sull'ipotesi CCNI 2015.
I lavori del Tavolo nazionale si sono aperti con l'intervento del Direttore Generale che, con un atteggiamento vagamente minaccioso e "ricattatorio" nei confronti delle Organizzazioni Sindacali, ha esordito parlando di un Istituto sotto osservazione a livello parlamentare (vedi link audizione che dimostra la pretestuosità delle argomentazioni addotte) e di un calo reputazionale presso l'opinione pubblica con una percezione in negativo della qualità dei servizi erogati.
Per condire il tutto il dott. Cioffi ha concluso il suo intervento affermando che la mancata sottoscrizione dell'ipotesi di CCNI 2015 sarebbe letta in negativo all'esterno ed avrebbe conseguenze deleterie per il futuro dell'Ente.
Di fronte a queste dichiarazioni abbiamo replicato che i vertici dell'Istituto, se hanno a cuore il futuro dell'Inps, devono investire sul capitale umano non solo attraverso le selezioni interne, ma anche incrementando il personale che negli ultimi tre anni è diminuito di oltre 3.000 unità: non basta andare davanti alle Commissioni parlamentari e lamentare la scarsezza di risorse, serve agire ed essere conseguenziali con i comportamenti chiedendo deroghe normative nella direzione di un miglioramento del benessere organizzativo dei colleghi.
Sul tema della rivisitazione del modello di servizio e del modello professionale, citata nei documenti, ma mai esplicitata formalmente in un disegno organico rispetto al quale sviluppare un confronto più volte richiesto con le Organizzazioni Sindacali, il Direttore generale ha testualmente dichiarato che "... non ci sono le condizioni per poter rappresentare in modo compiuto la visione strategica dell'Istituto ed il conseguente modello organizzativo".
Tradotto significa che si brancola nel buio!
Terminata la fase introduttiva è stato affrontato il tema delle selezioni interne senza entrare nel merito dell'ipotesi di CCNI 2015: abbiamo ascoltato e letto nei documenti consegnati la proposta dell'Amministrazione di fare un 50% di passaggi per l'area A nel 2015 ed il restante 50% nel 2016, organizzando per l'Artea B e C solo un 40% di passaggi nel 2016.
Rispetto all'ipotesi di parte datoriale abbiamo chiesto di incrementare l'aliquota dei passaggi per le Aree B e C, prevedendo nel contempo, per il personale che non conseguirà il passaggio in prima battuta, una maggiorazione del TEP, una sorta di zoccolo pari all'incremento tabellare, soggetta ad integrale riassorbimento nel caso di passaggio alla posizione economica superiore.
Di fronte alla proposta che CGIL CISL e UIL hanno fatto all'Amministrazione, quest'ultima si è riservata di dare una risposta ufficiale al prossimo incontro del 4 dicembre.
AUDIZIONE PARLAMENTARE PRESIDENTE BOERI
Nella giornata di ieri il prof. Boeri è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria http://webtv.camera.it/evento/8668.
Nel corso dell'audizione il Presidente dell'Inps paventa il rischio operativo connesso al dimezzamento degli investimenti nel settore informatico per effetto dei blocchi imposti dal DDL di Stabilità 2016.
Sul punto CGIL CISL e UIL chiedono da anni all'Istituto che si avvii un serio processo di reinternalizzazione delle attività legate al settore informatico investendo sulle professionalità presenti in INPS.
Osservatorio sulla produttività - dati al 3° trimestre.
In data 5 novembre c.a è stato convocato l'Osservatorio nazionale sulla produttività nel corso del quale sono stati consegnati alle OO.SS. i prospetti riguardanti i valori sulla produttività efficace e l'incentivo speciale delle Sedi e delle Direzioni regionali.
Le Direzioni regionali che risultano in sofferenza sulla produttività efficace sono, Sardegna, e Calabria a 95, Campania e Molise a 90, il dato più allarmante è quello della Campania con 5 sedi a 90 sulla produttività efficace e come dato regionale sull'incentivo speciale quota 80.
La regione Sicilia registra un dato positivo (100) pur avendo le 5 sedi a quota 95.
Le altre regioni si attestano su 100 ed alcune su 110. All'interno delle varie regioni vi è sempre qualche sede in difficoltà e questo dovrebbe essere oggetto di verifica regionale in tempi diversi non certo a novembre quando la possibilità di trovare soluzioni risulta difficile.
Le riflessioni e le richieste avanzate dalle OO.SS. sono state essenzialmente tre:
· mettere a disposizione da parte della Pianificazione, in maniera tempestiva, i dati della produttività per poter permettere le adeguate verifiche e correttivi in tempo utile alle sedi non allineate con gli obiettivi;
· verificare il catalogo dei prodotti che vengono misurati in quanto risultano vari adempimenti che non vengono considerati.Inoltre il valore di alcuni prodotti dell'ex gestione indpad pur essendo cambiati non sembrano essere adatti al tipo di lavorazione che viene svolta.
· dare definitivamente avvio a un nuovo sistema di misurazione della produttività così come previsto negli accordi sottoscritti.
Altra difficoltà emersa è che non dappertutto, a distanza di tre anni, l'integrazione è avvenuta e non si tratta solo di integrazione logistica, ma anche della possibilità da parte del personale di intercambiarsi tra le diverse gestioni.
Inoltre è stata ribadita che la sussidiarietà tra le Sedi non ha ottenuto lo scopo per cui era stata pensata; mentre in ambito regionale qualche risultato è stato ottenuto quella che ha fallito è stata la sussidiarietà interregionale pur avendo alcune regioni la possibilità di trasferire pratiche lavorabili.
Ma la madre di tutti i problemi è sempre la stessa: aver escluso le OO.SS., e quindi i lavoratori, da qualsiasi confronto sui modelli organizzativi e sugli impatti di questi ultimi sul raggiungimento degli obiettivi.
Questa situazione sta determinando, sempre più, una serie infinita di difficoltà nel raggiungere gli obiettivi.
I lavoratori non possono continuare a pagare per colpe non loro.
FP CGIL/INPS
Oreste CIARROCCHI
CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO
UIL PA/INPS
Sergio CERVO
OGNI ANNO IL DUE NOVEMBRE
Così ha inizio una famosissima poesia del grande Principe De Curtis in arte Totò.
Ogni anno anche noi siamo chiamati ad una “triste ricorrenza”: l’Amministrazione ci chiama al tavolo “tecnico” e ci propina i SUOI dati suoi risultati realizzati dalle sedi nel terzo trimestre. LE PAGELLE SU CUI SI BASA IL PAGAMENTO DEI COMPENSI INCENTIVANTI.
Ogni anno scopriamo che l’INPS ha perfomances differenti nei diversi contesti in cui opera.
Che vengono favorite, dal sistema come è oggi impostato, le sedi con sovrabbondanza di risorse e con scarsità di pervenuto (bassissimi standard produttivi, ma altissima qualità) a scapito delle sedi con scarse risorse e pervenuto ( più giacenza) elevati.
Cosi si stabilisce il principio che chi sta bene starà sempre meglio e chi sta male deve essere sempre più affossato.
Ogni anno rappresentiamo quali motivi, secondo noi, sono alla base di tale differenziazione (tra cui 1- incoerenza del cruscotto direzionale, infatti non si può chiedere maggiore qualità con minori risorse disponibili; 2 – impossibilità di rispettare parametri, quali l’85.5% del personale ABC in produzione, nelle sedi con fortissime esigenze di personale di supporto delle attività professionali) e puntualmente riceviamo la risposta: “un giorno cambierà…………” il Sistema di valutazione dello sforzo profuso da tutti lavoratori dell’Istituto. Sarà più equo e terrà conto dell’incidenza differenziata sulle strutture:
• della perdita di altissime professionalità dovuta ai pensionamenti:
• del mancato turn over:
• del decentramento di attività sul territorio senza trasferimento di risorse;
• dell’acquisizione di nuove incombenze “a costo zero” ( IPOST, ENPALS, IPSEMA, ecc.);
• del volume di contenzioso (concentrato, per motivi noti a tutti, in alcune realtà del paese);
• del necessario supporto alle indagini della magistratura per debellare le truffe (falsi ciechi, falsi invalidi, falsi rapporti di lavoro, ecc.);
• delle richieste di invalidità civile da gestire;
• dell’inadeguatezza dei sistemi di rilevazione delle produzioni della gestione pubblica;
• dell’inadeguatezza del sistema informatico che non accompagna il processo di cambiamento nelle realtà che per ultime sono arrivate a sperimentare il nuovo modello organizzativo;
• del livello di integrazione realizzato e del differente periodo utilizzato dalle sedi per l’attuazione della sperimentazione;
• del disagio derivante dagli adeguamenti della logistica;
• dei costi addebitati alle strutture ma fuori del controllo delle stesse;
Ma intanto?
C’è la gogna per i dipendenti (tutti incondizionatamente) delle sedi individuate come “deficienti”.
Si penalizzano gli sforzi dei lavoratori delle sedi più stressate addebitando loro responsabilità del “sistema”.
Si propone la “SUSSIDIARIETA’” come panacea di ogni male.
Pu sapendo:
Che parte della produzione non viene rilevata (in particolare, per l’ex IPSEMA, l’attività effettuata dai CML sui certificati medici);
che, quotidianamente, decine di funzionari vengono addetti necessariamente ad attività estranee a quelle rilevate (indagini della magistratura, informazioni agli utenti, traslochi, definizione logistica, ecc.);
che lo stress genera disaffezione e scoramento;
che si allarga la distanza tra i “fortunati” e gli “sfortunati”;
Noi non ci stiamo ad avvalorare questi meccanismi ancora una volta!!
Vogliamo che vengano tenute in debito conto le “ESIMENTI” presentate dalle strutture in difficoltà e che sulle stesse si apra un tavolo di confronto per evitare valutazioni unilaterali e favoritismi.
IL COORDINATORE GENERALE
UILPA-INPS
(Servio CERVO)
SINGOLARI COINCIDENZE, ALLARMANTI SOSPETTI
Da alcuni giorni la Procura di Nocera ha reso noto che sta indagando in merito a reati che sarebbero stati commessi da funzionari del nostro Istituto.
Occorre sottolineare, al contrario di quanto fa certa stampa, che si tratta di presunti illeciti e che essi avrebbero – il condizionale è d’obbligo – coinvolto solamente alcuni ispettori di vigilanza dell’INPS. Quella stessa stampa diffonde, invece, in merito ad essi, cifre prive di fondamento, riguardo sia al numero dei funzionari indagati che all’entità finanziaria del reato ipotizzato.
SI TRATTA SOLAMENTE DI SINGOLARI COINCIDENZE?
Secondo la Procura di Nocera esisterebbe un sistema illegittimo di valutazione degli obiettivi di produzione assegnati agli ispettori di vigilanza, basato su un conteggio gonfiato delle assunzioni fittizie accertate dagli stessi.
Fa bene la Procura ad indagare.
Se i reati contestati saranno accertati, i responsabili dovranno essere perseguiti e puniti. Ma da qui a criminalizzare un’intera categoria di lavoratori e l’intero Istituto ce ne passa!
Soprattutto quanto è stata proprio l’attività ispettiva dell’INPS a dare il via alle indagini sui falsi rapporti di lavoro. E, nel silenzio dell’Amministrazione, ancora una volta tocca alle Organizzazioni Sindacali difendere il valore dell’azione dell’Istituto e tutelarne l’immagine.
Insomma, il sospetto è che si voglia approfittare di un eventuale episodio circoscritto per danneggiare la credibilità dell’INPS e per sferrare un attacco al salario dei suoi lavoratori.
DALLA PADELLA ALLA BRACE!!!
Pensavamo che dopo aver toccato il fondo con il regime Mastrapasqua, fortunatamente interrotto e sepolto definitivamente in questi giorni dalla Magistratura, non avremmo più dovuto assistere ad atteggiamenti alla conducator da parte dei massimi vertici dell’Istituto.
E invece no, a volte ritornano …. Purtroppo.
Questa appare la china inquietante che sta prendendo questa Amministrazione. Abbiamo dato tempo ed abbiamo aspettato a dare questo giudizio, ma quello che è accaduto pochi giorni fa, con la presentazione del cosiddetto assessment sulla dirigenza di prima fascia dell’Istituto, ha colmato la misura ed adesso rischia di tracimare.
La farsa si è sviluppata in due atti, andati in scena durante la medesima giornata del 20 ottobre:
• la mattina, con la presentazione del Bilancio sociale dell’Istituto quando, sorprendentemente, anziché incalzare il Ministro sulle falle del nostro welfare, così come documentate dal Presidente del C.I.V. dott. Iocca, si è preferito ignorare tutto ciò e approfittare della presenza del Ministro Poletti per farlo cadere in un agguato vero e proprio presentandogli un Cahier de doleance di Stati generali mai convocati e per dichiarare che ….l’Istituto ha bisogno di competenze che non ha … che ha bisogno di flessibilità gestionale ed organizzativa … e di poter disporre di strumenti quali la mobilità del personale e di maggiori risorse economiche;
• il pomeriggio, con la sessione descrittiva dei risultati dell’assessment durante la quale, fra il mutismo attonito della platea degli astanti, è stato resto il benservito all’attuale tecnostruttura di vertice. E’ stata rappresentata una dirigenza inadeguata rispetto agli standard medi, non solo dei manager privati, ma persino di quelli delle aziende municipalizzate! Si, proprio quelle aziende che sono in molti casi al centro dell’attenzione della Magistratura per comportamenti non proprio da assumere ad esempio.
Adesso quali altri atti di questa tragicomica commedia andranno in scena?
Suggeriamo prudenza ai conducator dell’Istituto e di mettere da parte strumentali analisi delle competenze della dirigenza apicale condotte da poco trasparentemente selezionate società che non garantiscono neutralità, né per metodo seguito, né per recenti trascorsi di portafoglio clienti.
Non è sfuggito a nessuno, non a noi, che i numeri emersi dall’assessment combacino perfettamente con le intenzioni di riduzione della dirigenza, trapelate qua e là nei mesi passati: 5 Aree di Coordinamento Centrale, 27 Direzioni Centrali e i restanti Dirigenti Generali da avviare alla rottamazione.
Un caso? Pensiamo proprio di no!
Quel che sospettavamo si sta concretizzando, ma invitiamo l’Amministrazione a ritornare su un sentiero di trasparenza e correttezza. Siamo per il riconoscimento del merito e per la selettività nell’attribuzione degli incarichi dirigenziali. Ma il tutto deve avvenire nel rispetto delle regole e della trasparenza delle scelte. Con sistemi e percorsi che non lascino spazi a leciti sospetti di strumentalità. Non vorremmo che accadesse, così come ha dovuto riconoscere spinta da una sentenza di condanna, l’Agenzia delle Entrate in questi giorni, dopo aver tentato un percorso analogo.
Invitiamo inoltre l’Amministrazione a non farsi chiudere in un cerchio magico! E a dialogare con tutta la dirigenza. Quello stesso cerchio magico, composto dalle stesse persone, che ha sostenuto la conduzione di uno dei periodi che saranno ricordati come i più oscuri della storia di questo Istituto.
IL COORDINATORE GENERALE UILPA-INPS
(Sergio CERVO)
Incontro con l'Amministrazione
Nel corso della giornata del 13 ottobre si è svolta la riunione del Tavolo nazionale con all’ordine del giorno la proposta di sottoscrizione definitiva del CCNI 2014 delle aree professionali e la prosecuzione del confronto sulla bozza di CCNI 2015 delle stesse aree.
In ordine al primo punto, coerentemente con la firma da parte di CGIL CISL e UIL dell’ipotesi di CCNI 2014 avvenuta lo scorso 23 dicembre, abbiamo sottoscritto in via definitiva il contratto integrativo 2014 certificato dai Ministeri vigilanti con una nuova quantificazione del Fondo per il salario accessorio che passa da 417.558.991,40 € dell’ipotesi a 413.591.649,43 € per effetto del ricalcolo della consistenza media del personale in forza nel corso del 2014 (la riduzione in cifra assoluta non si riverbera salario accessorio medio pro-capite del 2014 che passa da 9.137,77 € del 2013 a 9.201,05 € del 2014).
L’accordo consentirà, con la retribuzione del mese di novembre p.v., l’erogazione del TEP (trattamento economico di professionalità) secondo i nuovi valori che prevedono un importo mensile di 390,00 € per i C5/C4, 370,00 € per i C3 e 365,00 € per le restanti posizioni economiche da C2 a A1: la corresponsione degli arretrati a titolo di TEP avverrà con decorrenza 1/12/2014.
Per i saldi incentivanti in conto 2014, incentivo ordinario ed incentivo speciale, l’erogazione avverrà, al netto delle anticipazioni mensili e degli acconti, per ragioni di carattere tecnico legate all’applicazione della clausola di salvaguardia, con la retribuzione del mese di dicembre p.v. o al massimo entro gennaio 2016.
La sottoscrizione definitiva da parte di CGIL CISL e UIL del CCNI 2014 consentirà inoltre:
• di rendere esigibile anche per il personale del profilo informatico e tecnico della gestione ex-Inpdap il relativo compenso già riconosciuto agli altri colleghi dello stesso profilo presenti in Istituto;
• di corrispondere al personale inquadrato in Area B, proveniente degli Enti intergrati e assunto/inquadrato nel profilo specialistico informatico, l’indennità mensile di 85,00 € riconosciuta dallo stesso CCNI 2014 anche al personale di Area B che svolge funzioni di supporto ai Gruppi di Assistenza Informatica;
• di erogare l’indennità di 85,00 € mensili al personale di Area B dell’ex-Inpdap inquadrato nel profilo specialistico socio-assistenziale con funzioni svolte nell’ambito delle strutture sociali.
La discussione è proseguita sulla bozza di CCNI 2015 rispetto alla quale abbiamo proposto:
• l’incremento di €. 100,00 dei valori del TEP in sostituzione dell’attuale anticipazione mensile dell’incentivo speciale pari a 90,00 €;
• la maggiorazione degli incentivi per le strutture territoriali nella misura del 15% senza alcuna distinzione funzionale all’interno delle sedi;
• il riconoscimento, in presenza del pieno raggiungimento degli obiettivi assegnati, di un compenso annuo aggiuntivo per il personale in forza alle quattro funzioni specifiche istituite con la determinazione n.15/2015.
Il confronto sulla bozza di CCNI 2015 proseguirà giorno 27 ottobre con una nuova sessione negoziale.
VIGILANZA
Nel corso della riunione, con l’impegno reciproco ad affrontare l’argomento in modo specifico in un successivo incontro fissato per il prossimo lunedì 19 ottobre, si è discusso del tema della vigilanza: come avevamo anticipato con il nostro comunicato del 28 settembre u.s. si concretizza l’idea di strutturare sul piano contrattuale, già nella bozza di CCNI 2015, la figura del tutor per la verifica amministrativa che rappresenterà anche il naturale approdo degli ispettori che chiedono il passaggio al profilo amministrativo. Sempre in tema di vigilanza l’Amministrazione ha chiarito che gli ispettori inseriti nel ruolo ad esaurimento saranno da considerarsi a tutti gli effetti dipendenti dell’Istituto con il mantenimento dell’attuale regime normativo ed economico (ad esempio partecipazione alle selezioni interne per gli sviluppi professionali, richieste cambio di profilo, partecipazione alle selezioni per le posizioni organizzative.
SVILUPPI PROFESSIONALI
Il confronto sul CCNI 2015 dovrà inoltre contemplare le risorse da destinare al finanziamento dei passaggi all’interno delle Aree.
Abbiamo inoltre chiesto la stabilizzazione dei comandati ed il contestuale utilizzo delle quote derivanti dai processi di mobilità tra Enti al fine di attivare i passaggi tra le Aree per i colleghi in Area A e B.
Pagina 49 di 63
