
C’è un vecchio principio, valido tanto per la guida quanto per la contrattazione: se il conducente non conosce il percorso e decide comunque di partire senza navigatore, prima o poi si perde.
E, spesso, a pagare il prezzo non è chi sta al volante, ma chi è seduto dietro.
È ciò che sta accadendo con gli effetti del CCNI 2025, che sta producendo nuove e inattese applicazioni nel sistema indennitario dell’Istituto.
Questa volta a farne le spese è la famiglia professionale degli infermieri. Un’attività che, per sua natura comporta responsabilità, carichi di lavoro e condizioni di particolare disagio, era stata riconosciuta in modo uniforme nel precedente assetto contrattuale. Oggi, invece, l’indennità viene subordinata a criteri più ristretti e applicati retroattivamente, con il possibile risultato – che ci auguriamo non si concretizzi – di escludere lavoratrici e lavoratori che, nel corso dell’anno, hanno svolto funzioni pienamente coerenti con il profilo sanitario, così come avvenuto negli anni precedenti, ma non perfettamente sovrapponibili a quanto rigidamente e pedissequamente previsto dal CCNI 2025.
A danno ormai prodotto da chi ha sottoscritto l’accordo, la cosiddetta “patata bollente” viene ora scaricata sulle strutture regionali, chiamate a “ricostruire” ex post chi abbia svolto determinate attività e in quale misura. In assenza di una corrispondenza puntuale con quanto previsto dal contratto, il rischio concreto è che qualcuno possa perdere migliaia di euro annui per effetto di una norma contrattuale introdotta in modo quanto meno discutibile, forse da un guidatore distratto in fase di sottoscrizione.
Purtroppo, guidare senza mappa non conduce mai alla destinazione giusta. E, soprattutto, non è accettabile che a pagare gli errori di rotta siano sempre gli altri.
Roma, 4 febbraio 2026
Il Coordinatore Generale UILPA INPS
Sergio Cervo
