sveglia

In questi giorni assistiamo all’ennesimo, inutile e stanco battage polemico da parte di una sigla sindacale che, invece di confrontarsi sui contenuti, ha deciso di giocare in difesa con falli tattici.

Un atteggiamento di bassissimo profilo sindacale, fatto più di nervosismo che di idee.

Come si direbbe sugli spalti, “e nu ce vonno sta”.

E in effetti, il loro disagio è comprensibile: la UILPA è tornata in campo, e lo fa da protagonista.

La nostra firma al CCNL non è un gesto di convenienza, ma un atto di responsabilità e di forza, che riporta il baricentro della contrattazione dove deve stare — nei luoghi di lavoro, tra le lavoratrici e i lavoratori.

Forse a qualcuno dà fastidio, ma è un dato di fatto:

il piccolo potere di condominio sindacale che si erano ritagliati in questi mesi è destinato a finire.

Noi non siamo qui per compiacere nessuno, né per fare da spettatori: siamo qui per cambiare le regole del gioco, per rimettere al centro il lavoro pubblico, la dignità, il rispetto e i diritti di chi ogni giorno manda avanti la macchina dello Stato.

Chi continua a parlar male di noi, lo fa perché sa bene che la musica sta cambiando.

E quando la UILPA c’è, si sente.

Questi signori dovranno rassegnarsi: la UILPA ci sarà, sempre, nei tavoli, nelle amministrazioni, accanto ai lavoratori.

Perché noi non cerchiamo visibilità: facciamo sindacato.

E, come nel calcio, quando torni a vincere sul campo, c’è sempre qualcuno che brontola dagli spalti.

Ma i lavoratori lo sanno bene da che parte stare: dalla parte di chi segna, non di chi fischia.

Roma, 5 ottobre 2025

Il Coordinatore Generale UILPA INPS

Sergio Cervo