
L’ultimo rapporto ISTAT conferma una tendenza ormai strutturale: il mercato immobiliare continua a crescere, con effetti sempre più pesanti sulla sostenibilità della vita, soprattutto nelle grandi città.
Nel secondo trimestre del 2025, i prezzi delle abitazioni sono aumentati in media del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. L’aumento è stato trainato in particolare dalle abitazioni già esistenti (+4,5%), mentre le nuove costruzioni mostrano una dinamica più contenuta. Le aree più colpite? Ancora una volta il Nord (+5,4%) e il Centro (+3,8%), ovvero proprio quelle zone dove la carenza di personale INPS è più marcata.
In questo contesto, partecipare a un concorso pubblico e accettare un incarico in una sede del Nord diventa una sfida spesso insostenibile, specie per chi è all’inizio del percorso lavorativo. A fronte di stipendi d’ingresso poco adeguati al costo della vita, trasferirsi in città come Milano, Venezia , Bologna o Torino significa affrontare spese proibitive, soprattutto per l’alloggio.
La Pubblica Amministrazione continua ad attrarre per la stabilità occupazionale e le possibilità di crescita, ma il divario sempre più ampio tra retribuzioni iniziali e costi reali della vita sta producendo effetti evidenti: molti vincitori rifiutano l’assunzione oppure chiedono il trasferimento appena possibile, innescando un circolo vizioso che alimenta la cronica carenza di organico nelle aree più esposte.
Il rischio, già concreto, è quello di trasformare i concorsi in porte girevoli: si entra da un lato… e si esce subito dall’altro. Con un danno enorme per l’efficienza dell’Istituto e per i cittadini che vivono in territori già penalizzati.
Se l’INPS non vuole assistere all’ennesima fuga dalle sedi del Nord, è necessario intervenire subito con misure sostenibili, concrete e strutturali.
Tra le proposte che riteniamo immediatamente attuabili:
- Contributi temporanei per l’alloggio, destinati ai neoassunti nelle aree metropolitane ad alta tensione abitativa;
- Alloggi convenzionati o forme di housing sociale, realizzati anche tramite accordi con enti locali, istituti previdenziali o fondazioni pubbliche.
L’INPS ha bisogno di personale qualificato, stabile e motivato. Ma per costruire un’organizzazione solida non basta bandire concorsi: è indispensabile creare le condizioni per trattenere chi lavora, soprattutto nei territori dove la vita è più cara e le rinunce personali sono più pesanti.
Il tempo delle analisi è finito. Ora servono azioni concrete.
Roma, 22 settembre 2025
Coordinamento Nazionale UILPA INPS
