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Le valutazioni delle performance intermedie sono uno strumento cruciale per monitorare il progresso dei dipendenti e favorire un miglioramento continuo. Tuttavia, in molte situazioni, le modalità di valutazione adottate non rispecchiano pienamente l’efficacia che ci si aspetterebbe. In particolare, sembra che alcuni direttori si concentrino più sul ridurre le aspettative piuttosto che sul riconoscere i risultati concreti ottenuti dai collaboratori.

Da alcuni feedback che stiamo ricevendo, emergono proposte di valutazioni al ribasso, che rischiano di minare la motivazione dei dipendenti. Questo approccio non solo non incentiva il miglioramento, ma tende a demotivare. Una valutazione intermedia che non tenga conto del contesto, dei progressi compiuti e degli ostacoli superati diventa, di fatto, controproducente. Invece di rafforzare il legame di fiducia tra l’amministrazione e i dipendenti, questa visione mina la motivazione proprio nel momento in cui sarebbe necessario stimolare una crescita professionale continua e mirata.

Se l’obiettivo delle valutazioni è promuovere il miglioramento, è fondamentale che i criteri siano chiari, equi e basati su un riconoscimento autentico del lavoro svolto. Un approccio che si concentri esclusivamente sulla ricerca dei difetti, senza considerare i risultati raggiunti, non contribuisce a creare un ambiente di lavoro sano, produttivo e motivante.

Un altro tema che sta sollevando molte perplessità riguarda l’imposizione, da parte di alcuni direttori, di dover fruire delle ferie entro la fine dell’anno, mal interpretando i dettami contrattuali. Come stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavorole ferie maturate nell’anno di competenza devono essere godute fino al semestre dell’anno successivo a quello di maturazione, e non sono obbligatorie entro il 31 dicembre dello stesso anno.

Questa errata applicazione del contratto sta costringendo i dipendenti a prendere ferie in periodi che, oltre a non coincidere con le loro reali necessitàrischiano di compromettere la continuità e il pieno raggiungimento degli obiettivi aziendali per l’anno in corso. La forzatura nell’utilizzo delle ferie non solo crea disagi organizzativi, ma genera anche frustrazione tra i lavoratori, che si vedono obbligati a fruire delle ferie in momenti cruciali, quando sono impegnati in scadenze importanti o attività di rilevante valore per l’azienda.

Se l’intento è quello di garantire un buon equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, sarebbe certamente più ragionevole e rispettoso delle esigenze aziendali e dei dipendenti una gestione flessibile delle ferie, che rispetti quanto stabilito dal contratto e tenga conto delle specifiche necessità individuali e professionali.

In caso contrario, non esiteremo ad adottare le azioni necessarie per tutelare i diritti e il benessere di chi, ogni giorno, contribuisce al successo dell’Istituto.

Roma, 20 novembre 2025

Il Coordinatore Generale UILPA INPS

Sergio Cervo