Video sorveglianza e impronte digitali per combattere il fenomeno dell’assenteismo: sono due delle misure introdotte dal Ddl concretezza nella Pubblica Amministrazione, che ha visto la luce qualche ora fa, con la definitiva approvazione in Senato.

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, si è detta felice di poter finalmente dire addio ai cosiddetti truffatori del cartellino, grazie all’introduzione dei controlli biometrici.

Più sicurezza e garanzie per tutti, dunque, almeno nelle intenzioni.

Perché la realtà è ben diversa da come viene descritta da chi non conosce bene o non conosce affatto la quotidianità della vita negli uffici, a partire dalle relazioni tra dipendenti e utenza.

Una testimonianza molto emblematica, in tal senso, ci giunge dall’INPS di Brescia, dove manca il personale e dove, se non si porrà rimedio, molti servizi rischieranno la chiusura in un futuro molto prossimo.

Un collega è stato oggetto di una pesante aggressione presso l’Agenzia INPS di Montichiari, da parte di un uomo entrato in ufficio fino a raggiungere l’area riservata ai lavoratori, reclamando con le urla un appuntamento finalizzato ad ottenere il reddito di cittadinanza.

A seguito di una verifica da parte degli operatori, l’uomo – non presente nell’elenco del giorno – è stato invitato a ritornare, ma la sua reazione è stata tutt’altro che urbana: il malcapitato impiegato che, educatamente voleva accompagnarlo alla porta, è stato infatti preso a ceffoni. Una manifestazione di inaudita e inaccettabile violenza conclusasi con calci rabbiosi sferrati dallo stesso alla vetrina degli uffici.

Che dire? L’epilogo è facilmente immaginabile: il dipendente è stato condotto al pronto soccorso e le forze dell’ordine sono giunte sul posto.

Ecco la fotografia scattata a una giornata di ordinaria follia, tanto per ricorrere ad una citazione cinematografica che, probabilmente, il Ministro non può neppure immaginare con la fantasia.

La storia è quella di una Pubblica Amministrazione abbandonata a se stessa, in preda all’esagitazione e all’esasperazione di qualcuno, all’insegna di una carenza di personale che viene ignorata, ma dalla quale dipendono l’efficienza della risposta alla domanda dell’utenza e la qualità dei servizi erogati.

RSU e Organizzazioni Sindacali denunciano ormai da tempo i disagi estremi espressi dagli stessi numeri descritti dall’Amministrazione nella presentazione del Bilancio sociale.

Alla luce di una simile situazione, che può riguardare Brescia come qualsiasi altra città italiana, chiediamo al Ministro di evitare i toni trionfalistici in merito a provvedimenti descritti come rivoluzionari, ma che di innovativo non hanno nulla, perché non toccano affatto i problemi reali.

Se il Governo in carica vuole davvero essere ricordato per l’azione innovativa scolta a beneficio della Pubblica Amministrazione e degli utenti, inizi a mettere in campo tutte le iniziative possibili per garantire al collega di Brescia – al quale rivolgiamo tutta la nostra solidarietà – di lavorare ogni giorno in condizioni di normalità.

Questo si, caro Ministro, che sarebbe veramente una svolta concreta, anche in considerazione di episodi molto simili avvenuti nel recente passato.

IL COORDINATORE GENERALE

​​​​​​​​​   UILPA-INPS

​​​​​​​​           (Sergio CERVO)