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 performance emergenza coronavirus

Nel leggere il documento sull’impianto di Misurazione e Valutazione della Performance 2026 proposto dall’Amministrazione nell’incontro odierno, non possiamo evitare di sorridere – amaramente – ricordando il celebre romanzo Il Gattopardo. Come diceva Tancredi al principe di Salina:

“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.”

Ecco: sembra proprio che lo spirito dell’opera di Tomasi di Lampedusa abbia guidato la stesura del nuovo modello.

Un po’ di maquillage, qualche pennellata moderna, qualche percentuale ritoccata… e il gioco è fatto.

Tutto appare nuovo, ma nella sostanza rimane sorprendentemente identico.

L’Amministrazione introduce con grande enfasi la cosiddetta quarta dimensione zangrilliana, ossia la formazione come elemento da valorizzare nella valutazione; ribilancia alcune ponderazioni e riorganizza le formule.

Tuttavia, al di là di questi aggiustamenti cosmetici, resta immutato ciò che da anni i lavoratori e la UILPA INPS denunciano:

  • la zona opaca del come si valuta;
  • la zona ancora più opaca del chi valuta;
  • la dipendenza del compilatore da logiche e pressioni che nulla hanno a che vedere con un modello meritocratico.

Molto spesso la valutazione individuale viene infatti affidata a compilatori più che a veri valutatori, costretti – per usare un eufemismo – a operare sotto pressione, incastrati tra aspettative gerarchiche, meccanismi poco chiari e responsabilità non proporzionate ai loro ruoli.

Il risultato?

Un sistema che dovrebbe riconoscere il merito ma che continua a generare sfiducia, disorientamento e percezioni di scarsa equità.

La performance individuale resta un terreno nebuloso, più utile a misurare la capacità di “adattarsi al contesto” che la reale professionalità espressa.

Come UILPA INPS riteniamo che non si possa parlare di innovazione finché non si introducono trasparenza, responsabilità reale, criteri chiari e verificabili, e soprattutto un modello di valutazione che sia percepito come giusto da chi ogni giorno contribuisce al funzionamento dell’Istituto.

Per cambiare davvero non basta correggere i numeri:

serve correggere la filosofia del sistema, renderlo leggibile, condiviso e sottratto alle dinamiche che ancora oggi lo rendono poco credibile agli occhi del personale.

Noi continueremo a chiedere, con determinazione, un modello moderno, trasparente e rispettoso della dignità professionale di tutti i lavoratori.

Il resto, per dirla alla maniera del Gattopardo, rischia di essere solo un altro capitolo del romanzo di sempre.

Roma, 3 dicembre 2025

Il Coordinatore Generale UILPA INPS

Sergio Cervo