
L’Amministrazione si appresta ad avviare il confronto sull’atto integrativo alla deliberazione n. 154/2024 del CdA INPS, che introduce il nuovo Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance Individuale (SMVPI).
Tuttavia, per quanto riguarda il personale del comparto, sono state convocate solo le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL 2022/2024. Una scelta che, ancora una volta, esclude sigle sindacali rappresentative all’interno dell’Ente, mettendo in discussione i principi fondamentali di democrazia sindacale e pluralismo.
Parliamo di un sistema che riguarda tutto il personale, a prescindere dall’appartenenza sindacale. Affrontare un tema così delicato coinvolgendo solo una parte rischia di essere non solo scorretto dal punto di vista politico, ma anche limitato sotto il profilo tecnico.
Le perplessità non si fermano al metodo. Il nuovo impianto viene discusso a settembre, ma dovrebbe entrare in vigore retroattivamente da gennaio, senza alcun confronto sostanziale preventivo.
La struttura proposta appare autoreferenziale: il Comitato di Garanzia è composto esclusivamente da dirigenti, mancano criteri chiari di valutazione, e non è previsto alcun contraddittorio nella fase intermedia. Il cosiddetto confronto finale, poi, sembra più un tentativo di evitare ricorsi alla Commissione di riesame che un vero momento di partecipazione.
A preoccupare particolarmente è l’ipotesi di utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa per redigere i feedback ai lavoratori. Una soluzione che svilisce il senso stesso della valutazione, riducendola a un adempimento impersonale e disumanizzante, privo di confronto reale tra valutatore e valutato.
Il collegamento diretto tra valutazione individuale e incarichi di responsabilità, in assenza di criteri pubblici e trasparenti, rischia di aumentare la discrezionalità e di trasformare la valutazione in uno strumento poco equo.
A questo si aggiunge l’aumento del punteggio massimo individuale da 110 a 120, a danno degli obiettivi di gruppo, che da sempre rappresentano un motore fondamentale per incentivare collaborazione e coesione tra colleghe e colleghi. Inoltre, l’eliminazione dei punteggi intermedi e la mancanza dell’obbligo di motivare le valutazioni destano forte preoccupazione: un giudizio che può incidere sulla carriera di una persona non dovrà nemmeno essere spiegato.
Quello che si delinea è un modello basato su competizione individuale, giudizi opachi e minore collaborazione. Un sistema che non valorizza il merito, ma che rischia di generare frammentazione, sfiducia e tensioni, in netto contrasto con i valori del servizio pubblico che dovrebbero ispirare il lavoro dell’INPS.
La valutazione può e deve essere uno strumento utile, ma solo se fondata su criteri trasparenti, partecipazione reale e un’autentica promozione della crescita professionale. Non può diventare l’ennesimo strumento punitivo o arbitrario, tanto meno affidato a meccanismi automatizzati privi di sensibilità umana.
In assenza di una reale apertura al confronto, ci riserviamo di intraprendere tutte le azioni necessarie a tutela del personale.
Roma, 19 settembre 2025
Il Coordinatore Generale UILPA INPS
Sergio Cervo
