
Dopo svariati incontri interlocutori avuti con l’Amministrazione per discutere del CCNI Medici del 2024, il 12 febbraio ci è stata inviata la stesura definitiva della ipotesi di contratto per la sottoscrizione da parte delle sigle sindacali.
In occasione degli incontri intercorsi siamo riusciti a modificare alcuni punti del contratto, nello specifico l’art. 7 comma 3 comportante l’aggiunta di un coefficiente di valutazione per la retribuzione di risultato, che avrebbe creato una penalizzazione economica per la maggior parte dei medici di I fascia, già in affanno per le gravose incombenze istituzionali che quotidianamente sono chiamati a soddisfare.
Nelle stesse sedi avevamo fortemente richiesto anche la modifica sostanziale dell’articolo 9, comma 1 con il quale veniva, a nostro avviso, erroneamente commisto l’aggiornamento facoltativo dei medici con le prestazioni di lavoro straordinario (“L’orario di lavoro dei medici previdenziali è di 38 ore settimanali, di cui 4 ore destinate ad attività di aggiornamento nonché didattica e ricerca sulle materie istituzionali. Tale riserva va resa in ogni caso compatibile con le esigenze funzionali e organizzative dell’Istituto e non può in alcun caso comportare una mera riduzione dell’orario di lavoro”).
Abbiamo con forza fatto notare come fosse fuori luogo l’inserimento di tali specifiche in un contratto facente riferimento al 2024 già passato, nel quale le ore di aggiornamento sono già state fruite dai medici e chiedendo quindi di riparlarne nel CCNI 2025.
Nel succitato comma sono riportate alcune specifiche sulla natura dell’aggiornamento facoltativo vincolato alle materie di finalità dell’Istituto (????) e alla necessità di validazione e autorizzazione da parte di un responsabile che non è stato meglio precisato.
Memori dell’esperienza negativa riguardante le autorizzazioni allo svolgimento della libera professione autorizzate a macchia di leopardo con conseguente disparità tra i medici, abbiamo intravisto un potenziale rischio per la fruizione delle ore di aggiornamento facoltativo in maniera libera e uniforme a livello territoriale.
Un altro punto di criticità riscontrata nella ipotesi definitiva del CCNI 2024 proposta, lo abbiamo riscontrato nella “Dichiarazione congiunta n. 1”, aggiunta a margine dall’Amministrazione (“Le parti si impegnano ad avviare, entro il I quadrimestre del corrente anno, appositi tavoli sindacali finalizzati a confrontarsi in merito alla regolamentazione dell’attività intramoenia e extramoenia nonché alla individuazione di specifici progetti inerenti all’attività medico legale che, in ragione dell’impegno straordinario richiesto al personale medico dell’Istituto, possano condurre a proposte normative finalizzate ad ottenere adeguati finanziamenti”) che abbiamo ritenuto troppo generica, scarsamente esaustiva sulla regolamentazione dell’attività intra/extramoenia e soprattutto assolutamente carente sul riconoscimento dell’indennità di esclusività, peraltro non nominata nella nota, attualmente elargita a tutti i medici delle altre Amministrazioni dello Stato tranne che ai medici dell’INPS.
Nonostante la nostra sollecitazione ad essere anche più chiari sulla volontà reale da parte dell’Amministrazione di reperire soldi, in deroga alla legge Madia, per rimpinguare il “fondo medici” oramai insufficiente per il numero dei professionisti e per le incombenze istituzionali già critiche e che si aggraveranno in relazione all’avvio della valutazione della disabilità, le risposte sono state vaghe e non dimostranti una reale determinazione a risolvere tale problema.
Per queste motivazioni, che riteniamo fondamentali per un dignitoso riconoscimento del ruolo medico dell’Istituto, non abbiamo sottoscritto il CCNI Medici 2024, contrariamente ad altre sigle sindacali che speriamo abbiano valutato i potenziali deleteri effetti di quanto sopra esposto.
Roma, 18 febbraio 2025
