Al termine della videoconferenza con la Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, registriamo una prima disponibilità a un confronto significativo per quella che sarà la vicina fase due. Abbiamo sottolineato e ribadito alla Ministra che anche questa fase esige di mantenere alto il livello della prevenzione e quindi della sicurezza di tutti i lavoratori e, per questo, abbiamo chiesto di sottoscrivere un nuovo protocollo. In tal senso, abbiamo innanzitutto chiesto di continuare a far svolgere ai dipendenti le proprie prestazioni da remoto, onde evitare rischi di assembramenti nei quali è possibile incorrere anche prevedendo forme di turnazione, sulla quale non siamo d’accordo.
La Ministra, da parte sua, ha espresso la
Nei giorni scorsi avevamo chiesto all’Amministrazione di avere un incontro tecnico, che approfondisse alcuni elementi poco chiari riguardo agli importi del Fondo Risorse Decentrate contenuti nel CCNI 2019.
Partiamo da un dato oggettivo: gli importi stanziati per l’attuale FRD vedono un aumento di € 22.487.897,83 rispetto all’anno 2018.
Inspiegabilmente, però, ci sono dei costi che lievitano: ad esempio, le Posizioni Organizzative passano da un costo di € 8.477.713,22 del 2018 a € 9.884.940,00, senza che sia stato previsto e concordato un aumento del loro numero o del loro costo. Come mai?
Le indennità per particolari compiti passano da un costo di € 11.921.992,00 a € 14.515.189,20 senza che sia stato previsto e concordato un
L’incremento delle competenze in materia assistenziale dell’Istituto è oggi al centro delle polemiche innescate dalla stampa puntando talvolta in modo ingeneroso sull’Istituto e sui suoi dipendenti.
Che non si costruiscano le autostrade per far fronte al traffico di ferragosto è cosa nota, al pari di avere un sistema informatico che regga al contemporaneo accesso di una enorme fetta della popolazione attiva del Paese; così come gestire milioni di richieste di prestazioni in pochi giorni con 27.500 dipendenti circa, oltre duemila in meno del fabbisogno.
In questo periodo, sappiamo tutti che ci sono colleghi in area A e B con i titoli di studio prescritti dalla legge Madia che sono fermi al palo e restano invisibili nell’opera che
Non più di una settimana fa raccontavamo del nostro smarrimento di fronte alla preoccupazione di quanto stesse accadendo in Istituto dove si privilegiava l’erogazione del servizio in modalità frontale rispetto all’emergenza nazionale di salute pubblica ed al respiro di sollievo dopo l’emissione del DPCM che ha trasformato il Paese in una grande zona rossa.
Pur riconoscendo al Presidente e ad una ristretta cerchia di direttori illuminati il pregio di aver voluto consentire lo smart working alla maggior parte del personale, abbiamo evidenziato come, nell’alta dirigenza prevalga sempre più spesso il virus della burocrazia e che, per questo, non esiste ancora vaccino.
In questa settimana, in ordine sparso, nonostante le indicazioni della
Grazie all’intervento del Presidente, come richiesto questa mattina dalla nostra sigla sindacale, si è finalmente giunti alla decisione di chiudere al pubblico le sedi lombarde e in tutte le province elencate dal decreto emesso dal Presidente del Consiglio nella notte scorsa.
Siamo fiduciosi che questa decisione anticipi di pochissimo un nuovo modello di erogazione dei servizi che, nell’emergenza, utilizzi soprattutto gli altri canali di
Pubblichiamo la comunicazione inviata al Presidente e al Direttore Generale a seguito dell'emanazione del nuovo DPCM che prevede ancora più restrizioni.
Con riferimento al DPCM emesso nella notte di ieri con l’ampliamento delle zone soggette ad ampie restrizioni e le ulteriori misure da applicare a tutto il territorio nazionale e l’appello della Protezione Civile e dell’Istituto Superiore di Sanità, si ribadisce quanto già richiesto in precedenza, si chiede di tutelare il capitale
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