contratto

Il tavolo di trattativa sul Contratto Integrativo INPS 2025 si chiude nel modo peggiore: senza un’intesa condivisa, senza una visione comune, senza rispetto per chi lavora ogni giorno per far funzionare l’Istituto.

Il tanto decantato “patto di ferro” tra i firmatari del CCNL 22/2024 si è rivelato per quello che era: una costruzione fragile, montata sulla sabbia, crollata al primo vero banco di prova.
Dopo settimane di incontri, bozze, promesse, rinvii e giri a vuoto, l’unico fatto certo è che non c’è stata alcuna sintesi tra le parti. Nessun accordo serio, nessuna risposta concreta ai bisogni dei lavoratori INPS.Alla fine, una sola sigla – la solita – ha sottoscritto l’ipotesi di accordo. Una firma solitaria che non rappresenta l’interesse generale, ma piuttosto la scelta di accontentarsi e voltarsi dall’altra parte.

E dire che si parlava di un contratto atteso, necessario, urgente.

Un integrativo che doveva affrontare nodi fondamentali: riconoscimenti economici reali, valorizzazione delle professionalità, indennità adeguate, condizioni di lavoro più eque.Tutte istanze che sono rimaste fuori dalla porta, ignorate o annacquate in un documento che non ha il coraggio né la chiarezza che i lavoratori meritano.Noi non festeggiamo.Anzi, siamo preoccupati.
Perché ci aspettavamo un integrativo all’altezza delle sfide, all’altezza delle persone.Invece ci troviamo davanti all’ennesima occasione mancata, a una firma che divide anziché unire.Il rispetto per il lavoro si misura anche – e soprattutto – nelle scelte contrattuali. E finora, il conto è in rosso.

Roma, 30 luglio 2025 Il Coordinatore Generale UILPA INPS Sergio Cervo