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Stiamo raccogliendo, da diverse sedi, segnalazioni che descrivono un quadro preoccupante in vista dell’ultimo trimestre dell’anno. Due, in particolare, le questioni che stanno creando maggiore disagio tra il personale e che richiedono un intervento immediato da parte dell’Amministrazione:

  • la gestione delle ferie relative all’anno 2025
  • l’inasprimento della pressione sugli obiettivi di performance

Ferie 2025: basta forzature e interpretazioni arbitrarie

Sta accadendo, in maniera sempre più diffusa, che si stiano imponendo la fruizione integrale delle ferie entro il 31 dicembre 2025, ignorando le esigenze personali e organizzative, così come il dettato normativo che consente, anche per l’anno in corso, lo slittamento delle ferie residue fino a giugno dell’anno successivo, in presenza di motivate esigenze di servizio o personali.

Queste imposizioni, a volte giustificate in modo sbrigativo con riferimenti poco chiari al nuovo contratto – che qualcuno ha già ribattezzato con amara ironia “contratto lenticchie” – generano confusione, disparità e tensioni all’interno delle strutture.

È indispensabile che l’Amministrazione intervenga con una circolare univoca e vincolante, che richiami le disposizioni in vigore e metta fine a gestioni arbitrarie e difformi tra un ufficio e l’altro.

Performance: obiettivi inadeguati rispetto al contesto reale

Mentre ci si avvicina alla fine dell’anno, in molte strutture si registra un’accelerazione sulla spinta al raggiungimento degli obiettivi di performance, con pressioni sempre più insistenti su lavoratori e responsabili.

Ma fingere che tutto stia funzionando come previsto è semplicemente fuori dalla realtà.

Non possiamo ignorare che il raggiungimento dei target fissati a inizio anno si sta rivelando sempre più irrealistico, a causa di condizioni ormai strutturali che ostacolano il normale svolgimento delle attività. Le principali:

  1. Carenza cronica di personale
  2. Formazione obbligatoria (le 40 ore annue) che assorbe tempo e risorse
  3. Fruizione forzata delle ferie
  4. Procedure e strumenti che continuano a non funzionare come dovrebbero

In queste condizioni, non si può continuare a scaricare sui lavoratori la responsabilità del mancato raggiungimento degli obiettivi, come se i disservizi fossero imputabili a inefficienze individuali e non a fattori sistemici.

È necessario che l’Amministrazione prenda atto del quadro reale e proceda a una revisione degli obiettivi di fine anno, con l’introduzione di meccanismi di neutralizzazione o rimodulazione, che tengano conto del contesto in cui il personale si trova ad operare.

Le lavoratrici e i lavoratori meritano rispetto, coerenza e regole chiare.

Serve subito un segnale da parte dell’Amministrazione che vada nella direzione del buon senso e della responsabilità.

Roma, 24 settembre 2025

                                                                                      Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                                                          Sergio Cervo