
Basta la firma di un solo sindacato – che rappresenta appena il 33,35% dei consensi RSU 2025 – per approvare l’integrativo INPS 2025?
Se la risposta è sì, allora chiamiamo le cose col loro nome:
questa non è democrazia. È una scorciatoia contrattuale.
Il contratto integrativo 2025 riguarda tutti i lavoratori dell’Istituto, ma è stato approvato da una sola sigla, che da sola non rappresenta la maggioranza.
Non la maggioranza dei voti.
Non la maggioranza delle istanze.
Non la maggioranza delle persone.
Un atto formalmente legittimo, forse, ma politicamente fragile e socialmente inaccettabile.
È INACCETTABILE CHE:
- Una minoranza contrattuale decida per tutti;
- La pluralità delle rappresentanze venga ignorata o silenziata;
- La partecipazione venga sacrificata sull’altare dell’urgenza o della convenienza.
Chi ha firmato da solo si assume la responsabilità di un accordo nato già spaccato, senza consenso reale, senza confronto trasparente, senza legittimazione collettiva.
Un integrativo approvato a colpi di calcolatrice non è il frutto di un dialogo democratico.
È l’immagine plastica di un metodo che non unisce, ma impone.
NON CI STIAMO
Il rispetto del lavoro passa anche dal rispetto delle regole della rappresentanza.
E quando una sigla sola – con un terzo del consenso – si arroga il diritto di parlare a nome di tutti, non siamo davanti a una scelta condivisa, ma a un’imposizione.
NOI NON RESTEREMO IN SILENZIO
Continueremo a denunciare questi metodi, a pretendere confronto, trasparenza e rispetto.
Perché un contratto firmato in solitaria è un contratto che esclude.
E noi non accettiamo esclusioni. Mai.
Roma, 31 luglio 2025
Il Coordinatore Generale UILPA INPS
Sergio Cervo
