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Comunicato unitario del 24/06/2013

UNITI CONTRO QUALSIASI IPOTESI DI TAGLIO ALLE RETRIBUZIONI DEI LAVORATORI

CGIL CISL UIL e CISAL abbandonano il tavolo

Nel corso dell’odierno incontro, prima ancora che la discussione prendesse il via, CGIL CISL UIL e CISAL hanno abbandonato il tavolo.
Una scelta difficile, ma che il permanere delle incertezze sulle risorse 2013 ha reso necessaria.
Nonostante la formale disponibilità dell’Amministrazione ad aprire, come richiesto dalle scriventi Organizzazioni Sindacali, un Tavolo di confronto sui risparmi imposti all’Istituto dalla Legge di Stabilità 2013, ad oggi nessuna convocazione è ancora pervenuta.
Pertanto, prima di convocare qualsiasi altro incontro sui pur importanti temi in discussione, l’Amministrazione apra immediatamente la Conferenza sul bilancio e riveda alcune scelte unilaterali su argomenti, come le posizioni organizzative, ancora oggetto di confronto.

L’AMMINISTRAZIONE FACCIA LA SUA PARTE!


Roma, 24 giugno 2013
F.P.CGIL/INPS
(Ciarrocchi)
CISL-FP/INPS
(Nardella)
UILPA/INPS
(Cervo)
FIALP-CISAL/INPS
(Velardi)

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ON. ENRICO LETTA

Egregio Signor Presidente,

             nel momento in cui i consumi crollano, le imposte non diminuiscono, la recessione morde ogni tentativo di rilancio dell’economia, i giuristi discettano se  modificare l’art. 1 della nostra Costituzione in “L’Italia è una Repubblica fondata… sulla disoccupazione”, ci permettiamo di suggerire al Presidente Letta e ai Ministri Saccomanni e Giovannini, alcune misure assolutamente positive per recuperare importanti risorse da destinare all’occupazione giovanile.

            Quando, con scelta per noi scarsamente meditata, furono unificati INPS, INPDAP ed ENPALS, si motivò la decisione con l’esigenza di pervenire a significative economie di scala attraverso importanti risparmi sulle spese di gestione, su quelle di organizzazione e intervenendo su tutta un’altra serie di voci che dall’unificazione si sarebbero potute  contrarre.

            Il precedente Governo, però, una volta assunta la decisione, nulla ha fatto affinché tali economie si realizzassero effettivamente, anzi…

            Prima ragione di scandalo fu che, in aperto contrasto con una precedente legge chiamata “Decreto tagliaspese” meno anglofila e più comprensibile della spending review di montiana memoria, si è aggirata la norma che imponeva, anche per l’INPS,  al pari di tutte le altre organizzazioni italiane, che il numero dei componenti dei Collegi dei Sindaci, fosse fissato nel numero massimo di 3.

            Il 3 è rimasto … o come il gioco delle famose 3 carte o come moltiplicatore!

            Infatti, il Collegio dei Sindaci dell’INPS è composto di ben 9 unità tutte di provenienza ministeriale e tutte con il più alto grado ovvero quello di dirigente generale.

            Ciò comporta che tale Organo di controllo costa ai lavoratori, ai pensionati e alle imprese ovvero a tutti noi, la bella cifra di quasi 2.500.000 euro l’anno invece di “soli” 750.000. Inoltre, va sommato il costo, quantificabile in qualche altro centinaio di migliaia di euro, delle macchine con relativi autisti che li scorrazzano in lungo e in largo (sarà solo per motivi istituzionali?); i corsi di lingua singoli per il presidente del Collegio (a che titolo?); fino ad arrivare ad attaccarsi al buono pasto di ben 7 euro. Quei buoni pasto che tutti possono acquisire dimostrando di aver svolto il normale orario, mentre Lor Signori no. Lo prendono e basta, senza nulla dover dimostrare!!

Ma quello che è ulteriormente e perfidamente nascosto fra le pieghe è che le 6 persone che hanno occupato le 6 posizioni aggiuntive hanno lasciati liberi altrettanti posti di dirigente generale nei vari ministeri. Posti immediatamente occupati con nomine di diretta competenza del Consiglio dei Ministri … con ulteriore aggravio di circa 2 milioni di euro l’anno.

            Erano queste le economie che il Senatore Monti e il Ministro Grilli e la Ministra Fornero avevano ipotizzato?

            Avremmo preferito farne volentieri a meno!

            Ma non basta.

            Ancora non basta.

            Infatti, le famose previsioni di economia di scala sono rimaste nel mondo delle pie intenzioni; un esempio per tutti: le sedi dell’Ente occupate dietro il pagamento di cospicui affitti mensili.

            Il bel palazzo dell’INPS di Viale Beethoven a Roma costa, sempre ai lavoratori, ai pensionati e alle imprese, la bella cifra  di 10 milioni di euro  l’anno di affitto! Cifra che sarebbe possibile risparmiare totalmente solo spostando gli uffici presso la semivuota sede di Via Ballarin, a pochi minuti di distanza, di proprietà dell’INPS stesso.

            E che dire delle Sedi di Napoli? Stessa scena. Stesso film, stesso spreco. Due sedi vicine, una in affitto alla bella cifra di 800 mila euro l’anno, una di proprietà semi vuota.

            E questi sono soltanto alcuni casi…

            Ma quello che fa più rabbia è che, a distanza di un anno e mezzo dal provvedimento di unificazione dei tre grandi enti sopra citati, ancora manca un progetto finalizzato alla riorganizzazione logistica delle sedi sul territorio nazionale, ovvero unificazione delle stesse con conseguenti, importanti risparmi sugli affitti da cui, sempre a distanza di oltre un anno e mezzo, neanche sono state date le disdette né programmate le procedure operative per la fusione, per cui bene che vada continueremo a pagare, non si sa per quanto tempo ancora, decine e decine di milioni di euro l’anno.

            In questo contesto, per fare quadrare i conti con i tagli ai servizi ai lavoratori, alle imprese e ai pensionati cinicamente ed odiosamente imposti dalla spending review, cosa propongono gli esimi Sindaci dell’INPS?

            Un taglio alle loro faraoniche prebende? Macchè!

            Un adeguamento immediato alle previsione di legge del loro spropositato numero?  Ma va là!!

            L’abbandono dell’uso, nel rispetto alle direttive della Presidenza del Consiglio, dell’abuso delle auto blu?  Ma per piacere!!

            L’immediato avvio delle procedure per non far pagare più all’INPS affitti inutili e abnormi? Ma ci facciano il piacere, ci facciano!!

            Con cattiveria pari solo al cinismo delle vestali degli intangibili privilegi delle peggiori caste, propongono sì di tagliare ma di tagliare di 96 milioni di euro il salario del personale dell’INPS assolutamente fermo, al pari di quello di tutti gli altri dipendenti pubblici, da ben quattro anni e che, secondo qualcuno, dovrà restarlo ancora per altri quattro!

             Nel frattempo gli esodati continuano ad essere privi di tutele, i giovani continuano ad essere disoccupati, ai lavoratori pubblici si proroga ulteriormente il blocco dei contratti, il livello della qualità della vita dei cittadini precipita ogni giorno di più e le previsioni degli esperti ci comunicano che, forse, e diciamo forse, il potere di acquisto degli italiani tornerà ai livelli del 2010 solo nel 2036.

            Presidente Letta, prima di quella data , sarà possibile risparmiare i milioni di euro l’anno usati per pagare il triplo di quanto dovuto per mantenere il Collegio dei Sindaci dell’INPS e, sempre per quella data, sarà possibile risparmiare i milioni e milioni di euro l’anno per pagare i 6 dirigenti generali “in forza” ai ministeri occupando posizioni che potrebbero essere altrimenti risparmiati?

            E, sempre prima del 2036, sarà possibile risparmiare le decine di milioni di euro oggi buttati al vento per pagare affitti inutili per sedi che potrebbero essere tranquillamente e funzionalmente unificate consentendo, fra l’altro, ai cittadini di non fare il giro delle sette chiese da un ufficio all’altro?

            Giustamente, tanto si criticò nel recente passato, l’apertura delle ridicole sedi dei ministeri a Monza sino a pervenire alla loro dovuta chiusura.

           Ma di Monza…, Signor Presidente,  è piena l’Italia.

           Avremmo piacere di una risposta ma soprattutto di fatti!!!

           Cordialità.

                                                                                         Sergio Cervo                                            

                                                                              Coordinatore UILPA INPS

Inaccettabili i tagli alle retribuzioni ed ai servizi

Così abbiamo commentato la notizia, fornitaci ieri dal Direttore Generale, secondo la quale un rilievo del Collegio dei Sindaci starebbe mettendo seriamente in discussione il buon esito del piano di risparmi inserito dall'Amministrazione all'interno della 1^ nota di variazione al bilancio; piano alla cui attuazione, secondo quanto previsto dalla legge di stabilità 2013, è subordinata la salvaguardia delle risorse di cui all'art. 18 della legge 88/89.

Ove il verbale dell'Organo di controllo interno fosse validato dalle competenti funzioni ministeriali infatti, mancherebbero all'appello oltre 90 milioni di euro, da reperire, secondo quanto previsto dalla norma, tra quelle destinabili al finanziamento dei “progetti speciali”.

CGIL CISL UIL e CISAL

non permetteranno che ciò avvenga. 

Non permetteranno che i lavoratori e le lavoratrici del nuovo Inps vengano considerati alla stregua di garanti di un debito non loro. Né che si metta mano ad interventi di riduzione del livello dei servizi e delle prestazioni che l'Inps è chiamato ad erogare.

Va da sé che, ove si dovessero confermare i tagli previsti dall’amministrazione, insufficienti per rispondere alle “pretese” della spending review che, guarda caso, ha penalizzato soprattutto l’Inps,

si dovrà intervenire esclusivamente sulle consulenze.

Consulenze il cui onere ormai da troppo tempo appare assolutamente abnorme rispetto alle reali esigenze dell’Ente.

 Tutto ciò, mentre l’Istituto è impegnato in un processo di riorganizzazione dal basso in assenza di un serio piano di sviluppo.

Vi terremo costantemente aggiornati sugli ulteriori sviluppi della vicenda.

Comunicato del 6 giugno 2013

Di seguito si riassumono i diversi argomenti trattati con l’Amministrazione  nel corso della riunione del 4 giugno u.s.

CRITERI DI ATTRIBUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE

Su tale argomento la Delegazione trattante ha riproposto, nella sua interezza, il precedente verbale d’intesa che, come già precedentemente espresso da questa UILPA INPS, anche se contiene degli elementi certamente innovativi e orientati verso il fine comune della trasparenza e della professionalità racchiude, ancora, diversi elementi di caduta, in particolare  quelli relativi ai criteri di valutazione esposti nell’all. 1 del citato verbale. Alla luce di queste ed altre considerazioni, esposte anche dalle altre sigle sindacali, l’Amministrazione si è impegnata a non chiudere il confronto ma di proseguirlo nelle prossime settimane.

MOBILITA’ INTERREGIONALE ISPETTORI DI VIGILANZA – MOBILITA INTERREGIONALE ED INTRAREGIONALI VERSO AGENZIE TERRITORIALI

La Delegazione trattante dando seguito a quanto previsto nell’accordo di programma per l’anno 2013 e sottoscritto da questa UILPA INPS, ha portato al tavolo negoziale la proposta relativa alla mobilita interregionale per gli ispettori di vigilanza e quella di mobilità interregionale/intraregionale per le Agenzie territoriali.

Per entrambe le mobilità è innanzitutto doveroso evidenziare, come fatto estremamente positivo, il superamento della restrizione normativa quinquennale prevista nelle ultime assunzioni, questo consentirà la partecipazione , per i suddetti bandi, anche ai lavoratori assunti negli ultimi concorsi.

Premesso ciò, la proposta avanzata dall’Amministrazione si sostanzia su due diverse direttrici:

  • la prima, relativa alla mobilità interregionale per gli ispettori di vigilanza, dove il bando sarà su base regionale e non di Sede,
  • la seconda , inerente il personale amministrativo, il bando sarà invece esclusivamente correlato alle singole agenzia territoriale.

L’Amministrazione ha altresì anticipato che per le regioni oggetto di mobilità in uscita, relativamente al personale con profilo di ispettore di vigilanza, provvederà, successivamente, a bandire una apposita selezione interna per la copertura nei posti che si renderanno vacanti.

Per quanto riguarda la mobilità intraregionale  questa dovrebbe essere attivata precedentemente a quella interregionale.

 ACCONTO INCENTIVO ORDINARIO I TRIMESTRE 2013

L’amministrazione ha finalmente chiarito che l’arcano acconto , erogato nel mese di maggio, in cui tutti i  lavoratori dell’ENTE si sono ritrovati degli importi inferiori rispetto a quanto atteso, risiede nel minore utilizzo ( pari al 20% del totale incentivo ordinario)  , perché , di fatto, manca la costituzione del fondo. Si è altresì chiarito che , per quanto riguarda i colleghi ex INPDAP, la trattenuta effettuata sull’indennità ex art 23, è stato un mero errore d’interpretazione e pertanto, gli importi erroneamente trattenuti saranno  restituiti con il cedolino paga di giugno.

CCNI 2012  PER IL PERSONALE DIRIGENTE , PER IL PERSONALE DELL’AREA MEDICA  E DELL’AREA DEI PROFESSIONISTI

Nella stessa giornata si è altresì sottoscritto l’ipotesi di contratto collettivo nazionale integrativo 2012, per il personale Dirigente e per il personale dell’area medica , che di seguito si allegano.

Mentre, per quanto concerne il contratto dell’area professionisti, considerate alcune perplessità sollevate da parte di questa UILPA INPS, sulla ripartizione del fondo tra i diversi professionisti, si è convenuto di aggiornare a lunedì p.v. la trattativa.

A margine della riunione questo Coordinamento ha sollecitato l’Amministrazione a convocare, nel breve, la prevista commissione paritetica  relativa ai funzionari del contenzioso dell’invalidità civile.

GRANDISSIMA PARTECIPAZIONE ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA

ALL'INTERNO LE FOTO

L'Assemblea Nazionale convocata a Roma il 28 maggio da CGIL CISL UIL CISAL, sugli sviluppi economici interni alle aree e sui passaggi dall’area A all’area B e dall’area B all’area C, ha visto la più grande partecipazione degli ultimi anni.

Quello che è emerso è che i percorsi di carriera non interessano i lavoratori solo per i miglioramenti economici ma soprattutto per la dignità legata ad una professionalità che i continui attacchi esterni e la conseguente politica dei tagli non hanno consentito di valorizzare pienamente.

I lavoratori e le lavoratrici in assemblea non si sono limitati a rivendicare un, pur giusto, diritto, ma hanno anche condiviso con tutti gli altri presenti la loro esperienza di lavoro e rappresentato i problemi delle loro sedi all'avvio del percorso sperimentale di attuazione del nuovo modello organizzativo integrato, che, in assenza di un piano di sviluppo dell’Ente, sta interessando, dal basso, diverse Sedi Provinciali dell’Istituto.

I Lavoratori hanno, altresì, evidenziato l’esigenza che il conseguente processo di integrazione dei sistemi produttivi, del tessuto professionale e dei trattamenti economici accessori, venga gestito con la massima attenzione e trasparenza.

Gli interventi sono stati tanti e tutti, pur consapevoli delle rilevanti difficoltà di contesto, hanno invitato le OO.SS. ad agire unitariamente al fine di:

 -       Introdurre, all’interno del sistema che attualmente regolamenta i passaggi dall’area A all’area B e dall’area B all’area C, i necessari elementi di flessibilità e di attenzione alle competenze espresse dai lavoratori;

-       pretendere che il piano di sviluppo dell’Ente preveda percorsi volti a garantire la crescita professionale e la dignità lavorativa di tutti i lavoratori dell’Istituto;

-       chiedere da subito, già dal prossimo incontro, all’Amministrazione l’avvio di un confronto volto a definire i bandi relativi agli sviluppi economici interni alle aree, secondo quanto previsto dall’Accordo di programma 2010/2012 firmato dall'Amministrazione e da tutte le OO.SS.

Le scriventi OO.SS. hanno già chiesto all’Amministrazione la riapertura del confronto per l’attivazione delle procedure selettive.          

F.P.CGIL/INPS

 

  CISL-FP/INPS

 

   UILPA/INPS

  

FIALP-CISAL/INPS

   

 

Mancata partecipazione

Venerdì u.s. si è svolta una riunione  tra il Direttore Generale e le OO.SS. sui temi degli esuberi e dei risparmi di spesa previsti dalla Spending Review, che potremmo ragionevolmente definire “strana” ed alla quale la UILPA, congiuntamente alla CGIL, ha ritenuto di non partecipare.

Infatti, la trattazione dei suddetti temi era già stata reiteratamente sollecitata dalla UILPA sia al Direttore Generale che al Presidente dell’Ente, senza , peraltro, ricevere alcun riscontro, se non nella forma di “Linee di indirizzo”, assolutamente generiche, teoriche e non collegate ad un chiaro e praticabile crono programma.

Nel particolare, la richiesta avanzata si sostanziava nell’esigenza di poter disporre di un documento nel quale l’Amministrazione evidenziasse il proprio chiaro orientamento sulle modalità di definizione della problematica in esame senza nascondersi in concetti teorici, triti e assolutamente non collegabili in maniera chiara ed operativa alla realtà.

A tutt’oggi, ribadiamo, non risultano riscontri concreti alla nostre richieste ma soltanto meri tentativi di rinviare nel merito reale il confronto nel corso del quale affrontare seriamente la questione della Spendig Review, al fine di tutelare il futuro dell’Ente, dei lavoratori e dell’utenza.

Ne è stata ulteriore riprova, difatti, la riunione succitata, tenutasi senza che l’Amministrazione provvedesse ad inoltrare alle OO.SS. la documentazione indispensabile per poter effettuare un’analisi seria ed approfondita delle tematiche da trattarsi e nel corso della quale sono stati ripetuti “sic et simpliciter” i soliti e conosciuti interventi spot  finora già messi in campo.

 A tutto ciò diciamo BASTA !!!!

BASTA perché non siamo disponibili a discutere degli effetti di scelte le cui prevedibili conseguenze ricadranno sull’efficienza, sulla funzionalità, sull’immagine dell’Ente e di quanti vi lavorano, pagando quotidianamente i prezzi di decisioni alla cui elaborazione non hanno minimamente contribuito e per le quali, invece, rischiano di essere chiamati a fare la “foglia di fico” rispetto all’utenza.  Aspettiamo che l’Amministrazione si attivi concretamente presentando un dettagliato ed analitico Piano di Sviluppo, prescindendo dal quale ci vedremo costretti ad individuare, auspicabilmente nella maniera più unitaria possibile, tutte quelle iniziative per portare all’attenzione delle istituzioni, delle forze politiche e sociali e dell’opinione pubblica una situazione che si sta progressivamente aggravando e che il generico e insufficiente tentativo di nascondersi dietro il dito delle sedi sperimentali non è minimamente in grado di far superare.

Conseguentemente, qualora permanga l’attuale chiusura, non formale ma certamente sostanziale, rispetto a quello che dovrebbe essere il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori chiederemo al Ministero del Lavoro ed alle Categorie Nazionali di farsi carico di trovare soluzione ai problemi attualmente in essere all’interno dell’INPS.

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