integrazione

Siamo davvero al paradosso. Gli ispettori della Liguria, al pari dei colleghi del Piemonte, si sono visti recapitare una comunicazione ad personam tanto odiosa quanto inappropriata da parte del Direttore Regionale – lo stesso che dirige anche il Piemonte – nella quale vengono richiamati a un maggiore impegno. Secondo la Direzione, infatti, il numero di verbali definiti risulterebbe insoddisfacente e, quindi, insufficiente a raggiungere gli obiettivi programmati (400.000 € pro capite).

Nella medesima comunicazione, il Direttore chiede conto dell’attività svolta (verbali chiusi) e una previsione dettagliata sui futuri accertamenti, riservando a sé ogni autorizzazione per l’effettuazione di prestazioni straordinarie.

Alla luce di quanto sopra, ci sia consentito svolgere alcune considerazioni:

  1. Professionalità e impegno riconosciuti

Gli ispettori della Liguria hanno sempre svolto il proprio lavoro con dedizione, senso di responsabilità e professionalità. Complessivamente, hanno sempre raggiunto gli obiettivi programmati. Per questo motivo, l’invio di una comunicazione individuale, con toni inappropriati sia nella forma che nella sostanza, appare del tutto ingiustificato.

  1. Le complessità dell’attività ispettiva

Il raggiungimento degli obiettivi non è strettamente legato all’impegno del singolo ispettore, ma dipende anche da una serie di variabili che emergono solo nel corso degli accertamenti. Ogni ispezione può rivelarsi particolarmente complessa, più produttiva del previsto o del tutto regolare. Richiedere risultati standardizzati, a prescindere dal contesto, è una semplificazione inaccettabile.

  1. Previsioni sui risultati futuri

Appare quantomeno singolare chiedere agli ispettori di fornire previsioni puntuali sui risultati futuri. È vero che l’esperienza e la professionalità dei colleghi consentono spesso di individuare obiettivi significativi, ed è vero che sono stati dotati di strumenti tecnici adeguati, ma tra questi – è bene chiarirlo – non figura una sfera di cristallo. Forse, una programmazione più mirata, basata su un reale lavoro di intelligence, sarebbe più efficace.

  1. Prestazioni straordinarie: uno strumento da non abusare

Per quanto riguarda le prestazioni straordinarie, ci sfugge la logica di accentrare su di sé ogni autorizzazione. Se il Direttore ritiene necessario farlo, ne deduciamo che ripone poca o nessuna fiducia nei propri collaboratori. Resta però un interrogativo: fino a oggi queste prestazioni sono state gestite con superficialità? In ogni caso, il Direttore è libero di adottare le modalità che ritiene più opportune, purché le prestazioni straordinarie non diventino uno strumento di controllo o pressione gestionale.

Alla luce delle considerazioni espresse, chiediamo formalmente al Direttore Regionale un incontro, al fine di ottenere i necessari chiarimenti su un’attività tanto delicata quanto strategica per l’Istituto.

Restiamo in attesa di un sollecito riscontro.

Roma, 6 ottobre 2025

Il Delegato UILPA INPS Area Vigilanza                    Il Coordinatore Generale UILPA INPS

    Alberto Fruccio                                                                   Sergio Cervo