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 notiziario CAF

L’innalzamento della soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici a 10 euro, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, è un intervento positivo sul piano fiscale. Tuttavia, è necessario dirlo con chiarezza: non basta.

Alle lavoratrici e ai lavoratori dell’INPS non serve un beneficio solo teorico; serve un aumento reale del valore nominale del buono pasto. In assenza di un incremento concreto dell’importo riconosciuto, l’esenzione fiscale rischia di rimanere una misura vuota, incapace di incidere sul potere d’acquisto e di rispondere all’aumento reale del costo dei pasti e della vita quotidiana.

Da anni il personale del pubblico impiego, e dell’INPS in particolare, è penalizzato da una normativa che di fatto blocca il valore del buono pasto, rendendolo sempre più inadeguato rispetto ai prezzi reali. Una penalizzazione che oggi non è più accettabile.

Per questo lo affermiamo con forza: l’INPS deve farsi carico, senza ambiguità, della richiesta di superare questa norma e di attivarsi nelle sedi competenti affinché venga finalmente riconosciuto un buono pasto adeguato, dignitoso e coerente con la realtà dei costi.

Il buono pasto non è un optional né un beneficio marginale, ma uno strumento essenziale di welfare per migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi fondamentali ai cittadini.

Ora è il momento delle scelte. Serve un segnale chiaro. Serve sapere se l’INPS c’è.

Su questo tema servono unità e determinazione per far sentire con forza la voce di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.

Roma, 7 gennaio 2025

                                                                               Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                                                  Sergio Cervo